Moody’s rinvia giudizio sull’Italia, Dbrs conferma rating. Finlandia perde la AAA

Gli analisti americani non si esprimono sul debito italiano e preferiscono attendere. Per i canadesi, invece, va tutto bene. S&P boccia Helsinky e minaccia la Francia

di , pubblicato il
Gli analisti americani non si esprimono sul debito italiano e preferiscono attendere. Per i canadesi, invece, va tutto bene. S&P boccia Helsinky e minaccia la Francia

Moody’s rimanda il giudizio sull’Italia. L’atteso verdetto concernente l’aggiornamento sulla valutazione del merito creditizio del Bel Paese è stato rimandato più avanti. Non è la prima volta che accade: già lo scorso mese di giugno Moody’s aveva lasciato invariato il rating a Baa2 con outlook stabile sul nostro debito pubblico. Evidentemente gli analisti attendono di analizzare le riforme che il governo sta attuando e il varo della legge di stabilità prima di emettere una nuova “pagella” sui conti di Roma. La situazione del resto appare abbastanza delicata – osservano gli esperti – anche perché l’Italia mantiene sempre il più alto debito pubblico dell’eurozona (2.168 miliardi) che al momento è sostenibile solo in un contesto di tassi di mercato a zero, come adesso, ma non se la ripresa economica tarderà ancora a lungo ad arrivare.   L’agenzia Dbrs conferma il rating all’Italia   [fumettoforumright]In mancanza di Moody’s, si sono però espressi gli analisti canadesi di Dbrs che hanno confermato il rating A-Low con out look negativo. Al di là della sigla che si colloca in una scaletta di valori, quello che conta è che l’agenzia non abbia cambiato in senso negativo il merito creditizio dell’Italia. Il che è da considerarsi confortante in un contesto in cui l’Italia si sta rifinanziando sui mercati a tassi molto bassi. L’ultima asta di Bot annuali si è chiusa con una raccolta di 8 miliardi di euro al tasso dello 0,30% (nel 2012 avevamo superato il 6%), mentre il BTP decennale rende poco più del 2,30%. All’appello mancano ancora le rilevazioni di Fitch, attese per il prossimo 24 ottobre, e di Standard & Poor’s che si esprimerà a dicembre e per la quale il debito italiano rischia la declassificazione a “junk”, cioè spazzatura essendo stato messo sotto revisione con out look negativo. Su quest’ultima agenzia, però, pesa la richiesta di rinvio a giudizio da parte della Procura di Trani per rating tarocchi che gli analisti avrebbero emesso a cavallo fra il 2011 e 2012 innescando un potente attacco speculativo ai danni del nostro paese.   Standard & Poor’s mette in guardia la Francia e boccia la Finlandia   Nel frattempo Standard & Poor’s ha emesso le valutazioni di rating su Fondo Salvastati, sulla Francia e sulla Finlandia.

L’agenzia americana ha rivisto in negativo l’outlook dell’Efsf sulla scia dell’omologo parametro deciso per la Francia. Il rating del fondo “salva-stati” è stato invece confermato ad AA. Per quanto riguarda la Francia, gli analisti hanno confermato il rating AA, ma hanno rivisto al ribasso l’outlook a negativo da stabile. “La revisione dell’outlook riflette la riduzione dello spazio di bilancio a disposizione del governo della Francia” afferma Standard & Poor’s, sottolineando che il rapporto deficit-pil francese dovrebbe attestarsi in media al 4,1% per il 2014-2017, a fronte di un Pil in crescita in media dell’1,2% nello stesso arco di tempo. Il deficit 2014 dovrebbe attestarsi al 4,4% del Pil. Il prodotto interno lordo crescerà invece quest’anno dello 0,5%, per poi accelerare all’1,1% nel 2015 e all’1,5% nel 2016-2017. Gli analisti hanno, infine, tagliato il rating da AAA a AA+ della Finlandia con out look stabile. “Il downgrade – si legge in una nota – riflette una visione del rischio che l’economia finlandese potrebbe sperimentare per una stagnazione prolungata”.

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: , ,