Mediaset: obbligazioni al 9%, titolo a picco

Mediaset alle prese con utili in calo, questione debito di Endemol e uscita di scena di Berlusconi

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Mediaset alle prese con utili in calo, questione debito di Endemol e uscita di scena di Berlusconi

MEDIASET: TUTTI FATTORI CHE PESANO NEGATIVAMENTE – Tempi duri per le televisioni del biscione. Dopo la notizia negativa del rendiconto intermedio al 30 settembre che ha visto utili in calo di oltre il 13%, da 192 a 166 milioni di euro, la sentenza di secondo grado sul Lodo Mondadori della scorsa estate, la grana del debito della controllata Endemol e la caduta del premier dai vertici della politica nazionale, arriva anche la botta delle elezioni in Spagna.(Mediaset: risultati al 30 settembre 2011 con ricavi in crescita). Il nuovo primo ministro in pectore Mariano Rajoy ha infatti intenzione di rivedere e annullare i bandi pubblicitari sui canali delle televisioni pubbliche per fronteggiare la crisi che attanaglia il paese. Una mossa che potrebbe incidere ulteriormente sugli introiti pubblicitari del gruppo Mediaset, presente anche in Spagna con il network Telecinco, divenuto numero uno privato del paese iberico, al punto che il titolo in borsa sta ampiamente sotto performando l’andamento dell’indice principale. Per la prima volta, Mediaset è scesa sotto i 2 euro per azione perdendo il 55% del proprio valore dall’inizio dell’anno e il 63% rispetto a dodici mesi fa. E potrebbe non essere finita qui, perché Mediaset prevede di chiudere il 2011 con un risultato netto peggiore di quello del 2010, nonostante sul bilancio dello scorso anno abbia pesato la svalutazione di 75 milioni di Endemol. Ma a pesare sui conti dell’azienda di Cologno Monzese è la frenata del mercato pubblicitario in Italia che potrebbe aggravarsi adesso anche in Spagna con l’elezione del nuovo esecutivo che non ama le tv private. La raccolta di spot in Italia sulle reti gratuite è stata di 1,93 miliardi (-2,9%) a fronte di un -6% complessivo del mercato televisivo in Italia, un dato che per Mediaset potrebbe appesantirsi in Spagna se Rajoy tagliasse veramente gli spot sulle televisioni pubbliche.

 

OBBLIGAZIONI MEDIASET: RENDIMENTO VOLA AL 9%

Titolo Mediaset in borsa

Ma sulla graticola sono finite anche le obbligazioni Mediaset 2017, primo e unico (finora) prestito obbligazionario da 300 milioni di euro emesso dall’azienda della famiglia Berlusconi due anni fa. Formalmente per rifinanziare scadenze di prestiti bancari e per investimenti, ma soprattutto – come fa notare un attento analista di Banca IMI che ha curato il collocamento – per rastrellare fondi freschi sul mercato per fronteggiare l’ingente esborso di denaro derivante dalla perdita della causa del Lodo Mondadori. In primo grado, proprio due anni fa, il tribunale di Milano aveva condannato Fininvest a risarcire alla CIR di De Benedetti 750 milioni di euro per la nota vicenda della casa di Segrate, cifra poi ridimensionata a 560 milioni in secondo grado dalla Corte di Appello di Milano quest’anno. Un collocamento obbligazionario che si inseriva quindi anche in un contesto di questo tipo e che, comunque, non sembrava semplice da emettere per cui ci si è dovuti rivolgere agli istituzionali (lotto minimo da 50.000 euro) – spiega un operatore di Deutsche Bank – vista la crisi dell’industria editoriale e il tracollo del mercato pubblicitario in Italia di questi ultimi anni. Un prestito, comunque, ampiamente sopportabile dallo stato patrimoniale e dal conto economico per i quali l’azienda aveva un out look più che positivo (difatti poi ci fu il tutto esaurito fra i richiedenti) e aspettative di crescita legate soprattutto all’espansione in terra di spagna. Aspettative che però sono rimaste in parte disattese, almeno finora, come dimostrano sia i numeri sia gli accadimenti politici di questi ultimi tempi che hanno condizionato il business di Mediaset. Il bond Mediaset XS0483005293, che ha una cedola lorda annuale del 5% che stacca all’inizio di febbraio di ogni anno, è così scambiato adesso intorno a 82 e rende a scadenza il 9% (era stato collocato poco sotto la pari a 99,53).

Per Nomura sarebbe comunque da comprare, perché Mediaset è ben posizionata sul mercato italiano e la raccolta pubblicitaria, benché in calo, si sta spostando con prepotenza sul settore internet che offrirà in futuro ampie opportunità di guadagno. Per Ester Fringuelli di BNP Paribas, invece, sarebbe più prudenziale attendere di vedere come si comporterà Mediaset nei prossimi trimestri, a livello di conti, prima di entrare sul bond, poiché finora il gruppo televisivo ha tratto molti vantaggi dalla posizione di Berlusconi ai vertici della politica e che adesso verranno sicuramente meno.

 

MEDIASET ALLE PRESE CON IL PROBLEMA DEBITO ENDEMOL

Su Mediaset pesa anche (come se non bastasse) il problema del debito della controllata olandese Endemol. Una vera e proria spina nel fianco già da molto tempo. La casa editrice del Grande Fratello rischia infatti il default in violazione dei covenants se a breve non verrà ristrutturato il debito da 2,7 miliardi che incombe su di essa. Negli ultimi mesi, Mediaset è andata a caccia di alleati per trovare un valido puntello ai conti di Endemol, ma in questo periodo di vacche magre è dura trovare soci disposti a investire nei media se non a forte sconto. Così la recente e ultima offerta, quella di Time Warner, è stata declinata dai soci di Endemol aprendosi definitivamente la strada per una conversione forzata del debito in equity, cosa peraltro già al vaglio dei soci di maggioranza. Il che costringerebbe Mediaset a un esborso di un centinaio di milioni per mantenere ben salda la propria quota di controllo al 51% (gli altri soci forti sono Goldman Sachs e Cyrte di John De Mol). Insomma, anche qui – commenta un analista – la strada appare tutta in salita per l’azienda di Cologno Monzese che, fra le altre cose, sta ridimensionando anche la propria struttura con la chiusura delle redazioni romane di TG4 e Studio Aperto e quella milanese del TG5. Un segnale di declino o un ridimensionamento di inutili costi di gestione per rientrare nei ranghi?

 

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