Obbligazioni Fiat sotto la lente di Moody’s: è ora di vendere?

Secondo gli analisti, i prezzi dei bond del Lingotto sono tirati e un peggioramento della qualità del credito potrebbe farli scendere. Sulle previsioni del gruppo peseranno i cali di vendite in Russia e Brasile

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Secondo gli analisti, i prezzi dei bond del Lingotto sono tirati e un peggioramento della qualità del credito potrebbe farli scendere. Sulle previsioni del gruppo peseranno i cali di vendite in Russia e Brasile

L’industria automobilistica italiana non è messa bene. Ormai lo sanno tutti. Se non fosse per le nozze con Chrysler, il Lingotto avrebbe già chiuso tutti gli stabilimenti in Italia e non è detto che, comunque sia, non lo farà. L’agenzia di rating Moody’s ha appena emesso un report sul comparto auto europeo  evidenziando quanto peserà la crisi sul comprato auto per il sesto anno consecutivo. Secondo gli analisti americani, quattro produttori, Ford Europe, GM Europe, Fiat Chrysler e Peugeot-Citroen registreranno una perdita complessiva di 5 miliardi nel 2013, la stessa di un anno fa, a causa della “situazione insostenibile” del mercato dell’auto della zona euro. “Il mercato di massa – si legge nella nota dell’agenzia – deve fare i conti sia con la capacità produttiva inutilizzata sia con la guerra dei prezzi”.  Nonostante si comincino a intravedere spiragli di ripresa per il 2014, Moody’s rimane preoccupata per le aree periferiche del Sud Europa come Italia e Spagna. Per questi paesi – osserva  l’analista Frank Frey – non ci sono indicazioni relative un incremento sostenibile della domanda a partire dall’anno prossimo e la situazione appare abbastanza grave per il costruttore francese Peugeot-Citroën e Fiat e ci si chiede cosa accadrà a queste società e per quanto tempo ancora riusciranno a contenere il deflusso di liquidità. (Fiat sulla graticola: Moody’s minaccia il downgrade, titolo in rosso).

 

Fusione Fiat Chrysler: unico asso nella manica del Lingotto 

 

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Per quanto riguarda il caso specifico di Fiat, Moody’s ha rivisto l’outlook a negativo lasciando intendere che entro l’anno potrebbe perdere il rating Ba3. Il problema principale è dato dal fatto che i mercati emergenti, Russia e Brasile su cui Fiat è molto attiva, stanno perdendo visibilmente colpi e non saranno più in grado di compensare le perdite sul mercato europeo.

Sulla scorta di queste valutazioni di Moody’s, Sergio Marchionne, Ad di Fiat, non ha perso tempo a dichiarare che Fiat è pronta a investire fino a 1 miliardo di euro nello stabilimento di Fiat Mirafiori per la produzione di due nuovi modelli di Suv. La notizia tende a gettare acqua sul fuoco – secondo Eric Lemann di Deutsche Bank – poiché Fiat sa benissimo che la sopravvivenza del marchio dipende ormai solo dal merger con Chrysler e dalla successiva Ipo a Wall Street. Tutta la liquidità del gruppo, compresa quella della finanziaria degli Agnelli Exor, sarà impiegata per l’acquisto del 41% della casa americana in mano al sindacato Veba e per la quale il tribunale del Delaware sta valutando il prezzo. Il trascorrere del tempo non depone a favore di fiat – aggiunge Lemann – poiché anche Chrysler ha tagliato le attese sugli utili 2013 e, alla fine, l’Ipo potrebbe non dare i lauti ritorni attesi da Marchionne.

 

Rendimenti superiori al 6% per i bond Fiat Finance & Trade 6,75% 2019

 

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A risentirne potrebbero essere anche i rendimenti delle obbligazioni Fiat. Posto che il gruppo torinese non ha problemi di liquidità, i prezzi dei bon appaiono però abbastanza tirati alla luce dei risultati finanziari attesi per il 2013 da Chrysler, ormai legata a doppio filo con Torino. Così, a questo punto sono in molti a chiedersi se vale ancora la pensa investire sulle obbligazioni Fiat o se non sia meglio alleggerire in attesa che il matrimonio con Chrysler e relativa Ipo vengano perfezionati. Le obbligazioni Fiat Finance & Trade 6,75% 2019 da 850 milioni di euro (Isin XS0953215349), appena emesso, rende oggi più del 6% lordo a scadenza, mentre il bond Fiat Finance & Trade 7,375% 2018 (Isin XS0647264398) prezza stabilmente intorno a 107 e rende il 5,65% a scadenza. Rendimenti che potrebbero aumentare se Moody’s dovesse tagliare il rating di Fiat, come prevedono gli analisti.

Un taglio che non troverebbe d’accordo i vertici di Fiat che hanno divulgato risultati incoraggianti nel secondo trimestre 2013. Le consegne del Lingotto a livello mondiale sono state pari a 660 mila per il trimestre, in aumento del 5% rispetto ai 630 mila di un anno fa, mentre le vendite di veicoli, sempre a livello mondiale, sono aumentate del 10% pari a 643 mila trainate principalmente da un aumento del 17% delle vendite negli Stati Uniti. Incrementi a doppia cifra in America Latina e Asia, del 4% in America del Nord, mentre si registra un calo del 5% in Europa. La quota di mercato negli Usa è salita all’11,4% per il trimestre rispetto all’11,2 % di un anno fa, la quota di mercato in Canada al 15,1% in aumento rispetto al 14,5% di un anno fa. [fumettoforumright]

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