Monte dei Paschi taglia il debito subordinato

Banca MPS invita gli obbligazionisti a scambiare 1,25 miliardi di obbligazioni con nuovi titoli più sicuri. Offerta che conviene solo a pochi e già scoppiano le polemiche fra i piccoli risparmiatori che saranno esclusi

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Piazza Salimbeni, sede MPS

Dopo aver chiesto altri quattrini allo Stato, fino a due miliardi di euro (Tremonti bond), Monte dei Paschi si vede ora costretta a calare la scure sul proprio debito subordinato per rientrare negli stringenti parametri imposti dall’EBA, visto che il debito del gruppo si sta avvicinando pericolosamente ai 3,5 miliardi. Così, con un comunicato stampa, Banca MPS ha promosso un invito ai portatori di nove titoli obbligazionari subordinati a presentare offerte di scambio con nuovi titoli senior di durata triennale che verranno emessi dalla stessa banca il 10 Luglio 2012. Con l’Invito a presentare le richieste entro giovedì 5 Luglio tramite canale interbancario, infatti, MPS intende migliorare e rafforzare la qualità del proprio patrimonio di base attraverso adeguamento del Core Tier 1 al livello del 9%, come previsto dall’organo di vigilanza europeo. L’operazione – precisano i vertici dell’istituto – permetterà quindi alla banca di gestire più efficacemente le proprie passività, in considerazione delle condizioni di mercato prevalenti e del doloroso piano industriale triennale appena approvato che prevede sostanzialmente una riduzione dei costi del 16% da ottenersi attraverso l’incorporazione delle controllate, la drastica riduzione degli sportelli (ne verranno chiusi 400), il taglio di circa 4600 posti di lavoro e la cessione della Cassa di risparmio di Biella e Vercelli (Biverbanca) (Monte dei Paschi verso una nazionalizzazione all’italiana e Monte dei Paschi: sciopero in vista contro i tagli al personale).

 

Obbligazioni MPS: l’offerta di scambio con nuovi titoli triennali in dettaglio

 

Obbligazioni MPS 5,6% 2020

L’operazione interessa direttamente nove titoli obbligazionari presenti sul mercato con basso grado di garanzia e in particolare 3 titoli perpetui (XS0121342827, XS0122238115, XS0131739236), 2 Upper Tier II con scadenza 2016 (XS0255817685, XS0255820804) e 4 Lower Tier I con scadenze comprese fra il 2017 e il 2020 (XS0236480322, XS0238916620, XS0503326083, XS0540544912) che saranno sostituiti parzialmente da nuove obbligazione Banca MPS con tasso d’interesse midswap a 3 anni + 6,5% e scadenza 2015. L’offerta – si legge nel comunicato – riguarderà titoli per un controvalore massimo complessivo di 1,25 miliardi di euro ripartito fra i vari bond, ma la banca si riserva il diritto di accettare anche quantitativi superiori per ciascun titolo, comunque nel limite dell’offerta aggregata, potendo procedere anche a riparto se complessivamente le domande dovessero superare tale soglia.

E’ previsto anche il pagamento degli interessi maturati fino alla data di scambio (12 luglio) e conguagli in denaro. Fin qui sembra tutto chiaro e lineare, però, come sempre i dettagli nascondo insidie che scoraggiano o impediscono la partecipazione da parte dei piccoli obbligazionisti. In primo luogo perché – come si apprende da un nota dell’istituto di credito – l’ammontare dei nuovi titoli che riceverà ogni obbligazionista, sarà calcolato con riferimento al prezzo di scambio rilevante (come indicato in apposita tabella inclusa nel comunicato ufficiale di MPS) e al prezzo (espresso in termini percentuali rispetto al valore nominale dei nuovi titoli) a cui i nuovi bond saranno emessi.

 

Nuovi bond MPS 2015 solo per pochi. Penalizzati i piccoli risparmiatori

 

Il titolo MPS in Borsa

In altre parole chi ha acquistato in passato i bond subordinati a prezzi elevati non avrà convenienza ad apportare in adesione allo scambio le proprie obbligazioni. Il possessore di un’obbligazione perpetua,  ad esempio, riceverebbe in cambio per ogni 1.000 euro nominali solo il 62% del bond senior di nuova emissione e non avrebbe convenienza ad aderire all’invito della banca senese se il titolo è stato sottoscritto in fase di emissione o a prezzi superiori a quelli attuali. Ma non è solo questo il punto – fanno notare alcuni risparmiatori abbastanza irritati dal comportamento della banca toscana guidata da Viola e Profumo.

I titoli senior di nuova emissione saranno infatti trattati per un quantitativo minimo di 100.000 euro nominali, mentre i vecchi erano trattati con tagli da 1.000 euro (i perpetui) o da 50.000 euro (i Lower Tier I e gli Upper Tier II), per cui – come precisa la banca – non potranno essere accettate tutte le offerte che non prevedano uno scambio in termini di valore nominale che non rispetti l’ammontare minimo di adesione (occorre, ad esempio, portare in adesione almeno 162.000 nominali di un perpetuo per poter ottenere un senior di nuova emissione). Una decisione che ha mandato su tutte le furie i piccoli risparmiatori portatori di bond subordinati ai quali viene precluso il diritto di partecipare all’invito promosso dalla banca che – come osserva un analista – tende a favorire solo gli investitori istituzionali che hanno grosse disponibilità economiche e possono anche arrotondare le quote acquistando sul mercato l’eventuale differenza per rispettare i limiti posti dalla banca senese.

 

Banca MPS, altro esempio di cattiva finanza made in Italy 

 

Pertanto i piccoli obbligazionisti rimarranno al palo e si terranno i titoli come hanno sempre fatto sperando che MPS continui ad onorare le proprie obbligazioni nella speranza che non faccia come la banca Popolare di Milano che dalla sera alla mattina ha deciso di sospendere il pagamento degli interessi sui propri titoli perpetui. Certo è – commentano dall’Associazioni dei Consumatori – che anche questo è un palese esempio di come i piccoli e medi risparmiatori non vengano affatto tutelati in caso di difficoltà, oltre che un’altra caduta di stile e di immagine da parte di una grossa banca italiana per il sistema creditizio. E non è certo questo il periodo più adatto per creare disparità fra piccoli e grandi risparmiatori anche nel rispetto della legge e della Costituzione che deve garantire, fra le altre cose, la tutela del risparmio.

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