Mercati impazziti: rendimento sottozero per le obbligazioni Efsf

Il fondo salva stati ha raccolto 1,49 miliardi di euro offrendo un rendimento negativo per sei mesi. La paura nell’eurozona spinge gli investitori a comportamenti folli

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Il fondo salva stati ha raccolto 1,49 miliardi di euro offrendo un rendimento negativo per sei mesi. La paura nell’eurozona spinge gli investitori a comportamenti folli

La paura fa novanta e i mercati sono irrazionali al punto che molti investitori sono arrivati follemente a pensare che sia meglio perdere poco piuttosto che tanto. La decisione della BCE di azzerare i tassi overnight sui depositi bancari ha accentuato la tendenza dei “tassi zero” in molti paesi dell’eurozona, non solo in Germania. Le recenti emissioni governative hanno spinto i rendimenti al tappeto sulla parte breve della curva anche in Austria, Francia, Finlandia e Belgio, oltre che in Svizzera dove il franco si sta rivelando moneta rifugio più che ai tempi della guerra fredda. Ma alla follia finanziaria non c’è limite. Recentemente il fondo salva-stati europeo (Efsf), ovvero European Financial Stability Facility, ha emesso per la prima volta da quando è in vigore un bond con un tasso negativo per i bills a 6 mesi (l’equivalente del Bot italiano).

Bond EFSF: rendimento negativo

Come riferisce una nota di Reuters il fondo salva-stati ha collocato pochi giorni fa quasi 1,49 miliardi di euro di titoli a 6 mesi a un prezzo di 100,00595 che equivale a un rendimento di -0,0113% con richieste che sono giunte da ogni angolo del pianeta per oltre 4,4 miliardi di euro, cioè oltre tre volte l’offerta. Da notare che nella precedente asta del mese di giugno, invece, l’Efsf aveva emesso 1,5 miliardi di euro di titoli semestrali a un rendimento decimale dello 0,1421%, che era risultato già più basso rispetto alla precedente asta. Come si può giustificare un simile comportamento da parte dei mercati? Cosa spinge gli investitori e regalare soldi al sistema?

 

Il paradosso dei rendimenti negativi dell’eurozona 

 

 

Il rendimento negativo dei titoli percepiti come sicuri dagli investitori è una delle conseguenze paradossali nate con la crisi dell’euro – spiega Kenneth Robertson di JP Morgan, strategist per il mercato obbligazionario europeo – e i continui allarmismi che giungono da ogni angolo del continente con una frequenza ormai più che quotidiana non fanno altro che alimentare questo fenomeno.

Al punto che – secondo il governatore della Banca di Francia, Christian Noyer – i tassi negativi sono percepiti ormai come “il segno di un’inefficienza dei mercati” e il fenomeno sembra diventato irreversibile nel breve periodo se non dovesse succedere qualcosa che possa ribaltare radicalmente le sorti di paesi in difficoltà come la Spagna e l’Italia il cui default è dietro l’angolo. E il fenomeno si sta amplificando dato che sono sempre meno i paesi “core” o “semi-core” in grado di mantenere la tripla AAA in Europa come grado di affidabilità tale da soddisfare le esigenze dei fondi d’investimento.

 

Molti fondi pensione sono obbligati a perdere soldi  con conseguenze negative sui risultati finali

Ma oltre all’avversione al rischio, esistono anche dei motivi tecnici non trascurabili che spingono gli investitori a  comprare bond con rendimento nullo o negativo. Fra questi, i vincoli regolamentari a cui sono soggetti i fondi di investimento e i fondi pensione che per statuto sono obbligati ad acquistare asset “sicuri” con rating AAA delle tre principali agenzie di rating (S&P, Moody’s, Fitch). Paradossalmente, però, queste imposizioni tendono a ripercuotersi in senso ancor più negativo sulle performance dei fondi, dato che ai risultati periodici vanno contabilizzati anche i costi di gestione dei fondi stessi che variano a seconda della tipologia e dei contratti, ma che comunque incidono.

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