Minibond, superata quota 5,2 miliardi di euro a settembre

I minibond quotati su ExtraMOT sono saliti 134. Tutte le caratteristiche dei prestiti destinati destinati alle Pmi

di Mirco Galbusera, pubblicato il
I minibond quotati su ExtraMOT sono saliti 134. Tutte le caratteristiche dei prestiti destinati destinati alle Pmi

Proseguono speditamente i collocamenti di minibond. Sull’ExtraMotPro di Borsa Italiana a fine settembre è stata raggiunta quota 134 emissioni obbligazionarie quotate per un controvalore di poco superiore ai 5,2 miliardi di euro, di cui 114 emissioni per 1,07 miliardi di taglio inferiore ai 50 milioni (cioè i veri minibond). Al 30 aprile di quest’anno, i titoli quotati erano 111 per un controvalore di 5 miliardi di euro. Lo calcola l’ultimo Barometro Minibond di MinibondItaly.it ed Epic sim pubblicato ieri, che precisa che nel terzo trimestre 19 su 20 emissioni appartengono a questa fascia, con un taglio medio di 9,4 milioni di euro, scadenza media di 5,5 anni e cedola media 5,65%.  Il 51% dei veri minibond ha struttura amortizing, cioè prevede il rimborso periodico del capitale, e solo 19% prevede garanzie o rating. Da segnalare infine che il 26,1% dei minibond in termini di valore è stato emesso da società venete, il 22,1% da società lombarde e il 16,4% da aziende dell’Emilia Romagna. Ma cosa sono i minibond?     I minibond sono obbligazioni o titoli di debito a medio-lungo termine emessi da piccole e medie imprese (PMI) non quotate, destinate a piani di sviluppo, ad operazioni di investimento straordinarie o di refinancing. Permettono alle PMI di aprirsi al mercato dei capitali, riducendo la dipendenza dal credito bancario.   La Legge sui Minibond   Con i due Decreti Sviluppo del 2012 (Decreto Legge 22 giugno 2012, n. 83, recante misure urgenti per la crescita del Paese, convertito in Legge con modificazioni il 7 agosto 2012; Decreto Legge 18 ottobre 2012, n.179 convertito in Legge con modificazioni il 17 dicembre 2012) sono stati rimossi i principali ostacoli di natura civilistica e fiscale che di fatto precludevano alle PMI la possibilità di emettere obbligazioni per raccogliere risorse finanziarie, privandole di qualsiasi reale alternativa alla strada tradizionale dell’indebitamento bancario. In virtù di questi interventi le PMI non quotate possono oggi emettere minibond sul mercato obbligazionario alle medesime condizioni delle società quotate in Borsa e dei “grandi emittenti”. Con il Decreto Destinazione Italia del 2013 (Decreto Legge 23 dicembre 2013, n. 145) sono state poi introdotte ulteriori misure per favorire l’utilizzo dei minibond da parte delle imprese italiane e la loro diffusione fra gli investitori. Nel dettaglio: è stata resa meno onerosa l’accensione di garanzie accessorie, facilitando l’emissione di obbligazioni in forma secured; è stata favorita la costituzione di fondi specializzati o di società di cartolarizzazione per sostenere l’aggregazione e la selezione professionale di portafogli di minibond su cui sollecitare il mercato dei capitali; sono state create le condizioni per incrementare strutturalmente la quota di investimenti in questa nuova asset class da parte di soggetti istituzionali come le compagnie di assicurazione, i fondi pensione e le casse di previdenza dei professionisti. Ulteriori facilitazioni sono state introdotte dal Decreto Crescita e Competitività (Decreto legge del 24 giugno 2014, n. 91, come modificato dalla legge di conversione del 11 agosto 2014, n. 116).   Caratteristiche principali dei minibond:  

  • durata non inferiore a 36 mesi;
  • destinati alla sottoscrizione esclusivamente tra investitori professionali (istituzionali e privati qualificati ai sensi MiFID/Consob);
  • possibilità di dematerializzazione dei titoli e di quotazione su mercati regolamentati e sistemi multilaterali di negoziazione.
Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Nuove emissioni, collocamenti, Obbligazioni High Yield, Obbligazioni societarie

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.