Mediobanca lancia bond covered a 10 anni: le prime indiscrezioni

Tutto esaurito anche per il prestito obbligazionario benchmark di Piazzetta Cuccia che raccoglie ordini per oltre 1 miliardo di euro. I soldi serviranno da collaterale per i prestiti della BCE

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Anche Mediobanca si lancia nel mercato obbligazionario dei covered bond. Con un’operazione gestita da Barclays, Commerzbank, SG CIB e UniCredit , oltre alla stessa Mediobanca, l’istituto di Piazzetta Cuccia ha lanciato un covered bond a 10 anni garantito da mutui immobiliari residenziali di alta qualità. L’emissione ha carattere benchmark, dunque con un obiettivo di raccolta di almeno 500 milioni di euro mentre la guidance di prezzo è di 160/165 punti base sopra il midswap. Il collocamento giunge dopo il successo di altre due importanti emissioni obbligazionarie bancarie della stessa natura effettuate in settimana da UBI banca e Banca Popolare dell’Emilia Romagna che complessivamente hanno raccolto 2 miliardi di euro.

 

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Quella di Mediobanca dovrebbe attestarsi intorno ai 750 milioni – riferisce un operatore che segue il collocamento presso investitori istituzionali italiani e stranieri: il book ha già superato ampiamente il miliardo di euro di offerte precisando che, con l’apertura del libro ordini, le indicazioni di rendimento sono state riviste lievemente al ribasso, passando da 160-165 a 155-160 punti base sul tasso midswap. Il nuovo bond è garantito al 100% da mutui residenziali “prime” italiani, mentre il rating atteso da Standard & Poor’s è di ‘A’.

 

I covered bond verranno ceduti alla Bce come collaterale in cambio di prestiti

 

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Ma come mai tanto appetito per le emissioni obbligazionarie covered? Cartolarizzazioni e covered bond rimangono strumenti fondamentali per una banca, in quanto consentono di diversificare le possibilità di raccolta in relazione alle diverse esigenze. A maggior ragione se diventa difficile o troppo oneroso finanziarsi sul mercato con strumenti alternativi, come in questi ultimi anni dove, a fronte di interessi di riferimento prossimi allo zero, gli istituti di credito italiani sono rimasti molto penalizzati dalla crisi economica e dall’aumento delle sofferenze bancarie.

Il mercato delle obbligazioni bancarie garantite ha quindi continuato a rappresentare un canale efficace per soddisfare le crescenti necessità di liquidità delle banche italiane, sebbene la maggior parte delle obbligazioni covered non sono state collocate sul mercato ma utilizzate come collateral per ottenere liquidità dalla Bce. Il trend sembra confermato dai primi dati dell’anno in corso: nonostante il numero degli emittenti si sia ridotto da undici a sette, nei primi otto mesi del 2013 i valori complessivi d’emissione hanno raggiunto quota 43 miliardi. In Italia, in particolare, va detto che la chiusura del mercato wholesale internazionale comporta tuttora per le nostre banche difficoltà sul lato della raccolta a medio e lungo termine. [fumettoforumleft]Nonostante il decisivo supporto offerto dalla Bce con i due piani di rifinanziamento (Ltro) del dicembre 2011 e di febbraio 2012 il problema sussiste, non solo in ragione dell’eccezionalità dell’intervento Bce ma soprattutto perché la liquidità messa a disposizione da Francoforte è di breve termine e dunque non può essere utilizzata dagli istituti per finanziare iniziative imprenditoriali con un orizzonte temporale ampio oppure per le operazioni immobiliari delle famiglie. “Un problema di tipo finanziario che tuttavia rischia di assumere caratteristiche di tipo economico”, – osservano gli esperti dell’ABI – “a maggior ragione se si considera che normalmente una ripresa del mercato dei mutui residenziali è in grado di fare da traino per l’economia in generale, almeno nel breve periodo”.

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