Obbligazioni Beni Stabili, una scommessa sulla ripresa del mattone

Il gruppo immobiliare italiano offre un rendimento del 4% fino al 2018. Collocato con successo un bond senior da 350 milioni di euro per rifinanziare debiti in scadenza

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Il gruppo immobiliare italiano offre un rendimento del 4% fino al 2018. Collocato con successo un bond senior da 350 milioni di euro per rifinanziare debiti in scadenza

Anche Beni Stabili fa cassa con un bond senior da 350 milioni di euro. Finora investitori e risparmiatori erano abituati ad analizzare emissioni convertibili del gruppo immobiliare, ma, viste le favorevoli condizioni di mercato, da oggi potranno cimentarsi anche con titoli ordinari.  Il gruppo immobiliare guidato da Aldo Mazzocco, ha infatti lanciato sul mercato dei capitali un prestito obbligazionario a tasso fisso del 4,125% della durata di 4 anni raccogliendo molte adesioni fra gli investitori istituzionali italiani e stranieri. La domanda ha superato di 3 volte l’ammontare inizialmente richiesto (300 milioni) e il rendimento è stato alla fine ridimensionato rispetto alla guidance che prevedeva un 4,25% lordo. La cedola è stata fissata al 4,125% lordo e verrà staccata il 22 gennaio di ogni anno fino al 2018, data di maturazione. Il bond (Isin XS1019171427), privo di rating, è di tipo senior unsecured, cioè non garantito dal patrimonio della società, e sarà negoziabile sulla borsa del Lussemburgo per tagli minimi di 100.000 euro con multipli aggiuntivi di 1.000 euro. Il ricavato del prestito quadriennale, collocato da un pool di banche guidato da Crédit Agricole, Mediobanca e Unciredit, sarà destinato al rifinanziamento dell’indebitamento esistente e al perseguimento degli obiettivi societari. Che il collocamento è stato ben accolto dal mercato lo si vede anche dai primi scambi sul mercato non regolamentato OTC che indicano un prezzo intorno a 100,90 (prezzo di collocamento a 100) con discreti volumi e che proiettano il rendimento del bond quadriennale al 4%.

 

Alberghi e uffici i punti di forza di Beni Stabili

 

beni stabili

Dal punto di vista aziendale, l’andamento di Beni Stabili è strettamente legato a quello del mercato immobiliare che in Italia è in profonda sofferenza. Benché Nomisma abbia ravvisato un timido miglioramento delle compravendite a fine 2013, i prezzi continuano a scendere. Colpa della crisi, ma anche delle tasse che lo Stato ha applicato in maniera selvaggia sui proprietari di immobili – dice Luca Dondi, direttore generale di Nomisma. Detto questo, il gruppo Beni stabili si difende decisamente meglio nell’ambito dell’increscioso quadro del mercato immobiliare italiano. Il portafoglio è costituito per il 90% da proprietà alberghiere e uffici e solo il 10% da immobili ad uso residenziale. Oltre a ciò, il 76% degli stessi è concentrato al Nord Italia, nelle grandi città, e solo l’11% al Sud e nelle isole, dove il mercato è più stagnante. A livello di conto economico, Beni Stabili Siiq ha chiuso il terzo trimestre 2013 con un utile netto pari a 7,52 milioni di euro, in calo rispetto ai 12,8 milioni dello stesso periodo dell’anno scorso.  Secondo quanto comunicato dalla stessa società il valore complessivo del portafoglio immobiliare, al 30 settembre 2013, era pari a 4.270,2 milioni, in crescita rispetto ai 4.263,3 milioni di fine giugno 2013. La posizione finanziaria al terzo trimestre si attesta a -2.224,0 milioni (-2.254,2 milioni al 30 giugno 2013).

 

Nomisma: mercato immobiliare ancora in calo. La ripresa solo nel 2015

 

nomisma

Per il mercato immobiliare italiano si prevede ancora un lungo periodo di sofferenza, anche se il peggio sembra ormai alle spalle. Lo dice l’Osservatorio sul mercato immobiliare curato da Nomisma. L’anno appena concluso si chiuderà con 407.000 compravendita, l’8,3% in meno rispetto al 2012. Si attenua però la flessione registrata nel 2012, pari al 25,8%. Per la ripresa bisognerà aspettare il 2015, che dovrebbe avere un impulso maggiore nel segmento non residenziale rispetto a quello abitativo. Per il 2014 infatti è prevista una situazione pressoché di stallo. Nel prossimo biennio, invece, le transazioni dovrebbero aumentare a un ritmo superiore al 9% annuo, rimanendo pur sempre al di sotto delle 500mila unità. Sul fronte dei prezzi, l’aggiustamento verso il basso dei valori immobiliari sarà significativo nel 2014 in tutti i comparti, mentre sarà più contenuto nel 2015. Occorrerà aspettare il 2016 per tornare al segno positivo. Nel secondo semestre 2013 i prezzi hanno registrato una variazione del -2% per le abitazioni nuove, del -2,2% per quelle usate, del -2,3% per gli uffici e del -1,9% per i negozi. Quanto ai tempi medi di vendita, Nomisma evidenzia come quelli di abitazioni usate si siano stabilizzati (8,4 mesi in media), mentre si sono allungati di appena 10 giorni quelli relativi a uffici e negozi, portandosi rispettivamente a 10,8 e 10,1 mesi. [fumettoforumright]C’è poi il fronte dei mutui. Secondo Nomisma, “nel primo semestre 2013 le consistenze dei prestiti alle famiglie consumatrici si sono ridotte di circa 3 miliardi di euro rispetto al semestre precedente. Di questi 3 miliardi, la quasi totalità è riferibile al calo dei prestiti per acquisto di abitazioni, che passano da 343,5 a 341,9 miliardi di euro. A fronte di tale calo – viene precisato – aumenta la quota di prestiti deteriorati, che passa dal 5,4% al 5,8% per la componente di acquisto di abitazioni”. Ad ogni modo, secondo l’istituto di ricerca, “si intravedono alcuni segnali che possono prospettare per il 2014 un arresto della contrazione delle erogazioni e l’avvio di un processo di lenta ripresa.

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Argomenti: Nuove emissioni, collocamenti, Obbligazioni societarie, Obbligazioni Beni Stabili