Mercati Emergenti e di Frontiera in saldo

Analisi sui primi sei mesi dei mercati emergenti e di frontiera a cura di Peter Elam Håkansson, Chairman and Chief Investment Officer di East Capital

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Analisi sui primi sei mesi dei mercati emergenti e di frontiera a cura di Peter Elam Håkansson, Chairman and Chief Investment Officer di East Capital

Il secondo trimestre del 2018 è stato molto impegnativo per la maggior parte dei mercati emergenti e di frontiera. I relativi indici MSCI hanno contratto rispettivamente una riduzione del 2,5% e 10,1%. In un mondo travolto da turbolenze geopolitiche, le dispute commerciale scatenate dagli USA e protratte, hanno innescato il sentiment negativo, il che ricade duramente sui mercati emergenti.

Un rafforzamento del dollaro e un irrigidimento delle politiche monetarie globali stanno incrementando la fuoriuscita dei flussi dai mercati emergenti. Il complesso percorso della Brexit e i più deboli indicatori economici in Europa non hanno di certo aiutato il contesto. Inoltre, nel secondo trimestre, alcuni mercati sono stati duramente colpiti da specifici sviluppi interni, come le elezioni in Turchia e le conseguenti sofferenze economiche, il brusco rallentamento della crescita in Brasile e il picco dell’inflazione. La volatilità del mercato azionario è tornata e alcune valute sono state sottoposte a forti pressioni, come ad esempio il peso argentino, la cui caduta ha portato a un accordo di salvataggio del FMI.

In termini di riforme e sviluppi dei mercati azionari, il secondo trimestre sarà ricordato come il periodo di inclusione delle azioni A shares, le azioni cinesi onshore, all’interno dell’indice MSCI, così come la decisione del riequilibrio dell’indice per garantire la promozione dell’Argentina allo status di mercato emergente e inoltre, includere anche il mercato saudita nell’Indice dei mercati emergenti. E gli investitori, inclusi noi stessi, stanno seguendo da vicino il lancio, in sospeso, del China Depositary receipts, con la prima serie di società da selezionare tra le industrie strategiche emergenti. Questo è un luogo in cui la geopolitica e lo sviluppo dei mercati finanziari convergono, dal momento che i cinesi hanno ora compreso chiaramente che la guerra commerciale riguarda sempre più le tecnologie o che controllerà i motori di crescita di domani.

La lista delle incertezze è estesa: la Brexit si avvicina alla scadenza, i processi di sicurezza obsoleti vengono messi in discussione, il commercio globale colpito dalle tariffe “forfettarie”, e le elezioni in Pakistan e Brasile sono tutti tra gli eventi che monitoriamo. L’ambiente attuale è davvero sfidante, ma ci piace concentrarci su ciò che indica la bussola: i mercati emergenti e di frontiera sono valutati in modo attraente, con multipli di circa 25% di sconto sui mercati sviluppati, mentre i fondamentali macroeconomici, inclusi crescita, inflazione ed equilibri esterni nella maggior parte dei mercati rimangono sani. Sul campo, continuiamo a trovare investimenti entusiasmanti e sostenibili che costituiscono il nucleo dei nostri portafogli.

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Mercati Emergenti

I commenti sono chiusi.