Nuovo bond ENI da 1 miliardo

Gran successo per il collocamento delle nuove obbligaizoni ENI 4,25% 2020 presso investitori istituzionali. Prosegue intanto l'esplorazione per lo sfruttamento dei giacimenti di gas in Mozambico

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Gran successo per il collocamento delle nuove obbligaizoni ENI 4,25% 2020 presso investitori istituzionali. Prosegue intanto l'esplorazione per lo sfruttamento dei giacimenti di gas in Mozambico

Prosegue a vele spiegate l’emissione di obbligazioni ENI in un mercato internazionale ancora caratterizzato da incertezze e alta volatilità. Il colosso energetico italiano ha lanciato con successo sul mercato degli Eurobond un’emissione obbligazionaria a tasso fisso del valore nominale di 1 miliardo di euro a fronte di richieste iniziali per ben 13 miliardi. Il prestito obbligazionario ha una durata di 8 anni, paga una cedola annua del 4,25% e ha un prezzo di re-offer di 99,502%. L’interesse da parte di un numero significativo di investitori istituzionali di elevata qualità – si legge in una nota del gruppo energetico – è stato determinato in particolare dal merito di credito della società e dall’eccellente reputazione di Eni a livello internazionale. Il rendimento offerto batte nettamente quello dei titoli di stato italiani di pari durata – fa notare un analista – come se l’investimento in titoli del gruppo energetico racchiudesse un rischio inferiore rispetto a quello dello stato italiano. Le obbligazioni (taglio minimo 100 mila euro) sono state acquistate in particolare da investitori istituzionali principalmente in Francia, Gran Bretagna, Germania, Austria, Benelux e Italia. L’emissione – precisa ENI – è volta a mantenere una struttura finanziaria equilibrata per quanto riguarda il rapporto tra indebitamento a breve e a medio-lungo termine della società. Il prestito sarà a breve quotato alla borsa di Lussemburgo.

 

Mozambico, la nuova frontiera di ENI

 

Il collocamento delle nuove obbligazioni ENI si inserisce in un contesto pienamente favorevole per il cane a sei zampe che recentemente ha ufficializzato la scoperta di importanti giacimenti di idrocarburi in Mozambico. La notizia, offuscata dalle preoccupazioni internazionali sui debiti pubblici dell’eurozona, è di rilevante importanza per ENI e per l’Italia, il cui raggio d’azione in Libia si è ridotto con la caduta del regime.

Il Mozambico potrebbe quindi diventare un nuovo grande punto d’approvvigionamento energetico dopo alcune scoperte di gas off shore fatte dalle major del settore, in prima fila l’Eni, che nell’area di Mamba, a circa quaranta chilometri dalla costa di Cabo Delgado, nel Nord del Paese, ha individuato un giacimento enorme. Perforando a una profondità di 1585 metri, il colosso italiano ha trovato un giacimento enorme. Gli esperti ritengono che il settore di Mamba Sud possa contenere un potenziale di 425 miliardi di metri cubi di metano. Subito l’Ad di ENI Paolo Scaroni si è recato a Maputo per incontrare il presidente del Mozambico per fare il punto della situazione e per siglare alcuni contratti preliminari con il Mozambico. Nel corso di un incontro, i rappresentanti del cane a sei zampe hanno fatto il punto sull’andamento delle attività nel paese africano e in particolare sul Mamba Nord 1, il secondo pozzo esplorativo in corso di perforazione nel blocco 4 dell’offshore del Mozambico. “Le prime valutazioni danno segnali incoraggianti – si legge nella nota diffusa dalla società italiana- e il risultato finale verrà reso pubblico entro fine gennaio”.

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