Nokia si salva col Lumia, ma i conti peggiorano

Rendimenti obbligazionari intorno al 6% per il colosso finlandese dei telefonini che chiude il semestre ancora in perdita. Analisti preoccupati per il grosso debito nonostante le vendite record di cellulari

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Rendimenti obbligazionari intorno al 6% per il colosso finlandese dei telefonini che chiude il semestre ancora in perdita. Analisti preoccupati per il grosso debito nonostante le vendite record di cellulari

Rimangono sotto pressione i rendimenti delle obbligazioni Nokia. La celebre industria finlandese dei telefonini, dopo aver annunciato un calo del giro d’affari del 24% su base trimestrale, a 5,7 miliardi di euro, ha visto i prezzi delle obbligazioni fermarsi sotto la pari, dopo un rapido recupero lo scorso inverno. Ma non è solo questo. A valle del conto economico sono state contabilizzate altre perdite, per 115 milioni di euro, che si vanno a sommare a quelle dei precedenti trimestri portando le perdite cumulate a circa 5 miliardi di euro. Tuttavia, i numeri trimestrali del gruppo Nokia sono tutti da interpretare e il mercato sembra non aver ancora capito cosa fare. Il quadro economico è adesso più stabile e in estremo miglioramento rispetto al tracollo di due anni fa, grazie soprattutto alle vendite record dei Lumia. Tuttavia le perdite continuano a caratterizzare il bilancio di Nokia, anche se appaiono più contenute rispetto al trimestre precedente e molto più contenute rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Inoltre v’è un andamento ancora troppo incerto a livello finanziario, dovuto all’acquisizione di Siemens, che non è sfuggito all’occhio vigile delle agenzie di rating.

 

6% di rendimento per le obbligazioni Nokia Corporation e Nokia Siemens Network

 

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Lo scorso mese di luglio, l’agenzia di rating Standard & Poor’s aveva declassato di un gradino il debito di Nokia, portandolo da BB- a B+, mentre l’altra agenzia, Moody’s, ha messo sotto osservazione il giudizio a Ba3 con implicazioni negative. Tutto parte dal fatto che i flussi di cassa potrebbero essere inadeguati per completare l’acquisto del restante 50% di Siemens nella controllata Nokia Siemens Network (NSN). Secondo le stime degli analisti, il cash flow generato dal Gruppo a fine 2013 (1,3 miliardi di euro) potrebbe non essere sufficiente a completare l’acquisizione del gigante tedesco e l’emissione di nuovi bond da parte di Nokia Siemens Network Finance potrebbe diventare problematica o eccessivamente onerosa. Già lo scorso mese di marzo, la controllata del gruppo finlandese aveva lanciato una obbligazione in euro da 800 milioni di euro, suddivisa in due tranche: una da 350 milioni con scadenza 2020 e cedola del 7,125% (Isin XS0808638968), e una da 450 milioni con scadenza 2018 e cedola del 6,75% (Isin XS0808632508) il cui rendimento si è ultimamente alzato attestandosi al 6,70% per il bond più lungo. Rendimenti che vanno di pari passo con quelli offerti dai bond della casa madre, Nokia Corporation, che vede il bond da 1 miliardo di dollari (Isin US654902AB18) offrire uno yield del 6,20% a fronte di un coupon su base semestrale del 5,375% e scadenza 2019. Più in tenuta, invece, il titolo da 500 milioni di euro con cedola del 6,75% (Isin XS0411735482) che, al prezzo di 106, rende il 5,45% grazie al recente rafforzamento della moneta comune nei confronti del biglietto verde. La società resta quindi nel settore high yield “non investment grade” per la quale, secondo alcuni analisti, si teme un peggioramento del quadro finanziario. Bernstein recentemente ha confermato l’indicazione negativa su Nokia con un target price sul titolo azionario di 1,5 euro e il giudizio “Underperform” (farà peggio del mercato) sul colosso finlandese. Gli esperti prevedono per Nokia un terzo trimestre “disastroso”, caratterizzato da un calo della marginalità.

 

Il destino di Nokia legato alle vendite del Lumia

 

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La chiave per il futuro di Nokia, del resto, è tutta nell’andamento dei Lumia. Come riporta Giacomo Dotta di Webnews,  il gruppo ha abbandonato Symbian (le cui vendite sono ormai praticamente a zero) ed ha spostato il sistema operativo Windows Phone operando una scelta drastica che per molti mesi è stata contestata in virtù della possibile alternativa Android. Nokia ha però confermato a più riprese la propria decisione a perseverare, forte anche del supporto economico Microsoft negli investimenti, ed ora i numeri stanno iniziando ad avvicinarsi al momento della svolta: i Lumia venduti nell’ultimo trimestre sono a quota 7,4 milioni contro i 5,6 milioni venduti nel trimestre precedente, dando così continuità alla crescita registrata dal momento del rilascio di Windows Phone 8. Non solo: con la crescita registrata nel secondo trimestre dell’anno, la gamma Lumia ha superato in termini di unità vendute l’insieme complessivo dei BlackBerry immessi sul mercato nello stesso periodo, diventando così ufficialmente la terza piattaforma più utilizzata. Salire sul podio era l’obiettivo Microsoft/Nokia fin dall’inizio: un primo passo fondamentale per poter ambire un giorno ad aggredire con maggior incisività il duopolio di testa iOS/Android.[fumettoforumright]

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Argomenti: Obbligazioni High Yield, Bond in dollari USA, Obbligazioni societarie, Ratings

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