Mercati emergenti: Kenya lancia bond high yield da 2 miliardi

E’ la più grande emissione obbligazionaria africana. Cedole elevate e rating B+ per un paese in forte espansione economica

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E’ la più grande emissione obbligazionaria africana. Cedole elevate e rating B+ per un paese in forte espansione economica

Prosegue la corsa alle emissioni governative dei paesi emergenti. Fra questi non mancano di certo gli stati africani, soprattutto quelli dell’area sub sahariana, considerata fino al secolo scorso una delle più critiche dal punto di vista economico. Il record segnato lo scorso anno di emissioni governative di questi stati ha suggellato l’inizio di una nuova era – o meglio di una nuova frontiera come la definisce il Wall street Journal – soprattutto per la finanzia internazionale, a caccia di terre inesplorate e potenzialmente profittevoli su cui investire. Complice anche il calo dei tassi d’interesse sui mercati internazionali, gli investitori si sentono oggi meno insicuri a prestare denaro a paesi in via di sviluppo, dopo che la crisi globale dell’economia e dei consumi ha messo a nudo tutte le debolezze delle economie più avanzate. Il recente successo del collocamento di un eurobond high yield da 1 miliardo di dollari da parte dello Zambia, sta così spalancando le porte anche ad altri paesi africani. Come il Kenya che ha prezzato in settimana un’emissione governativa da ben 2 miliardi di dollari raccogliendo ordini da tutto il mondo quattro volte superiori.   Obbligazioni Repubblica del Kenya 2019 e 2024 a tasso fisso in dollari   [fumettoforumright]Con una operazione coordinate da Barclays, JP Morgan, QNB Capital and Standard Bank, la Repubblica del Kenya è riuscita a rastrellare ben 2 miliardi di dollari sul mercato dei capitali. Un record per l’Africa. L’offerta, riservata a investitori istituzionali, ha visto la partecipazione di numerosi fondi d’investimento high yield che hanno fatto salire l’asticella della domanda fino a 8 miliardi di dollari. Nairobi ha venduto il bond in due tranche, una a cinque anni e una a dieci. Entrambe sono state prezzate alla pari, ma la più corposa, quella a 10 anni, è stata venduta per 1,5 miliardi di dollari. Il rendimento offerto per il bond Kenya 6,875% 2024 (Isin XS1028952403) è stato del 6,875%, più basso rispetto alla guidance iniziale, e prevede il pagamento di una cedola fissa su base semestrale il 12 giugno e il 12 dicembre di ogni anno. Il rendimento offerto dall’altro titolo, il bond Kenya 5,875% 2019 (Isin XS1028951850), è inferiore di 100 bp, e prevede anch’esso il pagamento di una cedola fissa su base semestrale il 12 giugno e il 12 dicembre di ogni anno. Entrambe le emissioni saranno presto quotate alla borsa di Londra e sono negoziabili per importi minimi di 200.000 dollari. Sul mercato OTC, comunque, i titoli scambiano in rialzo del 2% circa. Il rating dei bond Kenya è B+ per Standard & Poor’s e Fitch.   Kenya, analisi del quadro socio-economico   Il Kenya, indipendente dal 1963, è considerato dagli economisti uno dei paesi africani in più forte espansione e vanta una crescita economica invidiabile.

Diversa è però la distribuzione del reddito. Il benessere di pochi (2%), infatti, è pagato con la miseria di molti (circa il 50% della popolazione vive sotto il livello di povertà). Le previsioni sull’andamento dell’economia del Kenya sono positive, osserva il Ministero degli Affari Esteri. Per i prossimi tre anni è prospettata una crescita tra il 5% e il 6%, sostenuta da un’ulteriore espansione dei servizi bancari e del settore delle telecomunicazioni, dagli investimenti nel piano di ammodernamento delle infrastrutture, dalle riforme in ambito commerciale e istituzionale e da una maggiore integrazione regionale. Questo scenario di crescita dovrebbe essere sostenuto dal consolidamento e dall’ulteriore incremento della classe media. La crescita dell’economia keniana non mancherà di evidenziare le carenze strutturali di questo sistema, soprattutto nei settori del trasporto, della logistica e dell’energia. Il nuovo governo, uscito vincente dalle elezioni del marzo 2013, rimarrà fortemente impegnato nell’attuazione di politiche volte a favorire la crescita del libero mercato attraverso privatizzazioni e liberalizzazioni. Si prevedono riforme strutturali volte a rafforzare ulteriormente il settore bancario e finanziario privato e importanti investimenti nel settore delle infrastrutture.

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