Obbligazioni Banca Mondiale a 5,5 e 10 anni da record, ecco di cosa si tratta

L'emissione sovranazionale sostenibile da 1,3 miliardi di dollari neozelandesi segnano un nuovo massimo storico per il mercato kauri. Tassi e rendimenti molto interessanti.

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Obbligazioni in dollari neozelandesi della Banca Mondiale

La Banca Mondiale ha appena emesso un bond sostenibile in due tranche denominato in dollari neozelandesi per 1,3 miliardi in tutto, pari a circa 770 milioni di euro. Nel dettaglio, la tranche da 5,5 anni (ISIN: NZIBDDT016C7) è stata collocata sul mercato per l’importo di 1 miliardo e quella a 10 anni (ISIN: NZIBDDT017C5) per i restanti 300 milioni. Il fatto incredibile è che nelle intenzioni dell’organismo internazionale le due tranche avrebbero dovuto raccogliere rispettivamente solo 200 e 100 milioni. Ma la domanda è stata così elevata, che alla fine si è optato per un’emissione complessivamente di oltre 4 volte più corposa.

La scadenza a 5,5 anni sarà rimborsata in data 10 giugno 2026 e offre una cedola dello 0,75% all’anno e corrisposta semi-annualmente. Poiché è stata prezzata a 99,967736 centesimi, il rendimento esitato è stato dello 0,756%. Si tratta di un livello superiore di 43 punti base a quello offerto dal bond quinquennale della Nuova Zelanda.

Quanto alla scadenza a 10 anni, la data di rimborso è stata fissata per il 10 dicembre 2030 e la cedola offerta è dell’1,25%. Il prezzo di collocamento è stato di 99,448671 centesimi, ragione per cui il rendimento alla scadenza risulta dell’1,309%, circa 41 punti base sopra il decennale neozelandese. Nel complesso, la Banca Mondiale ha emesso così quest’anno obbligazioni in dollari neozelandesi per 2,9 miliardi e per scadenze che variano dal 2024 al 2030.

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Record per il mercato kauri, ma rischio di cambio

Quanto agli ordini, l’89% sono arrivati dalla Nuova Zelanda e l’11% dal resto del mondo. Le banche hanno fatto la parte del leone per la tranche a 5,5 anni (93%), scendendo al 21% per quella a 10 anni. Quest’ultima è risultata preferita per il 79% dagli asset managers. I titoli verranno quotati alla Borsa di Lussemburgo.

Nessuno si aspettava un collocamento così imponente per le dimensioni del mercato “kauri”. Si tratta di un record per quest’ultimo e chiaramente ha fatto impressione la tranche a 5,5 anni. Per gli investitori non neozelandesi, va da sé che il bond comporta l’assunzione di un rischio di cambio, mentre il rischio di credito praticamente non esiste. La Banca Mondiale gode del rating tripla A da parte di tutte le agenzie di valutazione internazionali, per cui è un emittente ultra-affidabile.

Quanto al dollaro neozelandese, quest’anno contro l’euro ha guadagnato circa il 3,3%. Si mostra una valuta molto stabile, come facilmente si evince dal grafico di lungo periodo. Ciò rappresenta una buona base di partenza per chi punta a inserire in portafoglio assets in essa denominati. Il problema è che non esiste chiaramente alcuna garanzia di stabilità anche per il futuro. Al momento, sappiamo che la politica monetaria di Wellington sia anch’essa molto espansiva, se è vero che la Reserve Bank ha tagliato i tassi allo 0,25%, a fronte di un’inflazione all’1,40% in ottobre. Di fatto, il costo del denaro negativo non preluderebbe a un rafforzamento del cambio nel medio-breve termine, sebbene le condizioni monetarie presso l’Eurozona o gli USA siano anch’esse molto espansive.

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