Mercati emergenti: Argentina, Turchia e Indonesia sono gli osservati speciali

Maarten-Jan Bakkum, Senior Emerging Markets Strategist di NN Investment Partners si interroga sullo stato di salute dei mercati emergenti

di Enzo Lecci, pubblicato il
Maarten-Jan Bakkum, Senior Emerging Markets Strategist di NN Investment Partners si interroga sullo stato di salute dei mercati emergenti

Ci sono i mercati emergenti al centro di un report redatto da Maarten-Jan Bakkum, Senior Emerging Markets Strategist di NN Investment Partners. Secondo l’analista la propensione al rischio degli investitori per gli emergenti è stata determinata principalmente da un’inflazione favorevole, che negli ultimi quattro anni ha oscillato in un range ristretto del 3%-4%. Forti afflussi di capitali, afferma l’esperto, hanno rafforzato le valute dei mercati emergenti e consentito alle banche centrali di raggiungere i target di inflazione riducendo al tempo stesso i tassi di interesse. Questo ciclo virtuoso è stato interrotto prima dal forte rialzo del prezzo del petrolio e poi dall’apprezzamento del dollaro americano.

A questo punto, prosegue l’analisi, la maggior parte dell’attenzione è adesso focalizzata su tre paesi: Argentina, Turchia e Indonesia. A causa dei notevoli squilibri macroeconomici e/o dei timori circa l’adozione da parte della classe politica di un percorso politico meno ortodosso, le rispettive banche centrali sono state sottoposte a forti pressioni. In Argentina, dove tali pressioni sono stati maggiori, le autorità hanno reagito con tre rialzi dei tassi di interesse di 13 punti percentuali in totale e – molto importante –  con un ulteriore inasprimento fiscale.

Ciò risulta fondamentale dal momento che il lento aggiustamento fiscale degli ultimi anni non è riuscito a ridurre materialmente l’inflazione, in quanto le autorità hanno continuato a stampare moneta per finanziare il deficit. Si spera, aggiunge l’esperto, che la credibilità del governo argentino e i tassi d’interesse elevati siano sufficienti a stabilizzare il peso. Si tratta di un aspetto cruciale poiché, con un deprezzamento più brusco, il tasso d’inflazione si impennerebbe verso livelli molto difficili da controllare.

La soluzione alla vulnerabilità dell’Argentina sta nella riforma fiscale, ribadisce Maarten-Jan Bakkum. Riteniamo positivo che le autorità abbiano optato per un ulteriore inasprimento quando la pressione è aumentata. Un altro segnale positivo è che l’importante riforma del mercato dei capitali sarà approvata prima del previsto. Infine, il governo ha annunciato che sta negoziando con il FMI per ottenere supporto economico. La prospettiva di un pacchetto di aiuti da parte del FMI subordinato a condizioni di politica economica dovrebbe contribuire anche a riottenere fiducia.

In Turchia e Indonesia, le banche centrali continuano a resistere alla crescente pressione dei mercati ad aumentare i tassi d’interesse. In questi paesi le riserve valutarie sono molto più ampie rispetto a quella dell’Argentina, ma spendere miliardi di dollari a settimana per difendere il cambio non è sostenibile in questo contesto. I mercati stanno chiaramente mettendo alla prova i tre paesi più vulnerabili. Questo è anche un segnale di avvertimento per gli altri mercati emergenti che non stanno facendo abbastanza, come le Filippine, Colombia Brasile e Sud Africa che continuano a rinviare le riforme necessarie. In questo contesto, conclude l’esperto, va segnalato che le elezioni politiche in Brasile a ottobre saranno probabilmente l’evento più importante. nei mercati emergenti per questo 2018.

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Argomenti: Mercati Emergenti