Obbligazioni bancarie in yuan per investire in Cina

Due nuovi bond di Rabobank e ICIC Bank per diversificare il proprio portafoglio puntando sulla seconda economia mondiale. Uno rischio, il rapporto di cambio

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Due nuovi bond di Rabobank e ICIC Bank per diversificare il proprio portafoglio puntando sulla seconda economia mondiale. Uno rischio, il rapporto di cambio

Fra gli investitori più esperti alla ricerca di strumenti finanziari nuovi per diversificare il proprio portafoglio, sta ultimamente prendendo piede l’interese per le obbligazioni in yuan (CNY). La valuta cinese, fino a qualche anno fa era ritenuta poco affidabile e lasciata ai margini del mercato obbligazionario dai risparmiatori europei, anche perché poco accessibile. Solo gli operatori  specializzati e i fondi di investimento avevano la possibilità di effettuare investimenti a oriente, denominati in yuan, ma oggi, grazie alla globalizzazione e soprattutto alla crescita economica impetuosa della Cina, è possibile anche per il singolo risparmiatore investire direttamente a Pechino senza passare dalle forche caudine dei fondi specializzati con i loro alti costi di gestione. Così, una valida alternativa per il risparmiatore all’euro, sono le obbligazioni in yuan cinesi che non offrono di certo rendimenti eccezionali, ma possono rivelarsi vincenti sotto il profilo del cambio qualora l’euro continuasse a indebolirsi o il renmimnbi a rafforzarsi. Interessanti sono a tal fine due recenti emissioni obbligazionarie di primarie banche mondiali, quali l’olandese Rabobank e l’indiana ICICI Bank che hanno da poco lanciato sul mercato rispettivamente un bond da 650 milioni e uno da 500 milioni di yuan con caratteristiche leggermente diverse. Vediamole nei dettagli

 

Obbligazioni Rabobank 3.25% 2015 in yuan

 

L’obbligazione Rabobank (Isin: XS0831025431)facente parte della categoria degli eurobond, ha una durata triennale, paga una cedola fissa annua del 3,25% fino al 20 settembre 2015 ed è negoziabile per tagli minimi da 10.000 yuan (circa 1.200 euro) sul mercato secondario intorno a 100,60 per un rendimento lordo a scadenza del 3% circa. Il titolo è stato quotato alla Borsa del Lussemburgo e gode delle migliori garanzie a livello europeo godendo la banca olandese, presente in 47 paesi del mondo, dei migliori giudizi da parte delle agenzie internazionali: AA per Fitch e S&P, Aa2 per Moody’s.

 

Obbligazioni ICICI Bank 4,9% 2015 in yuan

 

Rendimento leggermente migliore, invece, per l’altra emissione in yuan emessa dalla ICICI Bank, il secondo istituto di credito più grande banca dell’India con un patrimonio di oltre 75 miliardi di dollari, 1.450 filiali e presente in 18 paesi del mondo. L’eurobond appena emesso (Isin: XS0831918056) ha anch’esso una durata triennale, ma paga una cedola fissa annuale del 4,9% fino al 21 settembre 2015. Il titolo è stato collocato alla borsa del Lussemburgo presso investitori istituzionali, tant’è che il minimo trattabile è di 1.000.000 di yuan (circa 120.000 euro). Il rendimento a scadenza, considerando il prezzo attuale del bond (100,80) è del 4,5% lordo, ma vi è anche da considerare che il rating dell’emittente è al di sotto dell’investment grade: BBB- per Standard & Poor’s e Baa2 per Moody’s.

 

Cina: l’economia rallenta, ma non si ferma. Pil a +8% entro la fine dell’anno

 

Posto che l’investitore non corre particolari rischi in capo all’emittente che difficilmente fallirà nei prossimi tre anni, il pericolo, se così si può definire, sta tutto nel rapporto di cambio con l’euro. Come ben noto, tale valore dipende da numerosi fattori, ma soprattutto dalla crescita economica della Cina di questi ultimi anni. Negli ultimi due mesi, il renmimnbi ha perso circa il 5% dai massimi toccati nei confronti dell’euro (vedi grafico a lato), vuoi un po’ per il rafforzamento della moneta unica, vuoi un po’ per il rallentamento della locomotiva cinese che sta soffrendo per i problemi dell’eurozona. Gli esperti sono tuttavia concordi nel ritenere che la seconda economia del pianeta, benché abbia accusato evidenti segnali di debolezza, sia destinata a rafforzarsi ulteriormente nel lungo periodo al punto che qualcuno ipotizza che nel 2050 supererà quella degli Stati Uniti. Statisticamente, nel 2011 la Cina ha fatto registrare una crescita del Pil pari al 9%, ma nel 2012 si prevede che crescerà “solo” del 7-8%.

Numeri che l’Europa e gli USA si possono scordare, ma che giustificano al momento il deprezzamento della valuta cinese nei confronti dell’euro, la quale potrebbe rappresentare un valido strumento di diversificazione per i propri portafogli.

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