Obbligazioni Fiat, convengono di più quelle in franchi svizzeri

Il nuovo titolo emesso da Fiat Finance & Trade rende il 4% per tre anni. Il bond è negoziabile sulla borsa di Zurigo per importi minimi di 5.000 Chf, ma ce ne sono altri due altrettanto interessanti

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Il nuovo titolo emesso da Fiat Finance & Trade rende il 4% per tre anni. Il bond è negoziabile sulla borsa di Zurigo per importi minimi di 5.000 Chf, ma ce ne sono altri due altrettanto interessanti

Fiat ha lanciato un nuovo bond in franchi svizzeri. A distanza di un anno esatto dalla sua prima emissione in terra elvetica, il Lingotto è tornato a rifinanziarsi nella moneta rossocrociata che per molti investitori rappresenta una valida alternativa alle emissioni obbligazionarie in euro di Fiat. Il franco svizzero rappresenta sempre una moneta rifugio rispetto all’euro e alle incertezze legate alla politica economica dell’eurozona, ancora frammentata e in preda alla volatilità. Nonostante il clima di fiducia sia migliorato nei confronti della moneta unica, il franco svizzero rimane forte e non si è discostato molto dai minimi dello scorso anno essendo scambiato poco sopra 1,23. Ma non è solo questo il vantaggio a cui guardano gli investitori. Le emissioni obbligazionarie in franchi svizzeri (Chf) sono, per regolamento della Confederazione, tutte con tagli minimi da 5.000 Chf, circa 4.000 euro, che consentono anche al risparmiatore retail un facile accesso all’investimento. I prestiti obbligazionari in euro, invece, rivolti inizialmente a investitori istituzionali sono infatti di tagli minimi pari a 100.000 euro, così come quelli di Fiat recentemente collocati sul mercato. Un altro vantaggio è dato dal fatto che solitamente la Svizzera consente prestiti obbligazionari nella propria valuta solo a società con validi fondamentali e basso grado di rischio. Non è certo il caso di Fiat stando alle valutazioni di rating delle agenzie internaizonali, per cui, a maggior ragione, l’offerta del Lingotto potrebbe rappresentare un’occasione.

 

Obbligazioni Fiat Finance & Trade Ltd in franchi svizzeri

 

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Il nuovo bond in franchi svizzeri di Fiat, emesso dalla controllata Fiat Finance & Trade, è stato prezzato a 100 per una cedola fissa del 4% e scadenza novembre 2017 (Isin CH0225173308). L’ammontare raccolto fra investitori istituzionali di tutta Europa è stato di 450 milioni di franchi, corrispondente a poco più di 360 milioni di euro, superiore ai due collocamenti precedenti che erano di 425 milioni, e rientra nel programma Euro Medium Term Notes approvato dal Consiglio di Amministrazione di Fiat s.p.a. lo scorso 30 gennaio 2013. Il regolamento – spiega la società in una nota – è atteso per il 22 novembre, in linea con la prassi del mercato svizzero. L’emissione, la terza di Fiat in franchi svizzeri negli ultimi due anni, è stata curata da UBS e RBS, come joint bookrunner, sarà quotata presso il mercato regolamentato Svizzero (SIX Swiss Exchange) e negoziabile per tagli da 5.000 franchi. Il rendimento offerto agli investitori è stato “tarato” con riferimento al bond Fiat Fianance & Trade 5,25% (Isin CH0197841544) da 425 milioni di franchi svizzeri che viene scambiata intorno a 106,70 per un rendimento lordo del 4% appunto. Il rating assegnato dall’agenzia Standard & Poor’s e Fitch è BB- con outlook negativo, dato che sui conti del gruppo potrebbe pesare un ulteriore indebitamento pari a 5 miliardi di dollari se Fiat dovesse acquisire la restante quota di Chrysler che ancora non possiede. Scopo del nuovo bond di Fiat è quello di assicurare la liquidità necessaria per rimborsare il titolo obbligazionario [fumettoforumleft] Fiat Fiance & Trade 5% 2015 (Isin CH0148606178) da 425 milioni di franchi che andrà a scadenza fra meno di due anni e che prezza attualmente 103. Questi ultimi due bond, negoziabili sempre per tagli da 5.000 euro alla borsa svizzera o sul mercato non regolamentato Otc, sono tranquillamente acquistabili anche dagli investitori retail italiani essendo trascorso più di un anno dalla loro emissione. Mentre quello appena emesso è trattabile solo da investitori qualificati o da banche non soggette alla giurisdizione italiana.

 

Trimestrale Fiat, ricavi in crescita nel terzo trimestre 2013. Ipo Chrysler entro l’anno

 

bilancio-2013-fiat

Intanto, a livello di conti, migliorano i risultati del Lingotto al 30 settembre 2013, così come le previsioni per l’esercizio in corso, seppure in un contesto ancora negativo per le immatricolazioni auto in Italia. Vi sono segnali di inversione di rotta sul mercato europeo con vendite in aumento e soprattutto gestione in deciso miglioramento con un risultato negativo per 73 milioni, più che dimezzato rispetto ai -165 milioni dello stesso periodo del 2012. Per quanto riguarda i primi 9 mesi, i ricavi salgono dell’1% a 62,8 miliardi, mentre l’utile della gestione ordinaria cala a 2,46 miliardi. L’utile netto è stato pari a 655 milioni di euro. Per Fiat, esclusa Chrysler, la perdita netta è pari a 729 milioni di euro, in diminuzione di 79 milioni di euro rispetto allo stesso periodo del 2012.

 

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La riduzione dell’utile della gestione ordinaria è stata più che compensata da minori oneri atipici netti e da un migliore risultato delle partecipazioni. Fiat, ritiene sarà possibile realizzare l’Ipo Chrysler già nel 2013, ha detto l’AD Sergio Marchionne a gli analisti parlando dei risultati. “Stiamo lavorando molto diligentemente all’Ipo” – ha detto Marchionne – e saremo pronti, lo spero sinceramente, a realizzar la 2013″.

 

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Argomenti: Nuove emissioni, collocamenti, Bond in franchi svizzeri, Obbligazioni societarie, Obbligazioni Fiat Chrysler