Obbligazioni Cashes, Unicredit non paga la cedola: ecco cosa non quadra

La banca italiana non metterà in pagamento la cedola legata al bond convertibile e "ibrido" in scadenza il 25 maggio, scatenando polemiche.

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Obbligazioni Cashes di Unicredit

Una sorpresa amara per i creditori di Unicredit è arrivata sul finire della scorsa settimana, quando la banca ha comunicato che giorno 25 maggio non metterà in pagamento la cedola relative alle obbligazioni convertibili Cashes. Il risparmio per l’istituto sarà di 30 milioni di euro. Stando a Bloomberg, Unicredit ha la possibilità di saltare anche i prossimi tre pagamenti per un risparmio complessivo di 120 milioni. La decisione è stata motivata con la maxi-perdita di 2,8 miliardi di euro accusata nel 2020.

Proprio le perdite rappresentano un evento sufficiente per saltare il pagamento delle cedole sulle obbligazioni Cashes. Queste furono emesse nel 2009 per 2,98 miliardi, quando la banca era ancora amministrata da Alessandro Profumo. Hanno scadenza nel lontano 2050, per cui debuttarono sul mercato come titoli molto lunghi.

Solamente nel febbraio scorso, tuttavia, il responsabile finanziario Stefano Porro aveva rassicurato gli investitori che avrebbero pagato le cedole delle obbligazioni Cashes. Il cambio di policy sarebbe avvenuto nel corso delle ultime settimane, sotto la gestione del nuovo CEO, Andrea Orcel. Ma fa specie rilevare che si tratti di risparmi marginali per una grossa banca come Unicredit. Tant’è che Jerome Legras, capo ricerca di Axiom Alternative Investments, detentore di questo bond, ha espresso forte contrappunto per la decisione della banca. Egli ha invitato il mercato a non comprare i ribassi recenti, anche perché viene meno la certezza che Unicredit rispetti i pagamenti delle altre obbligazioni AT1.

Obbligazioni Cashes, le anomalie

Una precisazione: non pagando la cedola delle obbligazioni Cashes, Unicredit non ha infranto alcuna clausola. Anzi, essa si è avvalsa proprio di una delle clausole contrattuali accettate dagli obbligazionisti. Il punto è un altro: perché non soddisfare i creditori, quando in relazione all’esercizio 2021 la stessa banca ha approvato la distribuzione di un dividendo di 12 centesimi per azione, pari a 268,1 milioni di euro? E ha altresì deliberato un piano di riacquisto di azioni proprie per 178,7 milioni, per cui i soci-azionisti beneficeranno in tutto di quasi 447 milioni di euro, a cui si aggiungeranno altri 652 milioni, legati anch’essi a un secondo piano di “buyback”.

E non è l’unica anomalia di questa vicenda. Sempre secondo Bloomberg, fuori dai mercati regolamentati (OTC) il prezzo delle obbligazioni Cashes è sprofondato da 60,83 a 50,47 nei due giorni precedenti alla comunicazione del mancato pagamento. In pratica, un crollo del 20% che si spiegherebbe con il fatto che il mercato abbia anticipato l’annuncio ufficiale. Ma essendo arrivato a sorpresa, come lo si spiega? Parliamo di variazioni fin troppo macroscopiche per essere ignorate. E anche alla luce del diverso trattamento tra soci e creditori, serve la massima trasparenza.

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