Obbligazioni BEI in rubli per battere l’inflazione

Il titolo appena emesso dalla Banca Europea (AAA) offre una cedola annua del 6% per cinque anni. Ideale per diversificare gli investimenti e per sfruttare il potenziale di crescita della Russia

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Il titolo appena emesso dalla Banca Europea (AAA) offre una cedola annua del 6% per cinque anni. Ideale per diversificare gli investimenti e per sfruttare il potenziale di crescita della Russia

Con i rendimenti dei titoli di stato ai minimi, trovare delle occasioni per investire in modo sicuro senza farsi mangiare gli interessi dall’inflazione e dalle tasse, è diventata impresa ardua. Le occasioni, tuttavia, non mancano.

 

Obbligazioni BEI 6% in rubli 2018

La Banca Europea degli Investimenti ha recentemente collocato sul mercato un’emissione da 2 miliardi di rubli che rientra nel programma annuale per finanziare i progetti di sviluppo in Europa dell’Est. Il titolo (XS0889394846) ha una durata di 5 anni ed è negoziabile per tagli minimi da 50.000 rubli e offre una cedola del 6% il 15 febbraio di ogni anno fino al 2018. Posto che l’emittente è di massima affidabilità (AAA), l’unico rischio in capo all’investitore è il cambio in valuta locale che, al momento è intorno a 40 rubli per euro. Detto questo – osserva un analista – bisogna dire che il rischio valutario non è più quello di una volta quando le vicende politiche condizionavano pesantemente l’andamento dei corsi. Inoltre, la Banca Centrale di Mosca in questi ultimi dieci anni si è riempita i forzieri di euromoneta vendendo dollari, in previsione di un’espansione delle attività commerciali verso il vecchio continente. Inoltre per mantenere il rublo stabile, le autorità monetarie hanno ceduto  a dicembre 720 milioni di dollari e 168 milioni di euro facendo in modo che la valuta locale rimanesse all’interno di un corridoio ben definito allo scopo di contenere le pressioni inflazionistiche. L’obiettivo di Mosca è quello di stabilizzare l’indice che misura il carovita all’8%, a fronte di un tasso di rifinanziamento del 7,75%, facendo scendere il tasso d’inflazione del 10% nel 2013. La stabilità politica con l’avvento di Putin e la riconferma del presidente alla guida del paese per i prossimi 4 anni ha fatto il resto e i risultati sono che il rapporto di cambio negli ultimi sei mesi si è stabilizzato intorno a quota 40.

 

L’ingresso della Russia nel Wto darà nuovo impulso alla crescita del paese

 

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Come osservano gli esperti, anche l’economia russa sta rallentando in seguito alla crisi europea. In questo senso, è bene tenere presente che se la locomotiva russa dovesse rallentare eccessivamente, soprattutto a causa della crisi economica e dei consumi che ne determinerebbe il crollo delle esportazioni di materie prime, in particolare del petrolio, il rublo potrebbe anche tornare a perdere il 10-15% del proprio valore, come tre anni fa. Uno scenario, tuttavia, abbastanza difficile – dice Luca Galimberti di BNP Paribas – ma non impossibile dato che adesso la Russia è più legata di prima al commercio mondiale grazie agli accordi internazionali stipulati con Germania e Italia in particolare. Pertanto un rallentamento degli scambi commerciali con questi paesi non potrebbe che avere ripercussioni dirette anche sulla Russia. Con l’entrata della Federazione nel Wto infatti – secondo Aleksandr Shochin, presidente dell’Unione degli Industriali e degli Imprenditori – potrebbe verificarsi un temporaneo rallentamento dei tempi di crescita economica, ma sarebbe solo un effetto fisiologico dopo la robusta crescita degli anni passati (La Russia nel Wto 20 anni dopo la fine dell’Urss). 

L’Alfa-bank prevede già un miglioramento sostanziale della situazione economica nazionale nel 2013 potendo contare sulla risalita dei prezzi delle materie prime e in particolare del petrolio e del gas la cui domanda sta crescendo in Europa. L’energia rappresenta infatti quasi i due terzi delle esportazioni russe nel mondo e la Cina ne ha particolarmente bisogno per sostenere i suoi ritmi di crescita futuri.

 

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Argomenti: Nuove emissioni, collocamenti, Bond in rubli, Obbligazioni sovranazionali, Bond Russia