Meglio preferire i bond corporate a quelli governativi secondo Raiffeisen

Andreas Riegler, responsabile obbligazionario di Raiffeisen Capital Management, ritiene che la fine del QE europeo sia ormai imminente

di Enzo Lecci, pubblicato il
Andreas Riegler, responsabile obbligazionario di Raiffeisen Capital Management, ritiene che la fine del QE europeo sia ormai imminente

Secondo Andreas Riegler, responsabile obbligazionario di Raiffeisen Capital Management, la fine del QE europeo sembra essere ormai imminente. L’analista ritiene che dopo oltre tre anni, l’Eurozona sta per entrare nella fase finale del programma di acquisto di asset che fu avviato dalla Banca Centrale Europea nel lontano marzo 2015. Come certamente si ricorderà l’importo del programma, inizialmente pari a 60 miliardi mensili, è salito nel 2016 a 80 miliardi per poi scendere nuovamente a 60 miliardi nel secondo trimestre del 2017 e a ridursi ancora a 30 miliardi di euro all’inizio di quest’anno. Secondo l’analista durante l’ultima conferenza stampa di Draghi è emersa una rottura rispetto alla tendenza passata. La Bce, infatti, ha cancellato a sorpresa la formula con cui si era finora impegnata a espandere il piano di quantitative easing nel caso di un peggioramento delle prospettive. Proprio in considerazione di questa importante novità, Riegler afferma che “dopo l’ultimo meeting, la Banca Centrale Europea si è limitata a indicare che intende effettuare gli acquisti netti di attività, al ritmo mensile di 30 miliardi di euro, sino a fine settembre 2018, o anche oltre se necessario“.

Proseguendo poi con la sua analisi, l’esperto afferma che “dovremo aspettare fino al secondo trimestre del 2019 per vedere il primo rialzo dei tassi da parte della Banca centrale, e anche dopo questo il processo sarà graduale. Per quanto riguarda l’impatto sugli investimenti, chi è in cerca di rendimento continuerà a preferire i prodotti a spread rispetto ai prodotti di tasso, mentre ci aspettiamo che le obbligazioni societarie continueranno a sovraperformare rispetto ai titoli di Stato”. Nell’ambito dei bond investment grade, l’analista di Reiffeisen continua a privilegiare le scadenze di breve e medio termine mentre “ul lato dei corporate bond ci aspettiamo una leggera sovraperformance sia dei covered bond sia dei corporate bond rispetto al bund” ha affermato Riegler che poi ha anche aggiunto che “i titoli finanziari sono scambiati con un piccolo premio di 10 punti base al di sopra di titoli non finanziari analoghi con rating simili. Riteniamo che questo livello sia equo, ma non eccessivamente economico”.

 

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Argomenti: Macroeconomia, Obbligazioni in valuta, Obbligazioni societarie, Titoli di Stato Esteri

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