Obbligazioni Atlantia in collocamento per 1,5 miliardi

Partirà il prossimo 18 maggio il collocamento di bond Autostrade per l’Italia per i risparmiatori retail. Investimento più sicuro dei titoli di stato

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Partirà il prossimo 18 maggio il collocamento di bond Autostrade per l’Italia per i risparmiatori retail. Investimento più sicuro dei titoli di stato

Autostrade per l’Italia debutta sul mercato obbligazionario. La società, controllata da Atlantia, ha dato il via alle pratiche per il collocamento presso investitori retail di un bond senior da 1,5 miliardi di euro. L’operazione, già illustrata da Atlantia lo scorso mese di febbraio, prenderà il via il prossimo 18 maggio 2015 e le obbligazioni saranno sottoscrivibili per un periodo di tre settimane, salvo proroga o chiusura anticipata, per poi essere quotate sul Mot. Il prezzo di sottoscrizione – secondo gli operatori vicino al dossier – sarà a 100 con un rendimento atteso del 1,50%-1,75% per una durata che sarà fra i 6 e gli 8 anni. Taglio minimo 1.000 euro.   Bond Austostrade per l’Italia al via il 18 maggio   Il collocamento del bond Autostrade per l’Italia – precisa una nota – ha un duplice obiettivo per Atlantia: “da una parte il gruppo vuole localizzare il debito più vicino agli asset e quindi ai loro flussi di cassa, dando così anche autonomia finanziaria alle singole società. Dall’altra l’operazione consente di presentare ai risparmiatori un business più noto, quello che gestisce le tratte autostradali nazionali ed estere sotto il brand Autostrade per l’Italia”. Per gli obbligazionisti retail, la sottoscrizione rappresenta una valida alternativa ai risicati rendimenti offerti dai titoli di stato, potendo contare anche su un rating superiore a quello del debito sovrano: le obbligazioni Atlantia godono infatti di rating BBB+ per standar & Poor’s e baa1 per Moody’s. Un giudizio che premia la cautela strategica e la solidità patrimoniale del business. Dal punto di vista economico, infatti, Atlantia ha recentemente il bilancio 2014, chiusosi con un utile di 740 milioni, in netto miglioramento. Anche il rapporto tra debito netto ed Ebitda è sceso al 3,3% al di sotto del livello delle società più solide.

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