Obbligazioni cinesi: meglio stare alla larga

La banca Centrale cinese interviene per sostenere le borse e la propria valuta. Attenzione ai bond denominati in yuan

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La banca Centrale cinese interviene per sostenere le borse e la propria valuta. Attenzione ai bond denominati in yuan

La crescita economica cinese è in fase di rallentamento. Per il 2016 gli economisti non prevedono grandi progressi del Pil cinese, anche se i ritmi di crescita restano comunque elevati. La Cina, dopo lo scoppio della bolla finanziaria nel 2008 ha svolto un prezioso ruolo da driver economico che ha evitato il crollo dell’economia globale. Ora, però, quel ruolo sta tornando verso agli Stati Uniti che hanno appena alzato il costo del denaro fornendo chiare indicazioni sullo stato di salute dell’economia a stelle e strisce. In questo contesto, non c’è da stupirsi se le borse cinesi crollano e il renminbi fatica a tenere il passo col dollaro americano (Usd). La banca Centrale cinese (PBoC) ha iniettato, ieri, nel sistema finanziario del Paese 130 miliardi di yuan (19,9 miliardi di usd) tramite operazioni di rifinanziamento a 7 giorni con un tasso di interesse del 2,25%. Inoltre la PBoC sta intervenendo anche sul mercato valutario, come riferito da alcune fonti al Wall Street Journal, per sostenere lo yuan che ha perso molto terreno nei confronti del dollaro ieri. La PBoC sta utilizzando alcune delle principali banche statali per comprare yuan e vendere dollari.  

Obbligazioni in Yuan: attenzione al cambio

In questo scenario, acquistare obbligazioni cinesi denominate in yuan è diventato particolarmente rischioso. Benché le banche e le grandi industrie cinesi vantino bilanci solidi, il rischio di investire in bond in valuta è diventato più elevato. Se infatti l’economia USA continuerà a tirare – sostengono gli analisti di Credit Suisse – la Banca Centrale dovrà intervenire ancora per sostenere il cambio, soprattutto da quando il renminbi è diventata valuta di riserva mondiale. E questo non potrà durare all’infinito, pena il prosciugamento delle riserve valutarie. Per cui il yuan tornerà a indebolirsi. Non a casa le banche e le grandi multinazionali mondiali si sono prodigate lo scorso anno per raccogliere denaro emettendo obbligazioni in yuan, anche breve e media durata.

E lo faranno anche nel 2016. Se le previsioni sono queste, gli emittenti ci guadagneranno sul cambio, mentre gli investitori, al contrario, ci perderanno.

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