Mercato azionario europeo più promettente di quello dei bond

I grandi investitori acquistano azioni europee. Quelle USA sono troppo tirate, mentre il settore obbligazionario in Europa resta drogato dalla Bce

di Mirco Galbusera, pubblicato il
I grandi investitori acquistano azioni europee. Quelle USA sono troppo tirate, mentre il settore obbligazionario in Europa resta drogato dalla Bce

Meglio investire in bond o in azioni? Come rimodulare i propri portafogli alla luce delle recenti decisioni di Bce e Fed riguardo alle prospettive di crescita economica e di inflazione?  A queste domande hanno risponde Thomas de Saint-Seine, CEO and Head of Equities, RAM AI.

 

Le prospettive per l’azionario europeo continuano al momento a essere positive con un outlook basato su tre fattori. In primo luogo, ci sono stati miglioramenti macro nei mercati del Vecchio Continente, a indicare che gli utili per azione (EPS) dovrebbero essere in linea, o superiori, alle attese. Allo stesso tempo, gli indici PMI rimangono solidi. In secondo luogo, il quadro politico è diventato più rassicurante per gli investitori, soprattutto dopo le elezioni francesi e olandesi, e le elezioni locali in Germania. Terzo, gli investitori si stanno concentrando sui fondamentali, creando un contesto favorevole per gli stock picker e indicando che l’azionario europeo dovrebbe continuare a sovraperformare.

Migliorano gli indicatori economici europei

 

Gli indici PMI per l’Eurozona sono molto alti, osserva Thomas de Saint-Seine: ciò suggerisce che lo slancio sta migliorando e che le prospettive per gli utili dovrebbero crescere nei prossimi mesi. In effetti, vi è un forte collegamento tra momentum degli utili e degli indici PMI. Sin qui nel 2017, la tendenza dell’indice MSCI EURO è chiaramente migliorata, indicando che le attese degli analisti per la crescita del 2017 e del 2018 dovrebbero essere rispettate. Ciò riflette anche la politica della BCE, che ha contribuito a migliorare il quadro generale dell’area della moneta unica.

La vittoria di Macron in Francia

 

La vittoria di Macron in Francia – prosegue Thomas de Saint-Seine – è stata una sorpresa positiva, una delle prime negli ultimi quattro anni per il Vecchio Continente. I risultati politici che i mercati vedono in maniera positiva o rassicurante stanno aiutando a creare un contesto allettante per gli investitori – nonostante i negoziati su Brexit, l’attuale incertezza per il tumulto politico nel Regno Unito, la possibilità di elezioni anticipate in Italia. Lo scorso anno, i flussi di capitale sull’azionario europeo hanno mostrato un segno negative, a causa di una combinazione tra i timori su Brexit e altre incertezze politiche. Quest’anno, i deflussi si sono fermati e i capitali stanno tornando a fluire sull’asset class.  Questa tendenza è visibile anche per la nostra strategia sull’azionario europeo, che ha visto una maggior domanda e sottoscrizioni in terreno positivo. L’outlook è sempre più in miglioramento e ci aspettiamo maggiori afflussi. Tale trend è visibile in particolare sui fondi di investimento del segmento small&mid cap.

 Azioni europee più promettenti di quelle USA

 

L’azionario europeo resta anche allettante rispetto ai listini americani – dice Thomas de Saint-Seine –  oppure comparando il rendimento da dividendo medio (3,4%) al rendimento di benchmark obbligazionari (come il Bund 10 anni, circa 0,25%). Inoltre, gli investitori stranieri continueranno a preferire l’azionario europeo, dato lo slancio positivo e il miglioramento del quadro economico.

I fondi aumentano il peso sulle azioni europee

 

Per quanto riguarda l’asset allocation, da inizio anno la nostra strategia dedicata all’azionario europeo – conclude Thomas de Saint-Seine – ha aumentato il peso sull’Europa continentale, incluse Italia, Francia, Germania e Svizzera, alle spese del Regno Unito. Questa decisione è stata influenza dal miglioramento di alcuni mercati, come proprio l’Italia. L’elevata dispersione dei fondamentali dei titoli nel settore industriale lo rende interessante per le nostre strategie long-only, poiché troviamo diversi titoli allettanti sotto il profilo growth/momentum e value, specialmente nei Paesi scandinavi. Proprio la Svezia rimane la maggiore posizione sovrappesata, mentre l’attuale trend fondamentale negativo pesa su numerose società small & mid cap britanniche, motivo del significativo sottopeso sull’asset class.

 

Tuttavia, le valutazioni non paiono particolarmente “economiche” dopo anni di ritorni positivi e, di conseguenza, è sempre più cruciale essere selettivi e identificare le società con fondamentali solidi e qualità intrinseche. L’Europa è dunque interessante sia da una prospettiva long-only che long/short, con l’approccio di stock picking che dovrebbe premiare gli investitori nel 2017.

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Argomenti: Macroeconomia

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