Etf obbligazioni convertibili, quali prospettive per il 2020?

Sui mercati finanziari è possibile esporsi ai rischi azionari con il "paracadute" del comparto obbligazionario, attraverso i bond convertibili. Quest'anno l'andamento è stato positivo. E per il 2020?

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Sui mercati finanziari è possibile esporsi ai rischi azionari con il

Esporsi al mercato azionario senza assumersene i rischi, beneficiando del “paracadute” offerto dalle obbligazioni? E’ possibile investendo nelle cosiddette “convertibili”. Si tratta di bond con caratteristiche a metà strada tra l’uno e l’altro comparto: garantiscono una cedola periodica e il rimborso alla scadenza, al contempo consentendo all’investitore di partecipare ai guadagni offerti dalle azioni dell’emittente, ove lo desiderasse. Ciò avviene tramite un’opzione concessagli e in base alla quale, le obbligazioni potranno essere convertite in azioni a un dato rapporto di conversione, generalmente “a premio” all’atto dell’emissione.

Obbligazioni convertibili risposta alla fame di rendimento del mercato?

Facciamo un esempio per capire: la società Alfa emette obbligazioni convertibili a un taglio nominale di 1.000 euro, cedola annuale dell’1% e con un rapporto di conversione di 1:50, per cui alla scadenza dei 5 anni consentirà all’investitore di decidere tra rimborso del capitale o le 50 azioni, “acquistate” così al prezzo di 20 euro ciascuna, risultante a premio del 33%, considerato il prezzo di 15 euro delle azioni all’atto dell’emissione. Se alla scadenza, il valore di mercato delle azioni risulterà superiore ai 20 euro, l’obbligazionista avrà tutto l’interesse ad avvalersi della conversione, potendo rivendere i titoli un attimo dopo a prezzi maggiori e incassando così la differenza.

Ad esempio, se le azioni valessero 25 euro, avrà ottenuto una plusvalenza di 5 euro (25 – 20) per azione, che moltiplicata per 50 azioni farebbero 250 euro per bond, il 25% del valore nominale dell’investimento. Sarebbe, cioè, come se la cedola fosse stata aumentata del 5% all’anno, salendo a un totale del 6%. Se, invece, il prezzo delle azioni risultasse inferiore ai 20 euro, l’investitore deciderà certamente di farsi rimborsare il capitale in forma di obbligazioni.

Esempio pratico di bond convertibile

Dunque, all’investitore converrà che le azioni della società che ha emesso i bond convertibili crescano. Anche all’emittente converrà che ciò accada, potendo evitare alla scadenza l’esborso cash, cioè trasformerebbe il debito in capitale (equity). Tuttavia, per evitare una eccessiva diluizione di quest’ultimo, spesso vengono previste limitazioni “upside” ai guadagni dell’obbligazionista convertito. Come? Facendo scattare la conversione coattiva al raggiungimento di un dato prezzo delle azioni. Tornando all’esempio precedente, la società Alfa potrebbe decidere di convertire i bond ancor prima della scadenza, qualora il titolo toccasse i 35 euro. A conti fatti, limiterebbe la plusvalenza dell’obbligazionista a un massimo del 75%.

Perché le obbligazioni convertibili seguono la performance delle azioni?

Perché una società dovrebbe emettere obbligazioni convertibili? Per due motivi: pagherebbe cedole inferiori rispetto a quelle delle obbligazioni ordinarie; nel caso di andamento favorevole delle azioni, sposterebbe in avanti la data della diluizione del capitale. Va da sé che agli investitori convenga acquistare obbligazioni convertibili nelle fasi di mercato positive, quando le prospettive di crescita delle azioni siano favorevoli e i rendimenti delle obbligazioni bassi. Nel 2019, l’Spdr Thomson Reuters Gl Convertible Bond Ucits Etf (ISIN: IE00BNH72088), quotato alla Borsa Italiana, ha guadagnato oltre il 13%, salendo a un prezzo di oltre 33 euro per azione.

Si tratta di un Etf, che investe in centinaia di obbligazioni convertibili e, nonostante sia negoziabile in euro, ha circa il 60% degli assets impiegati in dollari USA, per cui tende a beneficiare dell’andamento negativo per il cambio euro-dollaro. E, in effetti, quest’anno il cross si è deprezzato di oltre il 3%. Nel frattempo, poi, le borse hanno registrato un trend positivo, con Wall Street a +18% e le piazze europee mediamente a segnare +21%. Benissimo anche il comparto obbligazionario, tant’è che circa un bond su tre a fine agosto/inizio settembre nel mondo rendeva sottozero, effetto del boom dei prezzi.

Ipotesi sul 2020

E nel 2020? Affinché l’investimento in un Etf come quello succitato abbia senso, dovremmo attenderci borse positive.

Questo avverrebbe in un contesto economico mondiale favorevole e magari con politiche monetarie ancora accomodanti. La Federal Reserve quasi certamente non alzerà i tassi, semmai potrebbe abbassarli ancora, mentre la BCE è diventata una parziale incognita con il cambio alla presidenza, sebbene Christine Lagarde abbia segnalato l’intenzione di mantenere espansiva la sua politica monetaria. Tassi bassi implicano sostegno alle azioni e alle obbligazioni. Ma nel caso specifico, molto difficile credere che i bond possano continuare a salire di prezzo, avendo toccato livelli record piuttosto allarmanti in moltissimi casi.

Le obbligazioni convertibili ci spifferano che a Wall Street la festa non finirà presto

Dunque, se volessimo beneficiare dei flussi minimi di reddito garantiti dai bond e della prospettiva di disinvestire anche dopo pochi mesi con la realizzazione di plusvalenze, l’Etf in obbligazioni convertibili farebbe al nostro caso, sempre che le azioni non ripieghino dopo anni di sbornia (specie negli USA) e che il dollaro regga contro l’euro, cioè che la BCE non alzi i tassi. Tutte ipotesi che presuppongono un’economia mondiale in crescita, ma nemmeno tanto.

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