Mediobanca Inflazione e Btp Italia a confronto

Collocato sul mercato la scorsa settimana, il nuovo bond a sei anni di Piazzetta Cuccia indicizzato al carovita ha perso appeal. Rispetto al titolo di stato concorrente, ci sono dei rischi maggiori e una tassazione diversa, ma potrebbe comunque riservare delle soddisfazioni

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Collocato sul mercato la scorsa settimana, il nuovo bond a sei anni di Piazzetta Cuccia indicizzato al carovita ha perso appeal. Rispetto al titolo di stato concorrente, ci sono dei rischi maggiori e una tassazione diversa, ma potrebbe comunque riservare delle soddisfazioni

Lanciato sul Mot la scorsa settimana, il nuovo bond Mediobanca a 6 anni indicizzato all’inflazione italiana non ha fatto il botto come qualcuno si attendeva alla vigilia. Il bond non subordinato emesso da Piazzetta Cuccia ha avuto un’accoglienza fredda sul mercato da parte degli investitori e il prezzo è sceso leggermente sotto la pari. Questo perché le caratteristiche dello strumento obbligazionario non offrono, alle attuali condizioni di mercato, un potenziale di upside tale da rendere il titolo appetibile, soprattutto se raffrontato con il Btp Italia che, grosso modo, è il diretto antagonista e che gode di una tassazione sugli interessi agevolata, oltre che di una certa popolarità. Mentre le obbligazioni Mediobanca continuano (a torto) ad essere percepite dal mercato come strumenti riservati agli “addetti ai lavori”, anche se in realtà non è così. 

 

Mediobanca Inflazione Italiana 2013-2019, caratteristiche e dettagli

 

UE-17

Mediobanca Inflazione Italiana – si apprende dal regolamento – è un’obbligazione ordinaria non subordinata con scadenza Gennaio 2019 con cedole annuali indicizzate all’inflazione italiana, ideata per tutti coloro che vogliono difendere i propri risparmi dall’aumento del caro vita. Mediobanca Inflazione Italiana (Isin IT0004941875) con rimborso alla pari e un taglio minimo di 1.000 € , nel primo anno prevede due cedole semestrali garantite al tasso fisso del 3,50 % lordo annuo pari all’1,40 % semestrale netto e negli anni successivi cinque cedole variabili annuali legate all’andamento dell’indice dei prezzi al consumo FOI (famiglie operai e impiegati) rilevato ad Ottobre di ogni anno dall’ISTAT. Le cinque cedole variabili di Mediobanca Inflazione Italiana prevedono un rendimento annuo lordo costituito da uno spread fisso lordo del 2,20 % pari al 1,76 % netto da aggiungere all’indice FOI dell’anno. Tra i rischi assunti dal risparmiatore, oltre ai tipici rischi di mercato e di tasso ,  va ricordata la possibilità che in caso di deflazione con indice FOI negativo , si potrebbe avere un potenziale abbattimento del rendimento. Nel caso infatti di deprezzamento dell’indice FOI pari o superiore allo spread garantito del 2,20 % non verrebbe corrisposta alcuna cedola.

 

Mediobanca e Btp Italia a confronto

 

BTP

Nonostante l’emittente goda di comprovata solidità finanziaria nel panorama creditizio italiano (Rating BBB per Standard & Poor’s), il rischio che l’investitore possa perdere gli interessi in maturazione in un contesto deflazionistico nei prossimi anni non è poi così remoto. Motivo per il quale il titolo è subito sceso sotto il prezzo di collocamento e ora tratta intorno a 99,75. E se non fosse per quella “cedola premio” del 3,50% il primo anno – osserva un trader – ideata dall’emittente proprio per invogliare alla sottoscrizione del prodotto, Mediobanca Inflazione Italiana 2019 potrebbe stare anche più sotto, vista anche la riluttanza del mercato verso le emissioni a tasso variabile in questo momento congiunturale e di tassi di riferimento prossimi allo zero. Inoltre, il confronto con l’analogo titolo di stato, il Btp Italia, viene spontaneo e ci si accorge che rispetto all’emissione governativa, Mediobanca Inflazione italiana 2019 racchiude un rischio maggiore che ovviamente non può che tradursi sulle quotazioni. In caso di deflazione, infatti, le cedole del Btp Italia vengono comunque calcolate sul capitale nominale investito, quindi con una protezione estesa non solo alla quota capitale, ma anche agli interessi. Il tasso cedolare (reale) annuo definitivo del Btp Italia, fissato al termine del periodo di raccolta degli ordini, non è inferiore al tasso cedolare reale annuo minimo garantito che, ad esempio, per il Btp Italia 2017 è stato fissato dal Tesoro al 2,25%. Non solo. Gli interessi sul Btp Italia sono tassati al 12,50%, mentre quelli su Mediobanca Inflazione italiana 2019 al 20%, e anche questo fa la differenza alla fine dei conti. Se a ciò si aggiunge che i sottoscrittori del Btp Italia potranno godere di un premio fedeltà di 4 euro ogni 1.000 se si mantiene il titolo in portafoglio fino a scadenza, rende a tutti gli effetti lo strumento finanziario pubblico più conveniente e poco volatile. E in effetti il prezzo intorno a 100,45 del Btp Italia ne è la conferma. [fumettoforumright] Un paragone che – secondo alcuni analisti – però regge relativamente, anche perchè il BTP Italia ha durata inferiore di 2 anni rispetto a Mediobanca 2019 e il cosiddetto “premio fedeltà” potrebbe benissimo essere intravisto anche nello strumento corporate italiano che il primo anno offre una cedola del 3,50% a fronte di tassi sui Bot annuali poco superiori all’1%. Quindi, un bel rpemio, se si vuole. Inoltre, è più probabile che da qui al 2019, in prospettiva (si spera) di una leggere ripresa economica, il tasso di inflazione non scenda più di così rendendo il bond Mediobanca più appetibile rispetto al Btp Italia, visto lo spread sul tasso d’interesse offerto. Insomma, il rischio deflazionistico che farebbe perdere all’investitore la cedola appare abbastanza remoto.

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Argomenti: Nuove emissioni, collocamenti, Obbligazioni bancarie, Mediobanca, Obbligazioni societarie, Btp, BTP Italia