Minibond, un mercato in forte crescita: a fine 2016 raggiunta quota 211

A fine 2016 erano ben 211 i minibond quotati su Borsa Italiana. Un record di crescita che fa ben sperare anche per i prossimi anni

di Mirco Galbusera, pubblicato il
A fine 2016 erano ben 211 i minibond quotati su Borsa Italiana. Un record di crescita che fa ben sperare anche per i prossimi anni

Il settore dei minibond festeggia l’inizio del 2017 con buone prospettive di crescita. I minibond, strumenti finanziari introdotti nel nostro ordinamento nel 2012, si sono rivelati ottime fonti di investimento alternative al tradizionale canale bancario verso le Pmi. Come noto, la crisi bancaria scoppiata nel 2008 e che si sta trascinando tuttora, ha comportato la chiusura dei rubinetti del credito verso realtà industriali di piccole e medie dimensioni.

Le Pmi si sono viste costrette a percorrere strade alternative per i loro finanziamenti, come appunto quella dei minibond, che col passare del tempo si sono rivelati strumenti finanziari di successo. Tant’è che Borsa Italiana ha creato un apposito segmento di mercato telematico per regolarne gli scambi fra investitori professionali, chiamato ExtraMot Pro.

A fine 2016 erano 211 i minibond quotati a Piazza Affari

Così, alla fine del 2016 erano ben 211 i minibond quotati sul Mercato ExtraMot Pro, cifra che ha permesso al settore di chiudere un anno proficuo.  Soprattutto nel mese di Dicembre sono state diverse le piccole e medie aziende a emettere minibond: dalla società vicentina produttrice di giostre, la Zamperla Spa, a Wolfstank System che il 23 Dicembre ha quotato 5 milioni di euro di minibond (sono per citarne alcune). Un trimestre conclusivo che ha mantenuto il trend positivo dell’intero anno. Tutti i dettagli delle emissioni degli ultimi tre mesi sono riportati nell’ultimo Barometro Minibond: Market Trend redatto da MinibondItaly.it ed EPic Sim Spa.

Minibond: il quadro sintetico delle emissioni effettuate

A fine 2016 è stato raggiunto il numero di 221 emissioni sul mercato ExtraMOT Pro per un controvalore superiore a 8,6 miliardi di euro. In riferimento alle emissioni di taglio inferiore a 50 milioni di euro, nell’ultimo trimestre, si è osservato un numero di emissioni e dei volumi in linea con il trimestre precedente continuando costante il trend di riduzione del taglio medio (8,4 milioni di euro al 31.12.2016), della cedola media (5,34% al 31.12.2016) della maturity media (5,5 anni al 31.12.2016). Molte azioende, soddisfatte dello strumento di finanziamento, sono tornate sul mercato dei minibond nel corso degli ultimi trimestri. E’ infatti in crescita il numero di emissioni da parte di società che avevano già fatto ricorso allo strumento minibond. In questo ultimo trimestre si segnalano le emissioni di Ferrarini S.p.a., IMI Fabi S.p.a, Boni S.p.a., Faro Soc. Coop. Agricola e Gruppo PSC S.p.a. Fra i vari settori di nicchia, c’è da registrare l’incremento di minibond nel settore Industrial e del Construction per effetto dell’emissione di ICM S.p.a. con un controvalore pari a 24 milioni di euro. Complessivamente, dando uno sguardo all’allocazione geografica, permane una spiccata concentrazione delle emissioni nelle regioni del Nord Italia

 

L’identikit aggiornato del minibond sotto €50 M è il seguente:

 

–              Taglio medio €8,4 M

–              Scadenza media: 5,5 anni

–              Struttura del rimborso: 46% bullet (tutto a scadenza) / 54% con piano di ammortamento

–              Cedola media annua: 5,34%

–              Fatturato medio emittente: €100,2 M

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Argomenti: Minibond