Obbligazioni di stato della Grecia a 7 anni, oggi emissione a quale rendimento?

La Grecia emetterà oggi titoli di stato a 7 anni per la prima volta dal febbraio dello scorso anno. Atene ha già raccolto 5 miliardi di euro sui mercati quest'anno e punta a sfruttare a suo vantaggio l'ottimo momento con i rendimenti calanti ai minimi storici.

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La Grecia emetterà oggi titoli di stato a 7 anni per la prima volta dal febbraio dello scorso anno. Atene ha già raccolto 5 miliardi di euro sui mercati quest'anno e punta a sfruttare a suo vantaggio l'ottimo momento con i rendimenti calanti ai minimi storici.

A soli 9 giorni dalla vittoria del centro-destra alle elezioni politiche, la Grecia del nuovo premier Kyriakos Mitsotakis emetterà oggi obbligazioni di stato a 7 anni. Atene intende approfittare dell’ottimo momento sui mercati finanziari, avendo già emesso quest’anno altri 2 bond a 5 e 10 anni, raccogliendo complessivamente 5 miliardi di euro.

Il target del Tesoro è stato fissato per quest’anno a 7,5 miliardi, per cui l’emissione odierna dovrebbe consistere in un massimo di 2,5 miliardi. Per questa scadenza, si tratta del primo bond emesso dal febbraio 2018. Il titolo che matura nel febbraio 2025 e con cedola 3,375% offriva al suo debutto sul mercato il 3,5%, ma oggi è sceso a poco più dell’1,50%, pur sopra il minimo storico dell’1,29% toccato a inizio luglio.

Con il decennale tornato sopra il 2,30%, dovremmo attenderci che la Grecia oggi riesca a collocare il suo bond a 7 anni al rendimento in area 1,75%, la metà di quanto esitato appena 17 mesi fa. Ricordiamo che le obbligazioni elleniche hanno rating “spazzatura”, anche se a partire dai prossimi mesi potrebbero essere promosse dalle agenzie internazionali, pur restando al di sotto del livello minimo di “investment grade”.

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Il governo di Atene non avrebbe la necessità di rivolgersi ai mercati per rifinanziarsi, disponendo almeno di 37 miliardi di euro di liquidità, qualcosa come ben il 20% del pil. Se emette nuovi titoli del debito, quindi, è solamente per raccogliere capitali a costi mai così bassi per la sua storia, segnalando agli investitori privati (e pubblici) di essere solido e pronto a tornare stabilmente sui mercati, oltre che per tornare a costruirsi una curva delle scadenze. E proprio l’elevata liquidità disponibile consente ad Atene di rifinanziarsi a costi molto contenuti, rassicurando gli investitori sulla sua solvibilità nel breve e medio termine.

Le sfide di Mitsotakis

Il nuovo governo punta ad abbassare l’avanzo primario, del resto come il precedente di Alexis Tsipras, di un punto percentuale al 2,5% del pil per i prossimi 3 anni, finanziando così il taglio delle tasse per rilanciare l’economia.

Da Bruxelles non sono arrivate notizie confortanti in merito. Anzi, il presidente dell’Eurogruppo, Mario Centeno, ha richiamato anche Mitsotakis al rispetto degli accordi per una ragione di credibilità. Ad ogni modo, i mercati restano ottimisti sia sulla natura più “business friendly” e fiscalmente più responsabile della nuova maggioranza conservatrice, sia per la prospettiva che i bond della Grecia prima o poi vengano inseriti nel piano di acquisti della BCE, condotti con il “quantitative easing”.

Il resto lo sta facendo la fame di rendimento in tutto il mondo avanzato. Nei giorni scorsi, ad esempio, la National Bank of Greece, secondo istituto più grande del paese, è riuscita ad emettere obbligazioni subordinate Tier 2 a 10 anni per 400 milioni, ottenendo un riscontro positivo sui mercati, tant’è che la cedola inizialmente fissata dalla “guidance” in area 9% è stata abbassata all’8,25%. A giugno, anche Piraeus Bank aveva emesso un Tier 2 a 10 anni e sempre per 400 milioni, registrando ordini per 850 milioni da parte di 130 investitori istituzionali, anche se in quel caso il rendimento esitato è stato del 9,75%.

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