Nuovi CTZ al 4,5%

Rendimenti in netto rialzo per 3,5 miliardi di zero coupon offerti dallo Stato. Era dal 2008 che non si registravano interessi così elevati per scadenze a due anni. In asta anche Bot a tre e sei mesi per 11 miliardi di euro con vivo ritorno d'interesse da parte dei risparmiatori delusi dalle performance negative de i fondi d'investimento

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Rendimenti in netto rialzo per 3,5 miliardi di zero coupon offerti dallo Stato. Era dal 2008 che non si registravano interessi così elevati per scadenze a due anni. In asta anche Bot a tre e sei mesi per 11 miliardi di euro con vivo ritorno d'interesse da parte dei risparmiatori delusi dalle performance negative de i fondi d'investimento

Rendimenti in rialzo per i titoli di stato italiani. L’asta pubblica odierna, che ha portato sul mercato 14,5 miliardi di euro di nuove emissioni, ha visto salire i maniera secca i rendimenti rispetto solo a un mese fa, nonostante lo spread Btp Bund si sia assottigliato in mattinata scendendo al di sotto dei 380 punti base. Il Tesoro italiano ha collocato otto miliardi di Bot semestrali scadenza 30 marzo 2012, al tasso del 3,071%, il massimo dal settembre 2008. Sono stati collocati anche tre miliardi di euro di Bot 3 mesi 15 dicembre 2011 con un rendimento medio dell’1,808%.

Vola il rendimento CTZ – Ma quello che più ha sorpreso gli operatori sono stati i rendimenti offerti su una prima tranche di 3,5 miliardi di Ctz (zero coupon, senza cedola) a due anni che hanno superato il 4,51% lordo, il massimo rispetto al 2008 quando fu annunciato il default di Lehman Brothers. Tutte le emissioni sono state accolte con domande superiori alle offerte confidando in un rialzo dei rendimenti – fanno notare da Intesa San Paolo – e si è potuto notare anche un ritorno di attenzione da parte dei singoli risparmiatori, fuoriusciti ad agosto dai deludenti fondi comuni d’investimento, alla caccia di titoli di stato italiani sicuri con rendimenti rispettabili rispetto alle precedenti emissioni.

Asta Ctz settembre 2011: i motivi del successo – Il ritorno d’interesse dei piccoli risparmiatori che intendono parcheggiare proficuamente la propria liquidità in attesa di tempi migliori – spiegano gli operatori bancari – è dovuto anche al fatto che la tassazione su questo tipo di strumenti non è stato toccato dalla manovra finanziaria di Agosto lasciando l’aliquota invariata al 12,50% per i titoli di stato a partire dal prossimo 1 gennaio 2012. Ma anche al fatto che la BCE si sia orientata verso un abbassamento dei tassi di riferimento il che ha spinto parecchi investitori a fare incetta di nuove emissioni a breve scadenza.

Rendimenti Bot e Ctz a confronto – Un’asta importante, dunque, quella di Settembre che ha visto i rendimenti dei Ctz superare quelli dei Bot, grazie a un prezzo di emissione che si è attestato a 91,543. Ma come si fa a sapere quali sono i rendimenti prima della sottoscrizione? Con esattezza non è possibile – dicono gli esperti – tuttavia si può intuire quale sarà la remunerazione offerta in base alla richiesta del Ministero e all’offerta degli operatori bancari in relazione anche all’Euribor del momento e alle tendenze di mercato che in questo periodo vedono i tassi BCE orientarsi al ribasso. I Ctz, che come sempre vengono emessi lo stesso giorno dei Bot dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, sono titoli a sconto che rimborsano alla pari, pertanto l’interesse è calcolato sulla differenza tra il prezzo di sottoscrizione all’emissione e quello di rimborso. La durata è sempre di 2 anni e dopo l’emissione i titoli potranno essere scambiati sul segmento di Borsa Italiana dedicato (MOT) per quantitativi limitati (ma sempre di minimo 1000 euro).

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Argomenti: Titoli di Stato Italiani