Moby: pronto piano di rilancio, ma bond sempre in difficoltà

Integrazione con CIN, vendita di navi e aumento delle tariffe nel piano di rilancio finanziario. Il bond high yield 2023 di Moby rende più del 30%

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Integrazione con CIN, vendita di navi e aumento delle tariffe nel piano di rilancio finanziario. Il bond high yield 2023 di Moby rende più del 30%

Entro fine dicembre Moby sarà fusa dentro Compagnia Italiana di Navigazione (Cin) come hanno appena confermato i vertici della balena blu ai sindacati confederali dei lavoratori. Le ragioni di questo reverse merger sono nel Piano 2018-2023 che il gruppo controllato da Vincenzo Onorato ha predisposto per verificare che la nuova società disponga di adeguate risorse per soddisfare il fabbisogno finanziario relativo al proprio indebitamento. Moby è esposta con un pool di banche guidate da Unicredit per un finanziamento da 200 milioni di euro stipulato nel febbraio 2016 (di cui circa 50 già rimborsati), per una linea di credito di tipo revolving da 60 milioni e ha emesso un bond da 300 milioni con rimborso fissato a febbraio 2023 e interessi al 7,75%.

L’azienda, scrive MF, intende procedere tra il 2019 e il 2021 alla cessione di sei navi stimando di incassare 305 milioni e ottenendo plusvalenze per 145 milioni, mentre in parallelo provvederà a noleggiare (da Onorato Armatori ma non solo) “navi merci e passeggeri di ultima generazione”. Il piano di Cin “prevede un incremento delle tariffe medie applicate sul trasporto merci per un effetto prezzo sul totale ricavi merci pari al 24% nel 2019, +8% nel 2020, +1,2% nel 2021 e +0,5% medio per i restanti due anni mediante riduzione degli sconti ora applicati”. Sempre in merito all’evoluzione prevista del business della nuova Cin il piano rivela “lo sviluppo dell’attività di rimorchio d’altura, attraverso l’investimento in un rimorchiatore specializzato e dedicato operante nella zona del porto di Cagliari a partire da gennaio 2019”.

Le obbligazioni Onorato Armatoti 7,75% 2023 (Isin XS1361301457) quotate alla borsa del Lussemburgo quotano intorno al 50% del valore nominale. Il crollo, da quando sono state collocate nel 2016, è dovuto essenzialmente al peggioramento del quadro finanziario del gruppo che ha visto la compagnia di navigazione chiudere la semestrale con 60 milioni di perdite, un giro d’affari in lieve calo sul business dei traghetti e rimorchiatori, e costi di carburante in aumento del 13%. Al 30 giugno, l’indebitamento complessivo era pari a 692 milioni e l’esposizione finanziaria netta risultava negativa per 483 milioni per effetto di una cassa pari a 205 milioni. Dati che hanno poi comportato il declassamento della società da parte dell’agenzia di rating Standard & Poor’s a CCC+.

A breve saranno rese note le risultanze del terzo trimestre 2018, per le quali gli analisti si attendono un recupero sia sul fronte dei ricavi che su quello dell’Ebitda (negativo per 8,8  nel primo semestre). Sullo sfondo resta comunque ancora uno scenario di debolezza – commentano gli analisti – dovuto alla concorrenza di Grinaldi e alla multa da 29 milioni comminata dall’Antitrust per abuso di posizione dominante di Tirrenia Cin e Moby nel trasporto merci e per la quale pende ricorso al Tar (udienza fissata per il 22 maggio 2019).

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Argomenti: Obbligazioni High Yield