Obbligazioni bancarie: Unicredit lancia bond a tasso variabile

Il titolo è senior non garantito e sarà prezzato a breve. Rendimento atteso euribor + 110 bp, Ecco cosa ne pensano gli analisti

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Il titolo è senior non garantito e sarà prezzato a breve. Rendimento atteso euribor + 110 bp, Ecco cosa ne pensano gli analisti

Unciredit avvia emissione nuovo bond senior. Dopo che, la scorsa settimana, l’altra grande big bancaria Intesa Sanpaolo ha collocato con successo un titolo a cinque anni, anche Unicredit ha dato mandato da un gruppo di banche di gestire il collocamento di una nuova obbligazione in euro di tipo senior unsecured a tasso variabile, con scadenza febbraio 2020.   Lo riferisce il servizio Thomson Reuters Ifr e fonti della banca stessa, precisando che le prime indicazioni di rendimento sono in area 110 centesimi oltre il tasso Euribor a tre mesi. Capofila dell’operazione sono Jp Morgan, Mediobanca, Nomura, Ubs e Unicredit Bank AG. Il pricing del nuovo titolo – osservano alcuni traders – potrebbe arrivare già nella giornata di oggi o, al massimo, in serata: tutto dipende dall’andamento della raccolta ordini presso investitori istituzionali che già si prevede intensa, visto anche il positivo andamento dei titoli di stato. L’obbligazione in euro, una volta prezzata, sarà quindi quotata presso la borsa del Lussemburgo e negoziabile per importi minimi di 100.000 euro. Il rating atteso per il bond è Baa2 per Moody’s, BBB- per S&P e BBB+ per Fitch     Per gli esperti, i bond Unicredit sono da comprare     [fumettoforumright]Gli esperti di UBS ritengono che gli assets delle banche italiane siano da sovra pesare. In attesa della Italian Financial Conference del 15-16 gennaio, da UBS si chiedono cosa significherà il quantitative easing per gli istituti del nostro Paese e se ci sarà o meno un M&A. Quanto al primo aspetto, UBS si aspetta che le banche italiane siano tra i principali beneficiari di un QE su larga scala, previsto ora dagli esperti per l’inizio del 2015, in particolare per via “dell’impatto positivo sul capitale e di una miglior crescita dei volumi”. Inoltre, un eventuale calo dell’euro rappresenta un ulteriore elemento positivo e UBS, in caso di QE e ulteriore debolezza della moneta unica nei confronti del dollaro, sarebbe “costruttiva in generale sulle banche italiane”. Passando al consolidamento, UBS lo vede “al top dell’agenda per i manager delle banche quest’anno. I bassi tassi di interesse per lungo tempo e la crescita debole minano la redditività delle banche, creando maggior pressione per un consolidamento degli istituti italiani di medie dimensioni. Tradotto, le banche di grosse dimensioni e con vocazione internazionale, come Unciredit, dovrebbero essere maggiormente favorite sul piano dei conti e di Roe (return on equity).  

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Argomenti: Nuove emissioni, collocamenti, Obbligazioni bancarie, Unciredit, Ratings

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