Niente accordo con i creditori, Eurobond 2022 precipita e rende il 63%

L'accordo per la sospensione dei pagamenti su 3 miliardi di dollari di titoli di stato non è arrivato ieri e lo Zambia rischia di precipitare nel default.

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L'accordo per la sospensione dei pagamenti su 3 miliardi di dollari di titoli di stato non è arrivato ieri e lo Zambia rischia di precipitare nel default.

Ieri, il governo dello Zambia avrebbe dovuto raggiungere un accordo con i creditori internazionali sulla sospensione dei pagamenti relativi a Eurobond dal valore di 3 miliardi di dollari. Invece, ha ottenuto un due di picche. Il comitato degli obbligazionisti, che si avvale della consulenza di Newstate Partners e che raggruppa 14 investitori in possesso del 40% dei titoli di stato oggetto della rinegoziazione, non ha accettato l’offerta di Lusaka. Poiché serviva il consenso di almeno i due terzi dei creditori, l’accordo è saltato. Adesso, c’è tempo fino al 14 ottobre per evitare che scatti formalmente il default. In quella data, infatti, bisognerà pagare gli interessi per l’Eurobond aprile 2024 e cedola 8,50% (ISIN: XS1056386714). L’esborso sarebbe pari a 42,5 milioni di dollari.

Primo default causato dal Covid, rendimenti sopra il 50% e cedole sospese

L’offerta del governo prevedeva un rinvio delle scadenze di almeno 6 mesi e la corresponsione di 50 centesimi di interessi su ogni 1.000 dollari di capitale nominale, a titolo di acconto. Per il resto, non ha comunicato alcun dettaglio sull’operazione che ha in mente e questo ha pesato negativamente sulle trattative appena iniziate.

Il ministro delle Finanze, Bwalya Ng’andu, si è limitato a dichiarare che continuerà a cercare un’intesa con i creditori entro i sei mesi della sospensione dei pagamenti, facendo intendere che questa scatterà ugualmente. In assenza di un accordo tra le parti, sarebbe formalmente default.

Eurobond crollano sotto 50 centesimi

E così, l’Eurobond settembre 2022 e cedola 5,3750% (ISIN: XS0828779594) è sceso sotto i 50 centesimi di dollaro, salendo a un rendimento di poco meno del 63%. Anche gli altri due bond oggetto di ristrutturazione scambiano ormai a meno di 50, segno che il mercato stia scontando apertamente l’ipotesi di un “haircut” sostanzioso, magari associato a un allungamento delle scadenze e al taglio degli stessi interessi.

Lo Zambia è ufficialmente la prima vittima del Covid. Per quanto avesse problemi di debito prima dell’arrivo della pandemia, il paese africano ha accusato il colpo negli ultimi mesi, a causa sia del crollo del pil che dell’aumento della spesa pubblica per contrastare la crisi sanitaria ed economica. Nell’ultimo decennio, aveva accumulato 12 miliardi di dollari di debiti per potenziare le infrastrutture, confidando negli alti tassi di crescita, i quali negli ultimi anni hanno mostrato un deciso rallentamento.

Troppo basse le riserve valutarie (1,3 miliardi) a fronte delle esposizioni con l’estero. Non a caso, le agenzie di rating segnalano l’alto rischio di inadempienza con giudizi a dir poco tragici: CCC- per S&P, C per Fitch e Ca per Moody’s.

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