Rating: Moody’s getta Telecom Italia nella spazzatura

Le dimissioni di Bernabé agitano gli esperti americani che vedono nel mancato aumento di capitale un pericolo per la struttura patrimoniale del gruppo telefonico. Prezzi dei bond in discesa, ma per gli analisti è solo speculazione

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Le dimissioni di Bernabé agitano gli esperti americani che vedono nel mancato aumento di capitale un pericolo per la struttura patrimoniale del gruppo telefonico. Prezzi dei bond in discesa, ma per gli analisti è solo speculazione

Investire in Telecom Italia da oggi è più rischioso. Lo dice Moody’s. L’agenzia di rating ha infatti declassato da Baa3 a Ba1 il giudizio sulla compagnia telefonica italiana mantenendo anche un outlook negativo e anticipando quelle che saranno le prossime mosse delle sorelle americane Fitch e Standard & Poor’s pronte anch’esse a calare la scure sulla qualità del credito. Motivo fondamentale del downgrade degli analisti, è l’accresciuta incertezza sul rafforzamento patrimoniale di Telecom Italia dopo le dimissioni del presidente Franco Bernabé.

 

 

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Il downgrade – spiega Moody’s – si spiega innanzitutto con ”le recenti dimissioni del Ceo del gruppo che riflette una mancanza di sostegno degli azionisti per un aumento di capitale”. Questo fatto ”ha aumentato l’incertezza sulla capacità della società di rafforzare il proprio bilancio abbastanza da mitigare il calo delle entrate e del margine operativo lordo”. Il risultato di questa situazione – aggiunge Moody’s – èche ”un miglioramento della qualità del credito di Telecom Italia non appare più probabile. E le restanti opzioni a disposizione per rafforzare la valutazione prenderanno tempo per essere attuate, sempre che abbiano successo”. Dunque, per Moody’s ”ci sarà incertezza e un aumento dei rischi fino a che un nuovo Ceo non avrà messo in campo una nuova strategia”.

 

Telecom Italia è rimasta indietro rispetto ai competitors

 

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L’azione di Moody’s era per certi aspetti attesa dal mercato, viste le tergiversazioni dei maggiori azionisti e del governo sul lo scorporo della rete. Le ingerenze dello Stato in società privatizzate non sono mai piaciute all’alta finanza americana e così era inevitabile una “punizione” da parte delle agenzie di rating – commentano in coro gli analisti di Ubs, Citigroup e Jp Morgan – allo scopo di dare una strigliata ai vertici prima della presentazione dei conti trimestrali che non saranno certo rosei. Come sappiamo le difficoltà del mercato e la pressione regolatoria hanno spinto a una revisione al ribasso della guidance per il 2013 relativa all’Ebitda consolidato. Ma sui conti di Telecom Italia pensano anche 28 miliardi di euro di debiti a fronte di ricavi in continua diminuzione (-7% su base semestrale). Un risultato che non deve sorprendere – osserva Eric Severin di Bernstein – poiché il declino di Telecom Italia non è iniziato da ieri, ma già alcuni anni fa quando la mancanza di investimenti nella rete in fibra ottica e la concorrenza sul mobile avevano contratto i margini sui ricavi nazionali. In questi ultimi anni Telecom Italia non ha fatto nulla per stare al passo con la modernizzazione imposta dai tempi. “I conti sono deludenti più negli aspetti che mancano che per quello che contengono – prosegue Severin – ossia numeri ancora più deboli. Si tratta dell’esito peggiore per gli azionisti: un outlook più basso sull’Ebitda con lo stesso target di debito implica una riduzione del capex e/o un ampio miglioramento del capitale circolante”, ma per Bernstein in questo momento, con il business in deterioramento e la “guerra del capex in Brasile”, Telecom “non può permettersi il lusso di una riduzione delle spese per investimenti”.

 

Rendimenti bond Telecom Italia: effetti del downgrade di Moody’s

 

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Per quanto riguarda i titoli di Telecom Italia, il downgrade non ha di certo tonificato le quotazioni. L’azione è tornata in area 0,60, mentre le obbligazioni sono arretrate di qualche punto, soprattutto sulla parte lunga della curva. Il bond Telecom Italia Finance 7,75% 2033 (Isin XS0161100515), vero e proprio termometro indicatore dello stato di salute dell’azienda (vedi grafico sopra), ha ritracciato da quota 110 a 107 per un rendimento lordo che supera il 7%. Più marcato, invece, il calo del bond Telecom Italia 5,25% 2022 (Isin XS0486101024) sceso sotto la pari e che rende in questo momento il 5,50%. Il taglio del rating a “junk”, del resto, comporta un alleggerimento delle posizioni da parte dei fondi internazionali che non possono detenere per statuto o regolamento titoli “non investment grade” – osservano gli esperti – e la discesa potrebbe proseguire qualora anche S&P e Fitch dovessero abbassare (come probabile)  il rating di Telecom italia. Questo non significa che l’azienda telefonica sia necessariamente più rischiosa, ma che le valutazioni delle agenzie di rating hanno ancora il potere di spostare grandi masse di denaro da un investimento a un altro. Del resto “il gruppo è solido a livello industriale e finanziario”. Lo afferma Telecom in una nota, in risposta al declassamento del rating da parte di Moody’s a Ba1, livello ‘spazzatura’. C’è una ”forte generazione di cassa, un margine di liquidità per 12,8 miliardi di euro e redditività tra le più alte del comparto”. Tant’è che il famoso fondo americano d’investimento BlackRock Inc detiene il 5,132% del capitale di Telecom Italia, secondo le ultime rilevazioni della Consob. [fumettoforumright]L’operazione di incremento delle azioni è stata effettuata il primo di ottobre e la partecipazione del gruppo di asset management Usa è indiretta gestione non discrezionale del risparmio. Segno evidente che la partita per il controllo (o lo spezzatino) delle attività del gruppo telefonico italiano è aperta e redditizia.

 

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Argomenti: Obbligazioni High Yield, Obbligazioni societarie, Obbligazioni Telecom Italia