Mps: tempi ancora lunghi per lo sblocco di bond e azioni

Il decreto salva banche è legge, ma la gestione all’italiana e le elezioni di mezzo lasciando intendere bond e azioni Mps resteranno bloccati ancora a lungo

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Il decreto salva banche è legge, ma la gestione all’italiana e le elezioni di mezzo lasciando intendere bond e azioni Mps resteranno bloccati ancora a lungo

Bond e azioni di Banca Mps restano ancora sospesi dalle contrattazioni. Sono passati ormai due mesi da quando Borsa Italiana ha messo lo stop alle libere trattazioni sul mercato dei titoli, in attesa che fosse presentato il piano industriale e finanziario con relativo aumento di capitale.

Come noto, il Tesoro procederà al sostegno di Banca Mps con un aumento di capitale in via precauzionale fino a 8,8 miliardi di euro, come richiesto dalla Bce, operazione nella quale saranno coinvolti anche 4,29 miliardi di euro di obbligazionisti subordinati. Ma – come riportano notizie di stampa – nonostante il decreto salva banche da 20 miliardi, più comunemente chiamato “salva risparmi”, diventato legge la scorsa settimana, troverà veloce attuazione. La strada verso la ricapitalizzazione precauzionale sarà lunga e la trattativa con le istituzioni europee potrebbe impegnare i board fino alla primavera inoltrata o forse anche all’estate.

Decreto salva banche diventa legge, ma i bond senior restano sospesi

La legge fissa soltanto uno schema generale che le singole banche dovranno declinare sulla base di piani di mercato certificati da Bce. Per Siena, oltre che per Vicenza e Montebelluna, il testo di quei documenti sarebbe quasi pronto e potrebbe essere discusso dai Cda nei prossimi giorni. Mps ha in programma il varo la presentazione del piano industriale per il 2 marzo, ma la sensazione è che il vertice possano avere un carattere interlocutorio. Ciò perché, secondo quanto risulta a Milano Finanza, la trattativa degli istituti coinvolti (Mps, Popolare Vicenza e Veneto Banca) con le autorità europee sarebbe ancora lontana dalla conclusione e potrebbe prolungarsi per un lasso temporale consistente. A Siena ad esempio la discussione potrebbe durare ancora un paio di mesi, ma la previsione è tutt’altro che certa.

Se infatti da un lato il Tesoro potrebbe inoltrare il piano a Bruxelles a metà marzo, dall’altro lato la direzione concorrenza non sembra intenzionata a fare sconti. L’authority guidata da Margrethe Vestager pretende infatti la scrupolosa applicazione della normativa antitrust, chiedendo al Monte di presentare un piano di mercato che non distorca la concorrenza sui mercati finanziari.

Le elezioni politiche potrebbero ritardare il salvataggio di Mps

In definitiva, fra il dire e il fare c’è sempre di mezzo il mare e come tutte le cose all’italiana, vengono tirate sempre per le lunghe. Così c’è addirittura chi si spinge a dire che bond senior e azioni di Mps potrebbero essere riammessi alle contrattazioni solo dopo l’estate, una volta concluso il piano di salvataggio. Ma c’è anche chi prospetta che, se si andrà a nuove elezioni politiche a giugno, la cosa possa protrarsi anche in autunno. Del resto la questione del salvataggio di Mps appare più politica che economica e la liquidità della banca à già stata fornita con l’emissione di bond garantiti dal Tesoro a cui ne seguiranno altri nel corso dell’anno. Azionisti e obbligazionisti possono anche aspettare. Basta che i media non riportino le continue lamentele e proteste dei piccoli risparmiatori che hanno bisogno di soldi, come avviene ogni giorno agli sportelli di Mps. Altrimenti come si fa a recuperare la fiducia?

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