Obbligazioni greche: occasioni nascoste fra le isole

La crisi del debito pubblico ellenico fa pensare al peggio, ma in Grecia ci sono alcune opportunità d'investimento nel settore privato da sfruttare. Le obbligazioni telefoniche OTE, quelle di Coca Cola HBC o degli yogurt di Fage Dairy offrono rendimenti molto interessanti

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La crisi del debito pubblico ellenico fa pensare al peggio, ma in Grecia ci sono alcune opportunità d'investimento nel settore privato da sfruttare. Le obbligazioni telefoniche OTE, quelle di Coca Cola HBC o degli yogurt di Fage Dairy offrono rendimenti molto interessanti

La Grecia non è tutta da buttare. Sebbene il destino del debito pubblico sia ormai segnato da un doloroso taglio del nominale ampiamente concordato dalle forze politiche con istituzioni, banche e privati investitori per abbattere di quasi il 30%  il fardello debitorio che schiaccia da anni i conti dell’apparato statale, ci sono realtà private che meritano sicuramente l’attenzione dei più attenti investitori. Tralasciando il settore bancario, postale, ferroviario e delle imprese controllate dalla mano pubblica, le cui sorti sono in qualche misura legate a quelle del debito dello Stato, esistono realtà greche più o meno in salute su cui vale la pena investire. Così Donald Phillips, manager del fondo d’investimento high yield Baillie Gifford’s (182 milioni di sterline), ha dichiarato alcune settimane fa di avere acquistato l’1,2% di OTE, il 2% di Yioula Glassworks e il 3,5% di Fage Dairy approfittando del ribasso dei prezzi delle relative obbligazioni. Gli alti rendimenti offerti da questi titoli – secondo Philips – non rappresentano assolutamente un alto rischio di default delle relative società greche le quali realizzano da ormai  molto tempo la maggior parte dei ricavi al di fuori dei confini della ellenici e scontano implicitamente la negatività che si è abbattuta da questa estate sulla moneta unica. 

Hellenic Telecommunications (OTE) e la longa manus di Deutsche Telekom

Obbligazioni OTE 6% 2015

Le obbligazioni OTE in euro hanno seguito più o meno direttamente il trend dei bond statali, anche se la presenza dello Stato nella compagnia di telecomunicazioni ellenica è limitata al 10%. Come tutte le società di interesse nazionale, però, il destino di OTE non è completamente distaccato da quello della Grecia. quindi, se il debito pubblico è in sofferenza, il debito privato della primaria compagnia di telecomunicazioni non può che risentirne di riflesso.

Così i rendimenti dei titoli obbligazionari di OTE, i cui rating delle agenzie internazionali sono stati abbassati lo scorso mese con outlook negativo (B per Standard & Poor’s e B2 per Moody’s), sono schizzati sopra il 20% più che altro per effetto del rallentamento della domanda di servizi telefonici in terra ellenica. I ricavi consolidati semestrali di OTE, infatti, sono scesi del 10% nei primi sei mesi dell’anno, così come l’Ebitda, anche se il risultato finale è stato positivo per 62 milioni di euro. Tuttavia, OTE – a giudizio degli analisti – sta scontando in maniera eccessiva il fattore Grecia e soprattutto la negatività che si è abbattuta sulla moneta unica (i bond sono quotati in euro). La società dal canto suo, infatti, sta fronteggiando l’emergenza con incisivi programmi di abbattimento dei costi di gestione del personale (riduzione dei salari dell’11% per i prossimi tre anni ed esternalizzazione di alcuni servizi). Non solo, Deutsche Telekom è salita al 40% nel capitale di OTE con l’intenzione di arrivare a detenerne la maggioranza entro il 2012 se arriverà il placet dell’Unione Europea che sta valutando la posizione (forse dominate) del gigante tedesco delle telecomunicazioni. La società telefonica greca è molto attiva anche in Bulgaria, Romania e Albania e rappresenta per i tedeschi un ottimo viatico per mettere piede anche nell’area balcanica che offre ampi spazi di crescita per il futuro. Secondo Adam Cordey di Schroders, le obbligazioni OTE, a questi prezzi, cominciano a diventare interessanti, nonostante i problemi del momento, incorporando un rischio di insolvenza eccessivo rispetto alla reali capacità dell’emittente di onorare i propri debiti. 

