Obbligazioni Carrefour giù sulla possibile fusione con Couche-Tard, vediamo perché

Il colosso canadese dei mini-market ha annunciato l'avvio di colloqui "amichevoli" con il gigante francese degli ipermercati. Azionisti euforici, obbligazionisti timorosi.

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Bond Carrefour ripiegano sul possibile accordo con Couche-Tard

Il colosso canadese dei mini-market Alimentation Couche-Tard, noto più semplicemente come Couche-Tard, ha annunciato nei giorni scorsi di avere avviato colloqui “amichevoli” con il gigante francese degli ipermercati Carrefour. L’obiettivo è di giungere a un accordo di fusione tra le due società, al fine di consolidarsi in un settore, quello degli alimentari, che sta sia vivendo un boom temporaneo dovuto all’emergenza Covid, sia patendo ogni giorno di più la minaccia dell’e-commerce, specie ad opera di Amazon.

Il titolo in borsa di Carrefour ieri è arrivato a guadagnare il 10%, perché è evidente che gli azionisti siano euforici sulla prospettiva della presentazione di un’offerta di acquisto da parte dei canadesi, chiaramente a prezzi più alti di quelli di mercato, al fine di attirare adesioni. Non l’hanno presa bene, invece, gli obbligazionisti. Tanto per fare un esempio, il bond con scadenza 15 dicembre 2027 e cedola 2,625% (ISIN: FR0013505260) ha ceduto l’1,2%, mai così tanto in una sola seduta dallo scorso mese di marzo.

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Bond Carrefour ripiegano sui timori per il debito

Il timore tra gli investitori consiste nel fatto che Couche-Tard dovrebbe indebitarsi per acquisire Carrefour e l’entità che nascerebbe dalla fusione finirebbe per essere gravata da debiti proporzionalmente superiori a quelli che oggi la società francese possiede, indebolendone la struttura finanziaria. Le passività ammontano a 5,2 miliardi di euro, di cui obbligazioni in euro e dollari. Medio-bassi i rating: Baa1 con prospettive negative per Moody’s, BBB con outlook stabile per S&P.

I timori appaiono fondati, sebbene la fusione, nelle intenzioni del potenziale acquirente, porterebbe a sinergie con impatto positivo sui conti della società che nascerebbe da essa.

Ma bisogna ammettere che non questa tesi non sia così immediata. La metà delle vendite di Carrefour si ha in Francia, per il resto il colosso è presente in Europa e America Latina. Invece, l’80% delle vendite di Couche-Tard è in Nord America. Con la fusione, semmai i canadesi penetrerebbero il mercato europeo e sudamericano, mentre dubbi sarebbero i contenimenti dei costi, dato che le rispettive reti commerciali non presentano sovrapposizioni. Al momento, comunque, non è scontato che il dialogo tra le parti sfoci in un accordo.

Vero è, invece, che questo settore sembra destinato a una fase di consolidamento al suo interno per posizionarsi meglio contro il commercio elettronico. A tale proposito, la francese nel 2018 lanciò un piano quinquennale per rafforzarsi nel segmento delle vendite online e che inizierebbe a mostrare i suoi frutti. Sarà, ma gli obbligazionisti non ci vedono chiaro. Ad ogni modo, i rendimenti dei bond di Carrefour restano bassissimi. Il suddetto titolo con durata residua di poco inferiore ai 7 anni offriva ieri lo 0,36%, mentre quello che scade il 3 giugno 2025 e con cedola 1,25% (ISIN: XS1179916017) appena lo 0,22%. Chiaramente, il primo retailer d’Europa beneficia degli acquisti della BCE, che con il PEPP ha accresciuto dal marzo scorso gli importi a favore dei corporate bond.

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