Buoni Fruttiferi Postali: rendimenti e scadenze. Nuove serie a confronto

Sono in circolazione dal mese scorso presso Poste Italiane 12 nuove serie di Buoni emessi e garantiti dalla Cassa Depositi e Prestiti. Unica novità il BFP “Risparmi nuovi” per chi porta nuova liquidità

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Sono in circolazione dal mese scorso presso Poste Italiane 12 nuove serie di Buoni emessi e garantiti dalla Cassa Depositi e Prestiti. Unica novità il BFP “Risparmi nuovi” per chi porta nuova liquidità

Dopo la pausa estiva, la Cassa Depositi e Prestiti è tornata ad emettere Buoni Fruttiferi Postali (BFP). Dallo scorso 10 Settembre 2013 è infatti disponibile presso Poste Italiane una nuova serie di BFP. A differenza che in passato, oggi i BFP  sono diventati sempre di più e più complessi, al punto che occorre informarsi preventivamente prima di recarsi a sottoscriverli in Posta, per non sbagliare. Sono e restano tra i prodotti d’investimento preferiti dagli italiani, rappresentano circa il 6-7% della ricchezza finanziaria delle famiglie, per un valore complessivo di oltre 200 miliardi di euro. I BFP sono titoli emessi dalla Cassa Depositi e Prestiti (CDP) che garantiscono la restituzione del capitale investito e gli interessi maturati, il rendimento sicuro è, allo stato attuale, una caratteristica imprescindibile per chi investe denaro. Già, ma come muoversi nella giungla delle novità di Poste Italiane? In tutto sono 12 le serie di nuovi BFP in vigore dal mese di Settembre e tutti sono contraddistinti da un codice che ne differenzia la tipologia e il profilo di investimento. Dato il rialzo dei rendimenti visto nelle ultime aste dei titoli di stato ci si aspettava un incremento dei tassi offerti, ma in realtà non è cambiato praticamente nulla. I rendimenti BFP rimangono praticamente gli stessi dello scorso mese di Luglio.

 

Novità Buoni fruttiferi postali, tante emissioni e tassi invariati

 

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L’unica novità riguarda la serie “risparmi nuovi”, dedicata a chi porta nuova liquidità,  che riporta un leggero incremento arrivando ad un tasso netto annuo del 2,14% dopo tre anni di vincolo. Ma parte questa novità, come muoversi nella scelta giusta? In una prospettiva di investimento per il breve periodo, le opzioni più indicate sono i Buoni D44 (6 mesi), C07 (12 mesi) e R06 (12 mesi) per coloro che prevedono di riscattare il buono prima dei 18 mesi.

Mentre, per coloro che intendono proteggere i loro quattrini da un possibile rialzo dell’inflazione il Buono J39 è da preferire al R06 (1,28% di rendimento). Sarà molto probabile che l’inflazione superi lo 0,03%, cosi da rendere il J39 più conveniente dell’R06.  Rispetto al classico libretto postale, infine, cosa conviene fare? Il rischio per taluni Buoni è quello di non vedersi riconosciuto alcun interesse analogo a quello offerto dai libretti nominativi (senza vincolo di durata). In questo senso, i Buoni C07 e D44 non fanno al caso specifico e non sono da preferire al libretto.[fumettoforumleft]

 

Dodici nuove serie Buoni Fruttiferi Postali in vigore dal 10 Settembre 2013

 

Riproponiamo di seguito le caratteristiche dei nuovi Buoni Fruttiferi Postali così come da informativa ufficiale per una completa descrizione della tipologia dei prodotti:

Buono RisparmiNuovi Serie “L03”:  ha una durata di tre anni e riconosce al 1° e al 2° anno un tasso nominale lordo pari al 1,00%, e alla scadenza del terzo anno un premio del 5,50% lordo calcolato sul valore nominale investito. Il tasso di rendimento interno lordo a scadenza è pari al 2.44%;

 

