Miniere di zinco in crisi: i bond Nyrstar rendono fino al 15%

La multinazionale belga attiva nell’estrazione del metallo è in crisi. Le obbligazioni in scadenza mancano di adeguata copertura finanziaria, ma un aumento di capitale sarebbe già in rampa di lancio. Vale la pena rischiare?

di Mirco Galbusera, pubblicato il

S’impennano i rendimenti delle obbligazioni Nyrstar. Il gruppo minerario belga di cui avevamo già parlato lo scorso mese di settembre, allorquando fu finanziata con successo  l’emissione di un prestito obbligazionario convertibile, è in difficoltà. La quotazione del titolo azionario è sui minimi da cinque anni e nell’ultimo mese ha perso il 25%, a 2,15 euro. Giù anche i prezzi delle obbligazioni, compreso il bond convertibile Nyrstar da 120 milioni appena emesso (Isin BE0003876936) con strike price poco sotto i 5 euro, che ha raggiunto rendimenti a doppia cifra. Cosa sta succedendo? La società ha appena emesso un warning sulle attività estrattive di zinco e nickel che fanno capo a Talvivaara Mining Plc, principale partner commerciale di Nyrstar, sull’orlo del fallimento.  La società finlandese non è infatti riuscita a trovare 40 milioni di euro per ristrutturare il suo debito, le azioni sono precipitate del 99% dallo scorso mese di marzo e il rischio ora è che le sue attività possano fermarsi. L’impatto, in caso di fallimento, sarebbe negativo sul conto economico di Nyrstar, ma comunque limitato – hanno detto i vertici aziendali – che non escludono una svalutazione degli attivi per circa 200 milioni di euro. Quindi, occasione di acquisto o pericolo in vista per i bond?

 

Obbligazioni Nyrstar, rendimenti alle stelle a pochi anni dalla scadenza

 

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La preoccupazione degli investitori è palpabile, non solo sull’andamento delle azioni Nyrstar alla Borsa di Bruxelles, ma anche sulle quotazioni dei bond senior quotati all’Euronext. La quotazione del bond Nyrstar 5,375% 2016 (Isin BE6220236143) da 525 milioni di euro è precipitata del 20% sulla notizia e ora tratta intorno all’80% del nominale per un rendimento lordo a scadenza superiore al 15%. Stesso tonfo per il bond Nyrstar 5,50% 2015 (Isin BE6000680668) da 100 milioni che dopo un crollo iniziale è tornato a quota 95 per un rendimento che sfiora l’8%. Sulla scadenza più breve gli analisti sono concordi nel ritenere che la società sarà in grado di ottemperare ai suoi obblighi, anche perché la size in scadenza è abbastanza contenuta e la società ha già fatto buy back per circa 25 milioni di euro. Sul breve periodo, infatti, Nyrstar non dovrebbe avere problemi di liquidità avendo raccolto 120 milioni dall’emissione di un convertibile lo scorso mese di settembre (Isin BE6258011566). Soldi che saranno utilizzati per rifinanziare il bond Nyrstar CV 7% 2014 da 105 milioni (Isin BE6000211829) su cui pendeva l’incertezza della copertura finanziaria fino a poco tempo fa. Le obbligazioni non godono di alcun rating e sono negoziabili per tagli da 1.000 euro: questo fa sì che i bond siano principalmente nelle mani di piccoli investitori, più vulnerabili agli attacchi di panico rinvenenti dalle notizie negative. Ciò non significa che non vi siano dei rischi all’orizzonte. Anzi – osserva Philip Blenkinsop di ING –   economicamente l’azienda, una delle più grosse nel suo settore a livello mondiale, sta attraversando difficoltà, non solo con Talvivaara Mining, ma anche in Australia e Messico a causa del crollo delle quotazioni di argento e zinco che fanno capo principalmente al mercato automobilistico in agonia un po’ in tutto il mondo.

 

Aumento di capitale Nyrstar, ultima spiaggia?

 

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Secondo recenti indiscrezioni, Nyrstar avrebbe bisogno di capitali freschi per evitare il peggio. Una nota di Goldman Sachs specifica che il gruppo belga nel 2014 dovrà ricapitalizzare per una cifra compresa fra i 250 e i 450 milioni di euro, soprattutto in vista del possibile fallimento di Talvivaara Mining che contribuisce in maniera significativa al giro d’affari di Nyrstar in Europa. Benché i rumors siano stati seccamente smentiti dai vertici aziendali, i maggiori soci, istituzionali britannici, americani e belgi potrebbero essere chiamati a puntellare i bilanci in vista della scadenza del bond nel 2015. E le quotazioni azionarie già scontano questa eventualità. Viepiù che Nyrstar ha approvato un piano industriale lo scorso anno da 386 milioni di dollari di investimenti in una serie di progetti (25 in tutto) per migliorare la profittabilità dell’estrazione di zinco nelle miniere e, in particolare, per rilanciare le attività in Australia. Tale programma di investimenti prevede un recupero dei margini per la fine del 2014 per giungere a una netto miglioramento del giro d’affari nel 2017. Le quotazioni dello zinco sono poi destinate a salire, data l’espansione della domanda in Cina e l’esaurimento di alcuni importanti giacimenti. Secondo alcuni analisti del settore, il prezzo dello zinco è destinato quasi a raddoppiare, passando da 1.865 dollari alla tonnellata di oggi (1.390 euro/tonnellata) a circa 3.500 $/t (2.600 euro/t) nel 2016-2018 (con il cambio euro/dollaro a 1,34). [fumettoforumright]Tanto che le multinazionali minerarie, la Cina e le fonderie stanno già correndo ai ripari e stanno facendo partire la nuova corsa per accaparrarsi le riserve di questo metallo strategico. Difficile, a questo punto, pensare che tutto possa essere lasciato al caso e che Nyrstar possa essere abbandonata a un destino infelice.

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Argomenti: Obbligazioni convertibili, Obbligazioni High Yield, Obbligazioni societarie, Obbligazioni Nyrstar

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