Nuovo BTP Italia quinta emissione pronto per novembre. Cedola minima al 2,25%

Sta per prendere il via la nuova emissione del BTP Italia, tanto attesa e amata dai piccoli risparmiatori. Interessi indicizzati all’inflazione, durata 4 anni e premio fedeltà le principali caratteristiche

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Sta per prendere il via la nuova emissione del BTP Italia, tanto attesa e amata dai piccoli risparmiatori. Interessi indicizzati all’inflazione, durata 4 anni e premio fedeltà le principali caratteristiche

BTP Italia quinta emissione ai nastri di partenza. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha ufficializzato le date: il lancio del Btp Italia si terrà da martedì 5 a venerdì 8 novembre 2013, ma potrebbe anche terminare prima. Viste le richieste del precedente collocamento che ha superato i 17 miliardi di euro,Maria Cannata, dirigente al debito pubblico presso il Mef, sta infatti studiando la possibilità di chiudere anticipatamente il collocamento alle ore 14 del secondo giorno limitando altresì il quantitativo dei singoli ordini. La dirigente del Tesoro ha inoltre spiegato recentemente che, di fronte al crescente fabbisogno statale 2013, l’intenzione è quella di ricorrere a tutti gli strumenti, facendo quindi intendere di non puntare a una nuova maxi-emissione del Btp Italia. In pratica nessuno potrà prenotare e sottoscrivere BTP Italia senza limiti. Una misura che serve a tutelare maggiormente i piccoli risparmiatori – osserva un trader – a discapito dei professionisti e degli istituzionali che con le ultime emissioni hanno speculato non poco sui minimi differenziali di rendimento offerti dal nuovo titolo di stato italiano. Per tutti, occorrerà fare in fretta questa volta, poiché, il rischio che l’offerta venga chiusa anticipatamente è abbastanza elevato, anche perché la cedola minima presumibilmente sarà del 2,25%. Il Tesoro ha sinora raccolto l’85,7% del suo fabbisogno di funding per il 2013, aggiornato a 470 miliardi comprendendo le necessità derivanti dal pagamento dei crediti alle imprese dalle PA. Di questa ingente somma, una buona fetta (oltre 44 miliardi di euro) è stata raccolta attraverso l’emissione di BTP Italia.

 

Btp Italia caratteristiche: dove si possono sottoscrivere? 

 

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I Btp Italia 2017 – come per le precedenti edizioni indette dal Ministero dell’Economia e delle Finanza – si potranno sottoscrivere direttamente online (salvo chiusura anticipata) attraverso qualsiasi sistema di home banking dove è attiva la funzione di trading,  grazie all’accordo con Borsa Italiana e London Stock Exchange Group,  che renderà disponibile questa nuova tipologia di titoli sulla piattaforma elettronica Mot.

In alternativa, come per tutti gli altri titoli di Stato, ci si può rivolgere gratuitamente allo sportello della banca in cui si detiene un conto titoli o alle Poste. La durata è quadriennale e, per chi acquista all’emissione e detiene il titolo fino a scadenza è previsto anche un “premio fedeltà Btp Italia” (0,4%). Il taglio minimo sottoscrivibile è di 1.000 euro o multipli. In caso di deflazione, le cedole vengono comunque calcolate sul capitale nominale investito, quindi con una protezione estesa non solo alla quota capitale, ma anche agli interessi. Il tasso cedolare (reale) annuo definitivo sarà fissato al termine del periodo di raccolta degli ordini e non potrà essere inferiore al tasso cedolare reale annuo minimo garantito che per questa tornata di emissioni è stato fissato dal Tesoro al 2,25%.

 

Btp Italia conviene? Ecco il giudizio degli analisti

Essendo uno strumento concepito per i piccoli risparmiatori – spiega Maria Cannata, direttore del debito pubblico presso il Ministero dell’Economia – il Btp Italia è meno soggetto alla volatilità degli altri Btp quotati che solitamente vengono negoziati da investitori professionali e fondi d’investimento. Oltre a ciò, l’assenza di commissioni e il premio fedeltà di 4 euro ogni 1.000 se si mantiene il titolo in portafoglio fino a scadenza, rende a tutti gli effetti lo strumento finanziario più conveniente e poco volatile rispetto agli altri titoli di stato di media durata. Questo non significa naturalmente che il prezzo del Btp Italia sia del tutto al riparo dalle turbolenze del mercato visto che il tasso d’interesse (pagabile semestralmente) riflette strettamente le aspettative di inflazione italiane. E queste, fortunatamente, per chi si accinge a investire in Btp Italia, sono orientate al ribasso. Supponendo quindi che l’inflazione per il 2013 si attesti mediamente all’1,5%, con il tasso reale del Btp al 2,25% che rappresenta la soglia minima al di sotto della quale non si potrà scendere per quattro anni – osservano gli analisti – il guadagno sarebbe già di per sé tangibile in partenza.

A ciò va aggiunta un’altra piccola percentuale di rendimento calcolata semestralmente sull’evoluzione dell’indice inflativo che porterebbe, nel caso ipotetico di un tasso d’inflazione all’1,5%, il rendimento Btp Italia al 3,75% lordo a scadenza. Insomma, un rendimento che gli altri titoli di stato italiani non sono in grado di offrire.

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