Buono BFP Europa Serie “P59”: è dedicato a chi intende beneficiare di eventuali futuri rialzi delle Mercati azionari Europei, rappresentati dall’Indice EURO STOXX 50, con la garanzia del capitale investito e con la certezza di ottenere un rendimento minimo garantito. Il BFP Europa ha una durata massima di quattro anni e riconosce al 1° anno un tasso nominale lordo pari al 4,00% se la variazione annua dell’Indice EURO STOXX 50 è maggiore o uguale al 7,00%. Dal 2° al 4° anno riconosce un tasso nominale loro pari al 4,00% se la variazione annua dell’Indice EURO STOXX 50 è maggiore o uguale al 10,00%. Il rendimento minimo garantito è pari al 1,00%;

 

Buono BFPRenditalia a 3 anni Serie “R06”: la caratteristica peculiare del BFPRenditalia a 3 anni è quella di riconoscere un interesse semestrale variabile, legato al tasso dei BOT a 6 mesi e a una maggiorazione fissa predeterminata (spread).

La maggiorazione annua lorda per i tre anni di durata del BFPRenditalia a 3 anni è pari allo 0,40 per cento;

 

Buono BFP7insieme Serie “S20”: la caratteristica peculiare del BFP7insieme è quella di restituire ogni anno, in maniera automatica, una quota fissa del capitale sottoscritto, a cui si aggiungono, se mantenuto fino alla scadenza del settimo anno, gli interessi maturati, unitamente al capitale residuo. È previsto, dal primo al sesto anno, un rimborso annuale programmato di capitale pari al 2,75% dell’importo inizialmente investito. Alla scadenza del settimo anno riconosce il capitale residuo e gli interessi su di esso maturati nel corso della vita del Buono. Il tasso interno di rendimento lordo annuo a scadenza è pari al 2,75%;

 

Buono BFP3x4 Serie “T23”: la caratteristica peculiare del BFP3x4 è quella di riconoscere ogni tre anni gli interessi nel frattempo maturati, dando quindi l’opportunità all’investitore di rivedere ogni triennio il proprio orizzonte temporale e di ridefinire la durata del proprio investimento. Il tasso nominale di rendimento lordo è pari al 1,75% dal primo al terzo anno, al 2,75% dal quarto al sesto anno, al 3,76% dal settimo al nono anno e al 4,76% dal decimo al dodicesimo anno;

 

Buono Dedicato ai Minori – Serie “M86”: è dedicato esclusivamente ai minori di età. Pensati quale “dono” per compleanni e altre ricorrenze, questi titoli possono infatti essere intestati solo a chi ha tra 0 e 16 anni e mezzo, mentre scadono al compimento del 18° anno. Per ogni serie vengono fissati dei coefficienti che – a seconda dell’età dell’intestatario – determinano sin dal momento della sottoscrizione quello che sarà il rendimento a scadenza dei titoli. Ad esempio, se questo mese si regala il Buono ad un bambino nei suoi primi 18 mesi di età, a scadenza si ottiene un capitale più che raddoppiato, al netto della ritenuta fiscale del 12,50%. Inoltre, con “PiccolieBuoni”, il Piano di Risparmio semplice e comodo, è possibile sottoscrivere i BFP dedicati ai minori in maniera automatica e continuativa;

 

Buono Indicizzato all’Inflazione Italiana Serie “J39”: decennale, ha la particolarità di proteggere l’investimento dal crescere del costo della vita.

Il capitale investito, infatti, si rivaluta secondo le variazioni dell’indice ISTAT FOI (Famiglie di Operai e Impiegati). I tassi fissi minimi garantiti vengono applicati al capitale, che viene rivalutato a partire dal primo anno, e sono pari al 1,25% dal primo al decimo anno;

 

Buono BFPDiciottomesi Serie “D44”: si distingue per la breve durata (18 mesi) e per il fatto che, dopo che siano trascorsi sei mesi dalla sottoscrizione, è possibile rimborsarlo anticipatamente con diritto alla restituzione del capitale sottoscritto e alla corresponsione degli interessi fino a quel momento maturati. Il tasso interno di rendimento lordo al diciottesimo mese è pari al 0,75 per cento;

 

Buono Ordinario Ventennale – Serie “C07”: questi titoli garantiscono il capitale investito e un interesse certo e predefinito al momento dell’emissione. I tassi d’interesse sono crescenti: al 1° anno 0,50%, al 2° anno 0,75%, al 3° anno 1,25%, al 4° anno 1,75%, al 5° anno 2,25%, al 6° ed al 7° anno 2,75%, al 8° al  9° anno ed al 10° anno 3,25%, al 11° e al 12° anno 3,75%, al 13° e al 14° anno 4,25%, dal 15° al 17° anno 4,75%, dal 18° al 20° anno 5,25 per cento;