Le obbligazioni OTE  

XS0173549659 – OTE PLC 5,0% 08/2013 – lotto minimo 1.000 euro

XS0615771143 – OTE PLC 7,25% 04/2014 – lotto minimo 100.000 euro

XS0346402463 – OTE PLC 6,0% 02/2015 – lotto minimo 1.000 euro

XS0275776283 – OTE PLC 4,625% 05/2016 – lotto minimo 50.000 euro

 

Bond a sconto fra gli yogurt di Fage Dairy

Fra i prodotti greci più noti ci sono sicuramente gli yogurt e i formaggi (feta).

A produrli e a commercializzarli in tutto il mondo ci pensa il gruppo alimentare Fage Dairy, fondato e controllato dalla famiglia Athanassios 80 anni fa. Fage, i cui ricavi (330 milioni di euro all’anno) provengono per la maggior parte dagli USA e dai paesi europei, ha una solida struttura patrimoniale e un rapporto debt/equity 3,9x, in linea con le altre aziende del settore. Il primo semestre del 2011, il gruppo alimentare greco ha chiuso i conti con ricavi in crescita del 12% (187 milioni) rispetto allo stesso periodo dell’anno prima e con un margine operativo lordo anch’esso in crescita del 15% (15 milioni) soprattutto grazie al fatturato registrato negli USA che sta compensando ampiamente il calo delle vendite in patria. Fage è presente sul mercato dei capitali con due obbligazioni (rating B- di Standard & Poor’s), una in dollari e una in euro i cui rendimenti sono stranamente discordanti. Quella in euro, da 101 milioni, scadenza 2015 offre infatti un rendimento del 25%, mentre quella in dollari da 150 milioni e scadenza 5 anni più tardi, un rendimento più che dimezzato (11%). Questa anomalia è dovuta al fatto che – spiega un analista – la speculazione internazionale si sta abbattendo più che altro sull’euro, non tanto sull’emittente che gode di buona salute.

Le obbligazioni Fage Dairy Industry  

XS0210695150 – FAGE DAIRY 7,50% – 01/2015 – lotto minimo 1.000 euro – cedola semestrale  

XS0483107701 – FAGE DAIRY 9,75% – 01/2020 – lotto minimo 100.000 dollari –  cedola semestrale

 

L’industria delle bottiglie: i bond Coca Cola rendono come i migliori titoli di stato europei

Obbligazioni Coca Cola HBC 7,9% 2014

Il settore dell’imbottigliamento, di cui Coca Cola è leader mondiale attraverso la sua partecipata Coca Cola Hellenic Bottling Company, è sicuramente un comparto su cui vale la pena puntare in Grecia. Coca Cola HBC è a tutti gli effetti una multinazionale greca, quotata alla borsa di Atene e partecipata solo al 23% dalla casa madre di Atlanta (USA), contrariamente a quanto si potrebbe pensare. Il primo semestre dell’anno si è chiuso con ricavi in crescita del 3% a 3.396 milioni di euro e con un utile di 136 milioni.

Il blasone del noto marchio americano e la costante acquisizione di quote di mercato nell’Europa centrale e meridionale fanno di questa società, anticiclica per eccellenza, una perla nel panorama delle società corporate greche. Le obbligazioni Coca Cola HBC Finance (rating Standard & Poor’s A-) offrono un rendimento poco superiore al 3% e rappresentano una valida alternativa ai titoli di stato dei migliori emittenti europei. Sempre fra le società greche del settore beverage & bottling, merita di essere segnalata anche Yioula Glassworks, presente sul mercato con un bond high yield da 140 milioni di euro il cui merito creditizio sta alla parte opposta della scala dei rating rispetto a Coca Cola e racchiude un rischio molto elevato offrendo un rendimento a scadenza superiore al 30%. Yioula è tuttavia leader esclusivo per la produzione di bottiglie e confezionamenti nell’area balcanica (Grecia, Bulgaria, Romania e Ucraina) cosa che ne fà necessariamente un punto di forza. Il fatturato del gruppo (in crescita del 7,6% nei primi nove mesi del 2011) è realizzato per i tre quarti al di fuori dei confini greci e risente minimamente della crisi economica in patria.

Le obbligazioni Coca Cola HBC e Yioula Glassworks 

XS0405567883 – Coca Cola HBC 7,875% – 01/2014 – lotto minimo 50.000 euro – cedola annuale  

XS0466300257 – Coca Cola HBC 4,25% – 11/2016 – lotto minimo 50.000 euro – cedola annuale

XS0235347035 – Yioula Glassworks 9% – 12/2015 – lotto minimo 50.000 euro –  cedola semestrale

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