Obbligazioni CIR 5,75% 2024, si scommette sul rimborso anticipato

Il bond da 300 milioni 5,75% 2024 è vicino al prezzo di emissione e molti ritengono che la holding di De Benedetti lancerà un’offerta sul titolo. Si attende il risarcimento del Lodo Mondadori

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Il bond da 300 milioni 5,75% 2024 è vicino al prezzo di emissione e molti ritengono che la holding di De Benedetti lancerà un’offerta sul titolo. Si attende il risarcimento del Lodo Mondadori

Grandi manovre in casa CIR. Da inizio anno il titolo azionario della holding che controlla l’impero industriale da oltre 5 miliardi di fatturato della famiglia De Benedetti, attraverso la finanziaria Cofide, sta richiamando l’attenzione degli investitori che stanno mettendo i titoli della società nei loro portafogli. Soprattutto gli spagnoli del fondo Bestinver Gestion, controllato dal leader iberico delle concessioni Acciona, che hanno portato la loro partecipazione in CIR al 13,2% e in  Cofide al 16% ritenendo le due holding quotate a Piazza Affari a sconto rispetto al Nav e al patrimonio, nonostante il risultato netto semestrale sia peggiorato per effetto di pesanti svalutazioni della controllata Sorgenia. Ma al di là delle ragioni puramente analitiche che hanno visto i titoli azionari risalire la china in borsa di oltre il 30% da inizio anno (vedi grafico sotto) in un contesto economico difficile, il mercato scommette sulla imminente e favorevole soluzione della intricata quanto estenuante vicenda giudiziaria che vede contrapposte da vent’anni la Cir dei De Benedetti alla Fininvest di Berlusconi riguardo la cessione della casa editrice Mondadori attraverso la corruzione in atti giudiziari, meglio conosciuta come causa sul Lodo Mondadori.

 

 

Lodo Mondadori, sentenza attesa per metà settembre

 

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Il mercato attende infatti trepidamente il verdetto finale della Corte di Cassazione, riunita in camera di consiglio dallo scorso 27 Giugno, che dovrà stabilire se il risarcimento da 564 milioni di euro sentenziato dalla Corte di Appello di Milano è legittimo. Soldi già nelle casse della holding di De Benedetti da un paio di anni, ma a tutti gli effetti non ancora disponibili in mancanza della parola fine da parte dei giudici della Suprema Corte, e quindi ancora fuori bilancio, ma che in caso di conferma della condanna nei confronti della Fininvest porterà nelle casse di CIR una pioggia di milioni.

Il deposito della sentenza – secondo quanto riferito da Reuters – è previsto per la seconda metà del mese di settembre, ma analisti e investitori già stanno facendo i conti della serva prevedendo come saranno impiegate le nuove risorse. Al di là di un possibile premio che potrebbe essere distribuito ai soci sotto forma di dividendo straordinario, è molto probabile che i De Benedetti possano abbattere entro l’anno il debito della capogruppo. Su di essa pesano infatti 300 milioni di euro di un prestito obbligazionario senior ventennale con scadenza 2024 e coupon del 5,75% (Isin XS0207766170) emesso dalla finanziaria lussemburghese Cir International in tempi in cui i tassi di riferimento viaggiavano ben più alti di adesso. La quotazione del bond da inizio anno si è apprezzata del 43% e ora l’obbligazione, a quota 98, rende poco più del 6,15% lordo a scadenza che, a fronte di un rating BB attribuito da Standard & Poor’s, risulta a premio se raffrontato con altre emissioni corporate della stessa durata e a sconto di soli 200 bp rispetto al Btp 4,50% 2024. Cosa succede?

 

 

Cir ha disponibilità liquide per 47 milioni di euro e attende di incassarne altri 564

 

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Secondo Markus Rasmussen di Deutsche Bank Securities, CIR sarebbe in procinto di lanciare una teder offer sui propri titoli obbligazionari con un leggero premio rispetto al prezzo di re-offer di 98,81 quando fu lanciato il bond. Sulla falsariga di quanto già avvenuto lo scorso anno col prestito obbligazionario 5,125% 2014 del Gruppo Espresso (azienda controllata da Cir al 56%) mediante asta competitiva per 50 milioni di euro. La ragione essenziale sarebbe quella legata ai bassi tassi d’interesse che Cir potrebbe spuntare sul mercato se si rifinanziasse in questo momento. L’operazione rientrerebbe nella strategia aziendale che vede la holding della famiglia De Benedetti, impegnata a ridurrei costi d’indebitamento infragruppo in un momento in cui la crisi economica in Italia sta colpendo duro sulle attività editoriali (Espresso) ed energetiche (Sorgenia) controllate da CIR.

A deporre a favore di questa ipotesi ci sarebbero anche rumors di mercato circa il riacquisto massiccio di obbligazioni da gennaio a oggi da parte di soggetti vicini al quartier generale di Via Ciovassino a Milano. Operazioni che ricalcano grosso modo quanto già avvenuto per la controllata Espresso che ha in scadenza un bond da 300 milioni e il cui flottante si è ormai ridotto, fra rimborsi parziali e buy back, a meno di 100 milioni di euro. Del resto i soldi in casa CIR non mancano: al 30 giugno la capogruppo disponeva di un’eccedenza finanziaria aggregata di 47,7 milioni di euro, in aumento rispetto ai 33,2 milioni al 31 dicembre 2012. Soldi che derivano essenzialmente dall’incasso di dividendi non distribuiti e che potrebbero essere impiegati, insieme agli eventuali incassi della sentenza sul Lodo Mondadori, per riacquistare o rimborsare il bond.[fumettoforumright]

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