Obbligazioni convertibili protezione sui mercati finanziari nel 2020?

Il 2019 si è chiuso come un’annata record per i mercati finanziari. Wall Street ha guadagnato circa il 22% e il comparto obbligazionario ha messo le ali, con rendimenti in picchiata (prezzi in ascesa) ai minimi storici fino al termine dell’estate scorsa, divenendo negativi per bond fino a un valore di 17.000 miliardi di dollari […]

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Il 2019 si è chiuso come un’annata record per i mercati finanziari. Wall Street ha guadagnato circa il 22% e il comparto obbligazionario ha messo le ali, con rendimenti in picchiata (prezzi in ascesa) ai minimi storici fino al termine dell’estate scorsa, divenendo negativi per bond fino a un valore di 17.000 miliardi di dollari […]

Il 2019 si è chiuso come un’annata record per i mercati finanziari. Wall Street ha guadagnato circa il 22% e il comparto obbligazionario ha messo le ali, con rendimenti in picchiata (prezzi in ascesa) ai minimi storici fino al termine dell’estate scorsa, divenendo negativi per bond fino a un valore di 17.000 miliardi di dollari nel mondo hanno, un terzo del totale. Difficile replicare queste performance per il 2020, anche se non è chiaro quale direzione assumeranno i mercati per i prossimi mesi. Da un lato, la cautela degli investitori dinnanzi a scenari geopolitici avversi (dazi, Brexit, tensioni nell’Eurozona) e l’eccessivo apprezzamento delle azioni indurrebbero a puntare sull’obbligazionario, dall’altro l’attesa accelerazione delle principali economie mondiali spingerebbe verso l’azionario, anche perché i tassi già bassissimi non dovrebbero più scendere e, anzi, vi sono probabilità di una loro risalita, pur non imminente.

In una fase così ambigua, le obbligazioni convertibili potrebbero rappresentare la risposta giusta alle incertezze. Esse consentono all’investitore di beneficiare delle caratteristiche salienti dei due principali comparti. Da un lato, garantiscono un reddito fisso, dall’altro coinvolgono negli eventuali guadagni derivanti dai rialzi azionari. Vediamo meglio come funzionano. Immaginiamo di avere acquistato il bond convertibile della società Alfa, che alla scadenza ci consente di scegliere tra rimborso e conversione a un rapporto di 1:10, facendoci entrare in possesso di 10 azioni per ogni obbligazione posseduta.

Obbligazioni convertibili risposta alla fame di rendimento del mercato?

Non è detto che serva attendere la scadenza

Se quest’ultima fosse acquistata a 50 euro, significherebbe che una singola azione verrebbe pagata alla scadenza nei fatti a 5 euro (50:10). Se il prezzo delle azioni alla data convenuta per esercitare l’opzione fosse superiore a 5 euro, ci converrebbe effettuare la conversione, così da rivendere anche immediatamente i titoli per realizzare una plusvalenza.

Ad esempio, se le azioni quotassero in borsa a 7 euro, per ogni obbligazione guadagneremmo 20 euro, cioè 2 euro per ciascuna delle 10 azioni acquisite tramite la conversione. Viceversa, se il prezzo delle azioni risultasse inferiore a quello di esercizio della conversione, ci converrebbe farci rimborsare il bond.

Quale il rischio? Le obbligazioni convertibili staccano cedole più basse di quelle di pari durata di obbligazioni ordinarie dello stesso emittente. In un certo senso, la scommessa sul rialzo delle azioni si paga con l’incasso di flussi di redditi inferiori. Ad ogni modo, questi titoli ci garantiscono un tasso minimo periodico e la possibilità di partecipare ai guadagni delle borse. E non è nemmeno detto che sia necessario attendere effettivamente la scadenza per realizzare questi ultimi, poiché i prezzi tendono a crescere man mano che le azioni salgono. Dunque, disinvestiremmo realizzando una plusvalenza ancor prima che il bond maturi. In definitiva, se non siamo sicuri di quale direzione assumeranno i mercati quest’anno, il “paracadute” offertoci dalle obbligazioni convertibili dovrebbe almeno essere adocchiato.

Perché le obbligazioni convertibili seguono la performance delle azioni?

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