Obbligazioni convertibili per scommettere sulla ripartenza dell’economia dopo il Covid

L'inflazione e la possibile volata per alcuni comparti azionari spingono a credere che questa tipologia di bond possano fare la differenza

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Obbligazioni convertibili per scommettere sul dopo-Covid

Siamo in una fase delicata sui mercati finanziari. Le condizioni monetarie restano molto espansive, ma le principali banche centrali segnalano che nei prossimi mesi vi sarebbe minore liquidità disponibile. La fuga dai bond a favore del comparto azionario non dovrebbe farci perdere di vista l’opportunità di puntare su un asset peculiare, a medio-basso rischio e potenzialmente redditizio: le obbligazioni convertibili.

Quando l’economia tira, l’investitore è più propenso al rischio e acquista azioni con maggiore facilità. Viceversa, quando c’è la recessione o si vivono momenti di tensione sul piano geopolitico, la preferenza va ai bond. Perché? Le azioni sono quote di capitale e tipicamente si mostrano abbastanza volatili, non garantendo alcuna forma di reddito ai titolari. I dividendi possono prosciugarsi nelle fasi avverse, così come le ricapitalizzazioni possono “annacquare” il valore del titolo.

La via di mezzo delle obbligazioni convertibili

Le obbligazioni, al contrario, garantiscono un flusso costante di reddito al possessore e, a meno che l’emittente non fallisca, il capitale rimane integro e il suo rimborso garantito alla scadenza. Dunque, ha più senso acquistarle quando c’è bisogno di sicurezza. Le obbligazioni convertibili sono un asset a metà strada: come un qualsiasi bond, garantisce il rimborso del capitale alla scadenza e un flusso di reddito costante al possessore; d’altra parte, offre la possibilità di convertire il titolo (debito) in azioni (capitale) a/da una certa data e a un dato prezzo.

Se il prezzo di conversione alla data prevista (spesso, la scadenza) risultasse inferiore al prezzo di mercato delle azioni, l’obbligazionista ha convenienza ad esercitare la conversione per rivendere subito dopo le azioni a prezzi più alti.

In questo modo, realizza un guadagno. Ne consegue che le obbligazioni convertibili siano uno strumento interessante per investire su un titolo che si prospetta in forte crescita. Per contro, proprio perché offrono tali opportunità di guadagno tendenzialmente persino illimitate, l’emittente offre cedole più basse di quelle fissate per le obbligazioni ordinarie di pari durata.

Dunque, le obbligazioni convertibili hanno il vantaggio di consentire al titolare di “acquistare” azioni a prezzi inferiori a quelli di mercato. Il rovescio della medaglia è che se questo scenario positivo non si verifica, l’investimento risulterà meno remunerativo di quello che sarebbe stato comprando obbligazioni ordinarie.

L’occasione di questa fase

Perché le obbligazioni convertibili si mostrano molto allettanti in questa fase e si nota una corsa tra gli emittenti a collocarne sul mercato di nuove? Poiché alcuni comparti economici hanno accusato un durissimo colpo a causa della pandemia, man mano che le restrizioni anti-Covid vengono allentate e si torna alla normalità, i relativi titoli sono destinati ad apprezzarsi. Un caso tipico è quello delle compagnie aeree, ma possiamo anche citare il comparto petrolifero o quello legato all’abbigliamento, etc.

Dunque, posizionarsi oggi indirettamente a favore delle azioni dei settori economici più colpiti sarebbe un modo per scommettere sulla ripartenza e contenere i rischi. Nel lungo periodo, peraltro, le performance delle obbligazioni convertibili tendono ad essere simili a quelle delle azioni. Esempio: l’iShares Convertible Bond ETF negli ultimi 5 anni guadagna il 160%, cioè la media annua composta del 21%. Nello stesso periodo, l’indice S&P 500 ha messo a segno il +107%, circa il 15,6% medio all’anno. E in un periodo di timori sulla reflazione in corso, questi numeri segnalano che questo asset sarebbe abbondantemente capace di tutelare il capitale.

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