Moody’s taglia rating a Gazprom, ora i bond sono più rischiosi

Il giudizio degli analisti sul colosso energetico è peggiorato a seguito della crisi finanziaria russa. I rendimenti delle obbligazioni decennali superano il 6%

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Il giudizio degli analisti sul colosso energetico è peggiorato a seguito della crisi finanziaria russa. I rendimenti delle obbligazioni decennali superano il 6%

Moody’s ha declassato Gazprom da Baa1 a Baa2 con out look negativo. Come ampiamente previsto dagli analisti, la crisi che ha travolto l’economia russa e il rublo, non mancherà di estendere i suoi effetti anche sulle grandi aziende statali.  Solo poco tempo fa Moody’s aveva abbassato il suo giudizio sul colosso petrolifero Rosneft (Baa2), in linea con quanto già deciso per il rating della Russia, a seguito delle sanzioni legate alla crisi con l’Ucraina. Ora è toccato a Gazprom il cui outlook è anche negativo, cioè soggetto a ulteriori downgrades.     Gazprom, il giudizio degli analisti   L’agenzia ha spiegato l’iniziativa sul rating di Gazprom con  l’ampio programma di investimenti e gli importanti bisogni  finanziari del gruppo nei prossimi sei mesi. Pertanto, aggiunge Moody’s, Gazprom (come Rosneft), controllato dallo Stato russo, potrebbe aver bisogno di aiuti finanziari pubblici, da  cui il legame diretto tra il rating della società e quello del Paese, che ha già affermato di voler dare il proprio  contributo per sostenere il colosso energetico. L’azione di Moody’s – si legge in una nota – si è resa necessaria a causa del rapido e severo deterioramento del quadro economico in Russia a fronte di una più prolungata e acuta crisi rispetto a quanto previsto pochi mesi prima. Già i conti di Gazprom per il 2014 non brilleranno più di quelli del 2013 avendo l’azienda energetica russa prodotto solo 444 miliardi di metri cubi, il livello più basso degli ultimi anni. A pesare sulle prospettive di crescita di Gazprom vi sarebbe anche l’abbandono della realizzazione del gasdotto South Stream, come confermato anche dal presidente Vladimir Putin e dalle autorità italiane che partecipavano al progetto. South Stream era sviluppato da Gazprom, Eni, EdF e Wintershall, con una parte rilevante dei lavori affidata a Saipem. Tempo fa Federica Guidi, ministro dello sviluppo economico, aveva dichiarato che il gasdotto South Stream (per il trasporto del gas russo in Europa senza passare dall’Ucraina) non è più una priorità.     Obbligazioni Gaz Capital S.A. rendono più del 6%   [fumettoforumright]Per quanto riguarda i rendimenti obbligazionari, Gazprom è presente sul mercato dei capitali con una trentina di obbligazioni internazionali in euro e dollari emesse dalla controllata Gaz Capital S.A.. Dopo essere crollati in coincidenza con lo sprofondamento del rublo prima di Natale, i bond hanno recuperato parzialmente terreno rispetto alle quotazioni di novembre pur mantenendo una forte volatilità. Indicativamente, il decennale Gaz Capital S.A. in euro 4,364% 2025 (XS0906949523 ) rende poco più del 6% a scadenza, ma lo scostamento di prezzi fra chi vende e chi compra è molto ampio. Così come per il bond Gaz Capital S.A. 5,875% 2015 in euro (XS0220790934 ) che va a rimborso fra sei mesi. Sopra l’8%, invece, i rendimenti dei bond a lunga scadenza in dollari: Gaz Capital S.A. 8,625% 2034 (XS0191754729 )  è tornato sopra quota 100, dopo una discesa di 20 punti dallo scorso mese di ottobre.   Rublo a picco e Russia vicinissima alla recessione   Il crollo del rublo è stato arginato dal tempestivo intervento della Banca Centrale che ha alzato il costo del denaro al 17%. Una misura che ha permesso al momento di evitare il peggio stabilizzando il cambio della valuta locale, ma che non mancherà di avere effetti sul bilancio statale e sull’economia russa. E già si possono intravvedere i primi effetti con il rallentamento delle vendite di auto straniere, il blocco di nuovi prestiti e di mutui ipotecari, il rincaro delle merci e dei servizi con l’innalzamento del tasso d’inflazione. Come riporta RussiaOggi, “le conseguenze del brusco indebolimento del rublo sono estremamente negative, sia per i russi, sia per il paese in generale – commenta Vasily Yakimkin, docente della facoltà di finanza e banking RANCHiGS -. Le banche russe ora si trovano in un momento di panico. Le loro azioni cadono rapidamente a picco”. Secondo Yakimkin, a breve le banche abbasseranno tanto il volume dei prestiti, quanto quello dei depositi, mentre le perdite sui crediti continueranno a crescere. Come fa notare l’analista finanziario della holding d’investimento FINAM, Timur Nigmatullin, un eccessivo indebolimento del rublo comporterebbe in primo luogo il rischio di perdere la fiducia dei partecipanti al mercato verso il sistema finanziario russo. In particolare, secondo lui, “i rischi valutari attualmente starebbero crescendo troppo in fretta, come pure gli interessi sui crediti, i rischi di inadempienza regionale e del bilancio federale”.   Gli effetti della caduta del rublo   Le prime reazioni alla caduta del rublo sono arrivate dalle banche, che hanno limitato l’erogazione dei prestiti sul territorio russo. Secondo fonti di RBTH, Raiffeisenbank ha momentaneamente cessato di effettuare prestiti nella Federazione. Non così per Sberbank, la più grande banca della Russia sotto controllo statale, che continua ad erogare prestiti per non togliere il fiato alle imprese. Secondo i dati riportati dal quotidiano Kommersant, buona parte dei concessionari automobilistici avrebbe bloccato le vendite di auto. Le vendite sarebbero state interrotte quando è apparso chiaro verso quale corso sarebbero stati indicizzati i prezzi. Inoltre è stata vietata l’emissione di fatture persino a coloro che hanno già stipulato un contratto ed effettuato un pagamento anticipato. Secondo la ricerca IATA, in tre settimane il corso del calcolo delle tariffe per i voli internazionali dalla Russia è cresciuto del 36%. A causa del crollo del rublo, a rischio accantonamento si è trovato anche il programma di avvio della rete urbana wi-fi a Mosca. Attualmente, l’impresa a capo del progetto sta rivalutando i parametri economici e finanziari del progetto, optando per una soluzione tecnica che si basi su attrezzature di produzione nazionale. L’indebolimento del rublo ha portato a una crescente pressione inflazionistica dato che il paese dipende non solo dall’export, ma anche dall’import, e in conseguenza di ciò, i prezzi al consumo sono aumentati”, dice l’analista capo di UFS IC Alexei Kozlov. Secondo le sue parole, la crescita dei costi di indebitamento limita il normale sviluppo dell’economia e potrebbe condurre addirittura alla recessione.

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Argomenti: Macroeconomia, Bond in dollari USA, Obbligazioni societarie, Obbligazioni Gazprom, Ratings