Moody’s peggiora outlook dell’Italia dopo il referendum

Il voto negativo al referendum ha spinto gli analisti di Moody’s a rivedere in senso negativo l’outlook sul debito pubblico italiano

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Il voto negativo al referendum ha spinto gli analisti di Moody’s a rivedere in senso negativo l’outlook sul debito pubblico italiano

Peggiora l’outlook dell’Italia. L’agenzia Moody’s rivede infatti al ribasso le prospettive per il nostro Paese, tagliando l’outlook da ‘stabile’ a ‘negativo’. Il documento pubblicato dall’agenzia di rating  spiega che la decisione “arriva in seguito alla vittoria del fronte del no al referendum costituzionale di domenica scorsa”.

Le dimissioni del governo peseranno sul cammino delle riforme

Un risultato che ha portato alle dimissioni del presidente del consiglio Matteo Renzi e che potrebbe rallentare le riforme e aprire un periodo di incertezza. Il rating per ora resta confermato a Baa2. La decisione arriva a poche ore dalle dimissioni di Renzi formalizzate dal Quirinale. Sono due secondo Moody’s i motivi della scelta, che in futuro potrebbe portare a un taglio del rating, anche se nel comunicato diffuso non ci sono segnali in questa direzione: da una parte c’e’ “il rallentamento e il blocco dei progressi nelle riforme economiche e fiscali in Italia, le cui prospettive sono state diminuite ancora di piu’ dal voto ‘no’ al referendum costituzionale di domenica”. Dall’altra invece si cita la possibilita’ che il paese sia esposto a “improvvisi shock” per un periodo lungo a causa di prospettive di crescita poco convincenti e del recente deteriorarsi della sua posizione fiscale.

Moody’s non ha digerito il “no” al referendum

Più nel dettaglio, secondo l’agenzia internazionale, la vittoria del ‘no’ al referendum sulla Costituzione, aprendo una nuova fase di crisi politica in Italia, non fa altro che pesare ulteriormente sui gia’ lenti progressi sul fronte delle riforme strutturali in campo economico e fiscale e su una crescita economica piatta, a cui si unisce una produttivita’ altrettanto stagnante. Senza parlare poi – sottolinea Moody’s – della zavorra rappresentata dall’elevato debito pubblico italiano, i cui obiettivi di riduzione rischiano ora di essere per l’ennesima volta disattesi e rinviati nel tempo, con la conseguenza di prolungare – si spiega – l’esposizione del debito sovrano ad eventuali shock sui mercati.

Sull’Italia pesa la questione delle banche in crisi

Per quanto riguarda le banche, anche qui Moody’s vede un fattore di notevole rischio, con il sistema del credito italiano che ha bisogno – si sottolinea – di una significativa ricapitalizzazione da parte del governo. Ricapitalizzazione senza la quale il sistema potrebbe entrare ancor piu’ in difficolta’. Perche’ la comparsa di nuovi stress sui mercati finanziari e su quelli del debito, unita a un clima politico piu’ turbolento, puo’ portare -conclude Moody’s – a conseguenze negative per il credito.

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Argomenti: Ratings

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