Obbligazioni convertibili: buone prospettive nell’era dei tassi bassi

Nell’era dei tassi negativi, tornano interessanti le obbligazioni convertibili. Il punto di vista degli analisti

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Nell’era dei tassi negativi, tornano interessanti le obbligazioni convertibili. Il punto di vista degli analisti

Investire in bond convertibili potrebbe essere oggi più conveniente che in passato. Questo genere di strumenti obbligazionari permette infatti di approcciarsi al mercato azionario senza correre eccessivi rischi. I bond convertibili, per loro natura, sono infatti obbligazioni che danno al investitore la possibilità di investire nel reddito fisso con l’opzione (conversione) a determinate condizioni e scadenze di trasformare i bond in azioni a seconda della convenienza.

 

Solitamente sono le società corporate a offrire tali strumenti sul mercato e, considerata la bassa remunerazione del capitale dei bond governativi, è diventato più appetibile investire in obbligazioni convertibili. In considerazione anche del fatto che il mercato azionario europeo si sta riprendendo dopo lunghi anni di crisi, anche se al momento ci si trova in una situazione piuttosto incerta a causa della politica.

 

Buone  prospettive per le obbligazioni convertibili

 

I temi politici – osserva Anja Eijking, gestore del fondo F&C Global Convertible Bond Fund – hanno mantenuto i mercati in una condizione di ipervenduto durante il mese. I sondaggi sulle elezioni presidenziali francesi indicavano un risultato non ben definito per i quattro candidati principali, ed una popolarità in aumento per il candidato di sinistra, Melenchon. Un passaggio al secondo turno di Marine Le Pen e Melenchon avrebbe rappresentato un rischio per l’Unione Europea. Il risultato finale che ha visto passare al secondo turno Macron e Le Pen, con Macron saldamente al comando al ballottaggio, ha portato ad un rally di sollievo dei mercati.

I profitti delle aziende sono in crescita

 

A livello macroeconomico – prosegue Eijking  – i dati sono stati discordanti: l’economia statunitense ha subito un vistoso rallentamento durante il primo trimestre, con una crescita annualizzata dello 0,7% rispetto al 2,1% del trimestre precedente, per via di una spesa dei consumatori sottotono.

Anche l’economia francese ha rallentato in scia ad una minore spesa per i consumi. Al contrario, invece, i risultati della stagione delle trimestrali hanno superato le aspettative. Il mercato delle nuove emissioni obbligazionarie è stato pressoché invariato, con un volume di appena 2,7 miliardi di dollari, elemento dovuto parzialmente al periodo di stallo dettato dalle trimestrali. Le emissioni includono bond convertibili ad alto rischio nel settore farmaceutico, in particolare Neurocrine Biosciences e Flexion Therapeutics. Inoltre è anche stato emesso una obbligazione convertibile di Peabody Energy, mentre in Asia l’operatore autostradale Zhejian Expressway ha fatto il suo ingresso nell’universo delle convertibili.

 

L’elezione di Macron  rinvigorisce l’economia europea

 

Con le elezioni francesi ormai alle spalle – conclude Eijking –  i rischi geopolitici che incombono sui mercati sono significativamente ridotti. Oltre agli effetti sul consumo privato, l’economia francese dovrebbe beneficiare dell’aumento degli investimenti. L’implementazione del piano pro-crescita di Macron è ancora subordinato al risultato delle elezioni parlamentari in programma a giugno. Nello scenario di un parlamento bloccato, Macron avrebbe ancora bisogno del supporto dei repubblicani e dei socialisti per dare l’avvio al processo riformista. Adesso l’attenzione si sposterà sulle elezioni tedesche, che si terranno a settembre; nelle recenti elezioni regionali in Germania, la CDU di Angela Merkel è risultata vincente. Le elezioni italiane, che potrebbero potenzialmente destabilizzare l’Unione Europea, sono in programma per il prossimo anno.

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