Obbligazioni bancarie senior una possibile scommessa su cui puntare a breve

I bond senior delle banche dell'Eurozona potrebbero essere premiati sui mercati, se la BCE li inserisse tra gli assets acquistabili con il secondo ciclo di "quantitative easing".

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I bond senior delle banche dell'Eurozona potrebbero essere premiati sui mercati, se la BCE li inserisse tra gli assets acquistabili con il secondo ciclo di

Tra pochi giorni sapremo finalmente se la BCE deciderà già a luglio di tagliare il tasso “overnight” e se aprirà alla riattivazione del “quantitative easing”, attraverso un secondo ciclo di acquisti netti. Le due misure sarebbero tra loro legate, perché nel caso in cui i tassi sui depositi venissero ulteriormente abbassati, pur attenuati eventualmente dall’introduzione di franchigie e/o da un’imposizione progressiva, le banche subirebbero una compressione dei già magri margini. E se le aste T-Ltro, che si terranno dal settembre prossimo con cadenza trimestrale fino al marzo 2021, offriranno ossigeno alle banche, difficilmente i finanziamenti erogati dalla BCE tramite di esse fluiranno nel nord, dove la liquidità si mostra generalmente molto abbondante.

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Da qui, la possibile svolta di inserire anche le obbligazioni bancarie tra gli assets acquistabili con il QE2. Con il primo ciclo, terminato nel dicembre scorso, l’Eurotower ha acquistato oltre a obbligazioni di stato, corporate e Abs, solo obbligazioni bancarie “covered”, cioè garantite da assets sottostanti e, pertanto, praticamente sicuri. Non ha voluto acquistare titoli senior, in quanto le principali banche dell’area (114) ricadono sotto la vigilanza di Francoforte, per cui si sarebbe creata una situazione di potenziale conflitto tra vigilante e vigilato. Inoltre, si temeva e continua a temere che l’acquisto di obbligazioni senior possa creare incentivi sbagliati per gli istituti.

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Stavolta, le cose potrebbero cambiare. Se i tassi overnight scenderanno ancora e resteranno negativi per un periodo più lungo di quanto previsto, occorrerà compensare le banche, che si sobbarcano il costo di parcheggiare la liquidità in eccesso presso la BCE senza poterlo scaricare sui clienti.

E se con il QE2 fossero acquistate anche le obbligazioni bancarie, il costo della raccolta per gli istituti di credito si ridurrebbe, in quanto i prezzi di questi titoli salirebbero e i relativi rendimenti scenderebbero, anche per le eventuali nuove emissioni sul mercato primario. In un certo senso, la BCE con una mano toglierebbe e con l’altra darebbe. Se è vero che le banche continuerebbero a subire il “floor” dei tassi passivi sui conti dei clienti, per altra via abbatterebbero quelli offerti agli obbligazionisti.

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Se davvero le obbligazioni bancarie senior venissero inserite nella lista degli assets acquistabili, chi li possedesse già adesso vi avrebbe fatto un affare. Peraltro, le stesse emissioni di bond subordinati trarrebbero vantaggio, pur indirettamente, poiché gli investitori istituzionali verrebbero indotti a spostarsi verso di esse per la fame di rendimento. L’inserimento dei titoli senior ridurrebbe di gran lunga le difficoltà operative della BCE nel condurre gli acquisti, incidendo per il 30% del mercato corporate con rating “investment grade” dell’Eurozona. Non che le resistenze mancheranno in sede di discussione tecnica, ma le probabilità che Francoforte muti atteggiamento salgono di mese in mese.

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