 

Buono BFPImpresa Serie “G04”: il BFPImpresa è dedicato tra gli altri a liberi professionisti e artigiani titolari di Partita IVA, ditte individuali, condomini, associazioni, piccole, medie e grandi imprese (l’elenco completo è disponibile sui siti www.cassaddpp.it e www.poste.it). Il BFPImpresa ha una durata di venti mesi e riconosce interessi bimestralmente. I tassi d’interesse sono crescenti: nel primo semestre 0,50%, nel secondo semestre 1,00%, nel terzo semestre 1,50% e negli ultimi due mesi 2,25 per cento;

 

Buono BFP a 3 anni Fedeltà – Serie “F06”: è un BFP della durata di tre anni  che garantisce un maggior rendimento a coloro che presentino al rimborso buoni fruttiferi postali delle tipologie BFP a 18 mesi, BFP a 18 mesi plus e BFP indicizzati, scaduti nel corso del 2013.  Il buono riconosce al 1° e al 2° anno un tasso nominale lordo pari al 1,00% e alla scadenza del terzo anno un premio del 5,50% lordo calcolato sul valore nominale investito. Il tasso di rendimento interno lordo a scadenza è pari al 2,44%;

 

Buono EreditàSicura – Serie “V02”: è un BFP dedicato a chi risulti beneficiario di un procedimento successorio in Poste Italiane S.p.a. e proceda al reimpiego per una quota inferiore, pari o superiore all’importo della successione. Ha una durata di due anni e riconosce al 1° anno un tasso nominale lordo pari al 1,00%, e alla scadenza del secondo anno un premio del 2,50% lordo calcolato sul valore nominale investito. Il tasso di rendimento interno lordo a scadenza è pari al 1,73%;

 

Tassazione Buoni Fruttiferi Postali, attenzione ai conteggi di liquidazione

 

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Le imposte dovute sui rendimenti dei buoni fruttiferi postali ammontano al 12,5% dell’interesse percepito. Su tali strumenti grava inoltre all’imposta di bollo proporzionale pari allo 0,15% del capitale, con un minimo di 34,20 euro, ma con una soglia di esenzione pari a 5mila euro. Fin qui tutto bene, ma si raccomanda al singolo risparmiatore di prestare molta attenzione in fase di rimborso, poiché le sorprese potrebbero non mancare. Molti risparmiatori si sono infatti lamentati della liquidazione degli interessi tassati al 20% da parte di Poste Italiane, soprattutto nella regione del Lazio. Così, in molti hanno lamentato  “fregature” o aspettative disattese ritrovandosi un portafoglio più magro del previsto, dato che coloro che pensavano di ritirare, alla scadenza del buono il capitale incrementato dagli interessi indicati sulla tabella posta sul retro dello stesso, ha avuto un’amara sorpresa: al momento del riscatto, le poste liquidano somme inferiori a quelle spettanti. Questo succede perché nello stabilire il tasso d’interesse Poste Italiane ha applicato, non la tabella riportata sul buono, ma un decreto ministeriale del 13 giugno 1986 che stabilisce tassi di interesse inferiori a quelli indicati sul buono stesso, ritenuti applicabili anche a serie di buoni emessi prima della sua entrata in vigore. A tal proposito – riferisce Codici – si sono espressi anche la Suprema Corte di Cassazione e l’Arbitro Bancario Finanziario che riconoscono la prevalenza delle condizioni di conteggio riportate sul buono e la non applicabilità del decreto. In buona sostanza – dice la Corte – pur configurandosi i buoni postali fruttiferi come documenti di legittimazione e non come titoli di credito, la corresponsione degli interessi va effettuata secondo quanto indicato per iscritto in detti buoni, anche se il relativo regime è stato previamente mutato da un decreto ministeriale. Nella vigenza della disciplina dettata dal codice postale, le diciture che figurano sui buoni postali fruttiferi consegnati ai sottoscrittori, con cui viene specificato il regime degli interessi, devono ritenersi prevalenti sulle determinazioni difformi contenute in un decreto ministeriale precedente alla loro emanazione.

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