Obbligazioni Espresso: ricavi del Gruppo in aumento e debito in calo favoriscono il bond

Ricavi e utili in aumento per il gruppo editoriale L'Espresso grazie alla pubblicità su internet. Il deciso calo del debito netto rende più appetibili le obbligazioni al 5,125% con scadenza 2014

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Ricavi e utili in aumento per il gruppo editoriale L'Espresso grazie alla pubblicità su internet. Il deciso calo del debito netto rende più appetibili le obbligazioni al 5,125% con scadenza 2014

Trimestrale Gruppo Editoriale L’Espresso: migliorano i numeri nei primi nove mesi dell’anno 2011 – Conti in deciso miglioramento nei primi nove mesi del 2011 per il Gruppo Editoriale Espresso. Nonostante la situazione di debole crescita che ha caratterizzato l’economia nei primi nove mesi dell’anno e che si è riflessa sull’andamento degli investimenti pubblicitari, il gruppo editoriale ha archiviato risultati consolidati intermedi di tutto rispetto.

Ricavi L’Espresso in aumento – I ricavi netti consolidati sono ammontati a €653,7mn, in aumento del 2,2% rispetto al corrispondente periodo dell’esercizio precedente (€639,5mn), trainati dall’incremento del 3,1% dei ricavi pubblicitari. Conseguentemente tutte le voci di bilancio hanno riportato valori positivi rispetto all’analogo periodo dello scorso anno, come il risultato operativo lordo salito del 9,7% a 84,3 milioni di euro e il risultato netto che si è attestato a 41,4 milioni (36,3 nel 2010). Ma la voce più importante è sicuramente il deciso calo della posizione finanziaria netta, scesa da 135 milioni di euro di nove mesi fa ai 112 del 30 Settembre 2011. Ciò consentirà sicuramente una migliore gestione del debito per i prossimi trimestri, tenuto conto che le previsioni del quadro macroeconomico per il 2012 non sono certo incoraggianti.

Il titolo Espresso in borsa

LE OBBLIGAZIONI ESPRESSO In questo senso, diventa sicuramente interessante l’obbligazione del Gruppo Editoriale Espresso (Isin XS0203341424) che scade fra tre anni e il 27 di questo mese staccherà la sua settima cedola annuale del 5,125%. Il titolo, il cui ammontare in circolazione è di 273 milioni e il lotto minimo è di minimo 50.000 euro, viene trattato sulla borsa del Lussemburgo a un prezzo compreso fra 98 e 99 con un rendimento di circa il 5,5% a scadenza. Il rating di Standard & Poor’s è BB con outlook stabile, ma riteniamo che, alla luce degli ultimi dati di bilancio tale valutazione non renda giustizia al gruppo editoriale romano. Tempo addietro, inoltre, circolavano rumors sulla possibilità che l’obbligazione potesse essere rimborsata anticipatamente e difatti il bond non è stato trascinato nella turbolenza ribassista che ha recentemente coinvolto il mercato obbligazionario soprattutto dei titoli non investment grade. Non ultimo, la società potrebbe aver già rastrellato sul mercato parte del flottante, come solitamente fa De Benedetti sui suoi titoli obbligazionari quando si avvicina la data di maturazione, ragion per cui il prezzo ha tenuto. Benché non ci siano notizie ufficiali in tal senso, si sa con certezza che il Gruppo Espresso sta portando avanti un programma di acquisto azioni proprie (al 17 ottobre la società deteneva oltre il 2,7% del capitale sociale) grazie alla buona disponibilità di cassa e approfittando della debolezza del titolo azionario a conferma della fiducia nel management nelle prospettive del gruppo. Non è quindi escluso che il buy back possa essere stato fatto anche sui bond.

Espresso pubblicità: la locomotiva è internet

Nonostante il contesto di mercato negativo in cui il mondo dell’editoria in tutto il mondo è in piena crisi, il Gruppo Espresso ha migliorato i propri ricavi grazie soprattutto agli introiti pubblicitari del settore web.

La positiva evoluzione della raccolta su internet – si apprende da un comunicato diffuso dalla società – è aumentato del 14,1%, sostenuta dal dinamico sviluppo dell’audience dei siti del Gruppo (+32,4% a 1,9 milioni di utenti unici medi giornalieri), dalla confermata leadership di Repubblica.it (+32,6% a 1,6 milioni di utenti unici giornalieri), dalla crescita dei mezzi locali (edizioni locali de la Repubblica e testate locali) e dal lancio del nuovo sito femminile e della nuova sezione di economia, in collaborazione con Bloomberg. Benché la carta stampata continui ad avere un ruolo predominante nel panorama economico italiano – osserva un analista – i gruppi editoriali, per mantenere un sufficiente margine operativo, sono costretti a contenere i costi industriali e di diffusione. Costi che sono quasi assenti nel settore internet.
Così la pubblicità raccolta sul canale internet ha più che compensato la debolezza delle diffusioni dei quotidiani locali il cui fatturato ha beneficiato dell’aumento del prezzo effettuato da inizio anno su 7 delle 18 testate locali del Gruppo. 

Crisi editoria: situazione nera in tutta Europa

In Italia, come in tutto il mondo, il mondo editoriale sta attraversando una profonda crisi che coinvolge, non solo le case editrici, ma anche le industrie scandinave attive nel settore della produzione e della lavorazione della carta. In Spagna, ad esempio, il gruppo Prisa, uno dei più grossi al mondo, ha licenziato 2.500 dipendenti e  ha accumulato un debito da 5 miliardi. Da noi non si è ancora arrivati a tanto e il Gruppo Espresso ha in sostanza mantenuto invariato il personale dipendente, ma è evidente che il perdurare della contrazione dei margini della carta stampata non potrà che avere future ripercussioni sui ricavi dell’industria del settore in generale. In questo senso, il Governo si sta impegnando a sostenere l’editoria assicurando il 90% dei contributi diretti per il 2011 – precisa una nota del sottosegretario Bonaiuti – che è già un ottimo risultato considerando il periodo congiunturale e la crisi finanziaria in corso. Il problema numero uno – precisa Bonaiuti – è quello relativo alle risorse: ”dai 415 milioni di euro del 2008 siamo passati ai meno 200 per il 2012”. Per l’immediato futuro, continua, ”non vedo prospettive rosee e credo che la cifra sarà dal Tesoro ridotta ulteriormente”.

Per i risultati trimestrale de L’Espresso leggi:

Semestrale L’Espresso: risultato netto in crescita nel secondo semestre 2011

 

 

 

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