Mercati di frontiera e crescita secolare. Dove e come investire

I rendimenti dei bond dei mercati di frontiera superano l'8%. Cosa caratterizza l'interesse degli investitori in queste aree emergenti?

di Mirco Galbusera, pubblicato il
I rendimenti dei bond dei mercati di frontiera superano l'8%. Cosa caratterizza l'interesse degli investitori in queste aree emergenti?

I mercati di frontiera sono la prossima generazione dei mercati emergenti. Questi mercati comprendono alcune delle popolazioni più giovani e in più rapida crescita del mondo, con interessanti storie di riforma e convergenza economica simili a quelle a cui abbiamo assistito negli ultimi 2-3 decenni nei mercati emergenti. L’universo è spesso frainteso, trascurato e sottoinvestito dagli investitori globali. Di conseguenza, c’è pochissimo denaro istituzionale investito nei mercati di frontiera, fra i quali mercati promettenti come Nigeria, Pakistan, Egitto, Romania e Vietnam.

Il nostro approccio agli investimenti è senza restrizioni, ci focalizziamo sulle società più che sui paesi. Detto ciò – Emre Akcakmak, Membro del team di gestione di East Capital – preferiamo investire nei mercati in cui pensiamo che solide aziende possano avere l’opportunità di intraprendere una crescita secolare grazie a un continuo miglioramento del quadro normativo e operanti in un ambiente economico stabile per la crescita del business.

 

La crescita secolare dei mercati di frontiera

 

Quando si parla di mercati di frontiera una delle domande più comuni è se esista o meno una correlazione tra la crescita del PIL e la performance del mercato azionario. La verità si trova probabilmente nel mezzo; la correlazione non è così forte nel breve termine, ma è molto significativa nel lungo – un argomento questo che va a sostegno della nostra filosofia d’investimento a lungo termine. Crediamo – prosegue Akcakmak – che sia più premiante investire in mercati che mostrano una crescita economica continua e organica, piuttosto che in mercati dalla crescita più lenta o instabile. Una crescita sostenibile è anche di supporto alla transizione della classe media verso un modello di consumo discrezionale, che a sua volta si traduce in benefici per i servizi finanziari e per le società che producono beni di consumo di alta qualità. Per quanto riguarda i rischi, la maggior parte degli aspetti a cui prestare attenzione nei mercati di frontiera sono simili a quelli dei mercati emergenti. Si tratta principalmente di rischi politici, legati alle relazioni internazionali, valutari e di governance aziendale. Siamo sempre in viaggio nei mercati in cui investiamo per monitorare, capire e possibilmente ridurre i rischi intraprendendo azioni rilevanti nelle scelte di investimento.

 

Egitto, Vietnam e Sri Lanka

 

Cerchiamo realtà relativamente semplici – precisa Akcakmak – che beneficiano di trend di crescita secolare. Ci interessano quindi i beni di prima necessità e i discrezionali, che rispondo ai crescenti bisogni della classe media in crescita. La spesa discrezionale è particolarmente interessante in quanto le aziende in questione sono solitamente interessate da una crescita esponenziale dopo che i consumatori hanno superato determinato livelli di reddito. Interessante anche il settore bancario, in quanto vi sono diversi casi in cui la penetrazione bancaria è bassa. Le attività di banca retail, in particolare, offrono un ampio margine di crescita. Cerchiamo di mantenere un buon livello di diversificazione nella nostra esposizione bancaria, investendo in mercati che vanno dall’ Egitto al Vietnam allo Sri Lanka. Vediamo positivamente anche il settore sanitario, che dovrebbe trarre vantaggio dai continui cambiamenti demografici e dalle aspettative di vita – più lunga e di migliore qualità – nei mercati di frontiera.

Cerchiamo – conclude Akcakmak – di fare in modo che ogni singolo titolo in cui investiamo abbia una storia specifica. Tra queste, una banca egiziana di medie dimensioni, Credit Agricole Egypt, il cui RoE è sempre più elevato rispetto a quasi tutti i suoi pari. La banca offre un elevato dividend yield (8% nel 2018) e valutazioni attraenti, con un rapporto prezzo/utile pari a 7,5 per l’anno in corso. Un altro esempio è il gruppo sanitario rumeno Medlife, i cui ricavi crescono di oltre il 20% l’anno, in linea con i trend positivi dell’healthcare nel Paese. Inoltre, i negozi di generi alimentari Al Othaim in Arabia Saudita e Label Vie Morocco, così come i produttori alimentari come Vinamilk in Vietnam e Nestle in Nigeria, sono tra le società che riteniamo rappresentino ottime opportunità per acquisire esposizione alle grandi e dinamiche popolazioni di questi Paesi.

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Argomenti: Mercati Emergenti