Minibond: raggiunta quota 292 emissioni di cui 165 quotati in borsa

Prosegue positivamente il trend di collocamento di minibond. 106 emissioni nel 2016 per un valore di 3,57 miliardi

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Prosegue positivamente il trend di collocamento di minibond. 106 emissioni nel 2016 per un valore di 3,57 miliardi

Continua la crescita del mercato dei Minibond: 106 le emissioni nel 2016, per un valore di 3,57 miliardi di euro. Questi alcuni numeri della terza edizione del Report italiano sui minibond, presentato dalla School of Management del Politecnico di Milano.

Il numero delle emissioni continua a crescere – spiega Giancarlo Giudici, Direttore scientifico dell’Osservatorio Mini-bond della School of Management del Politecnico di Milano – così come aumenta il numero delle imprese, soprattutto Pmi, che sperimentano questa opportunità di diversificazione delle fonti di finanziamento“.

 

Minibond: raggiunta quota 292 emissioni

 

Il campione della ricerca può ormai contare su 292 emissioni (245 sotto i 50 milioni di euro) da novembre 2012 a dicembre 2016, effettuate da 222 imprese, 104 delle quali sono Pmi. Il 2016 ha contribuito con 106 emissioni (89 sotto i 50 milioni), con un controvalore totale di 3,57 miliardi.

Nel solo 2016 le emittenti sono state 88,21 in più rispetto al 2015, e 74 si sono affacciate sul mercato per la prima volta“, continua Giudici. “La collocazione geografica evidenzia una netta prevalenza delle regioni del Nord: il 2016 ha visto il forte recupero della Lombardia rispetto al 2015, con ben 29 emittenti, e un aumento del Centro, con 19 emittenti. Il settore prevalente è il manifatturiero. Anche quest’anno nel Report proponiamo una serie di analisi su dati e statistiche: la disponibilità dei bilanci successivi all’emissione dei mini-bond da parte delle Pmi ‘pioniere’, quelle che si sono attivate nel 2013 e nel 2014, consente infatti di evidenziare in che modo effettivamente il capitale sia stato impiegato dopo il collocamento dei titoli, in genere per rifinanziare altri debiti o per nuovi investimenti“.

 

Trend in continua ascesa per i minibond

 

L’industria dei minibond ha confermato nel 2016 lo sviluppo costante evidenziato già nei report precedenti e iniziato nel 2012 in risposta alle difficoltà causate dalla crisi finanziaria. Questo, spiega una nota, nonostante lo scorso anno si sia registrato un miglioramento delle condizioni di accesso al credito, accreditando l’opzione del minibond quale fonte di finanziamento alternativa e complementare.

 

6 miliardi di euro di minibond quotati in Borsa

 

Il 2016 ha sancito inoltre la progressiva crescita della piattaforma di scambio ExtraMOT PRO, gestita da Borsa Italiana, che ha consentito alle imprese di individuare un mercato secondario ‘adatto’ per i minibond, con procedure di ammissione semplici, rapide e poco costose, e da poco tempo anche di accedere alla piattaforma OPS per il collocamento iniziale dei titoli. A fine anno i titoli quotati erano 165 per un controvalore nominale complessivo di oltre 6 miliardi di euro, pur con scambi ridotti data la logica ‘buyand-hold’ di molti investitori specializzati.

 

Italia, un esempio per il resto d’Europa

 

Rispetto all’Europa, l’esperienza italiana si conferma come uno dei punti di riferimento. In altri paesi, come ad esempio come Regno Unito e Germania, la possibilità di collocare minibond anche presso il pubblico degli investitori retail ha incentivato fenomeni di opportunismo e le numerose insolvenze hanno messo a repentaglio la fiducia degli investitori.

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Argomenti: Minibond