Minibond, quel porto sicuro

Il mercato dei minibond non è attaccato dalla speculazione e l'accesso al segmento Extramot Pro è riservato a pochi investitori

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Il mercato dei minibond non è attaccato dalla speculazione e l'accesso al segmento Extramot Pro è riservato a pochi investitori

È un paradosso, ma proprio mentre i liquidissimi Btp sono nella bufera, i minibond e gli altri strumenti di debito privato sono al riparo dalle vendite compulsive di questi giorni. Che le transazioni sul mercato ExtraMot Pro non ci siano per nulla o quasi, insomma, si sta rivelando un vantaggio per sottoscrittori ed emittenti.

Qui si parla di economia reale vera, scrive Milano Finanza, che non dipende dai capricci dei mercati, almeno fino a quando l’impatto dell’incertezza politica o di una certezza che ai mercati non piace, non si dovesse tradurre in un salto definitivo al rialzo dei tassi di mercato richiesti alle aziende dalle banche e dagli investitori in occasione di nuove operazioni o di rifinanziamenti. Nel frattempo, però, i titoli di debito di questo tipo, che sono già stati emessi e collocati, sono ben custoditi nei portafogli degli investitori specializzati, che di norma li sottoscrivono in emissione e poi li tengono sino a scadenza.

Dall’inizio dell’anno sino alla fine di maggio, si calcola che le società italiane non quotate (o le loro holding estere) abbiano già emesso oltre 1,6 miliardi di euro di bond, spalmati su 30 diverse emissioni, di cui quattro con dimensioni superiori ai 100 milioni di euro (Fedrigoni, due bond Teamsystem e Twinset), una da dimensioni intermedie tra i 50 e i 100 milioni (Business Integration Partners) e il resto dai 50 milioni in giù, quindi quelli più riferibili a piccole e medie imprese, i veri minibond.

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Minibond

I commenti sono chiusi.