Mediaset, obbligazioni a sconto. In arrivo nuovo bond?

Le azioni del biscione hanno raddoppiato in un anno sfruttando l’audience delle vicende politiche e giudiziarie di Berlusconi, ma le obbligazioni hanno ancora del potenziale ed entro l’anno potrebbe arrivare una nuova emissione

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Le azioni del biscione hanno raddoppiato in un anno sfruttando l’audience delle vicende politiche e giudiziarie di Berlusconi, ma le obbligazioni hanno ancora del potenziale ed entro l’anno potrebbe arrivare una nuova emissione

La recente crisi di governo e le vicende giudiziarie di Silvio Berlusconi aumentano l’audience e catalizzano l’attenzione degli investitori sui titoli Mediaset. A Piazza Affari, l’azione ha raddoppiato di valore nel giro di un anno, nonostante gli utili del Biscione rimangano ancora abbastanza contratti in un periodo congiunturale senza precedenti per la raccolta pubblicitaria. Così come le obbligazioni Mediaset 5% 2017 quotate alla borsa del Lussemburgo che hanno messo su un 25% di guadagno negli ultimi 12 mesi. Solo speculazione o c’è dell’altro? Il mercato, si sa, è irrazionale e le quotazioni spesso non seguono i fondamentali, tuttavia gli analisti sono concordi nel ritenere che il gruppo industriale fondato da Berlusconi sia ben posizionato in Italia e Spagna e in grado di reggere al peso della crisi economica in atto. Nel primo semestre dell’anno, nonostante i ricavi siano scesi del 13,5% rispetto al 2012, Mediaset ha mostrato una redditività operativa del 7,7% (7.3% nel 2012) grazie alla riduzione dei costi e allo sviluppo dei servizi a pagamento di “Mediaset Premium”. Anche l’andamento della raccolta pubblicitaria del mese di luglio ha evidenziato, sia in Italia che in Spagna, un leggero miglioramento rispetto al trend negativo del primo semestre. Tuttavia, rimane il fatto evidente che le sorti del gruppo televisivo si reggono anche sul futuro di Berlusconi i cui interessi politici sono strettamente legati a quelli del suo impero televisivo. Per cui, alcuni analisti, non disdegnando l’investimento in Mediaset, preferiscono le obbligazioni alle azioni.

 

Il bond Mediaset scadenza 2017 è a sconto

 

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Il bond senior da 300 milioni di euro con scadenza nel 2017 quota circa 101 sul mercato non regolamentato Otc (over the counter) e rende il 4,72% lordo a scadenza.

Collocato nel febbraio del 2010 presso investitori istituzionali (Isin: XS0483005293), corrisponde una cedola annuale del 5% lordo che viene staccata il  primo febbraio di ogni anno. Il taglio minimo di negoziazione è di 50.000 euro nominali, ma ai corsi attuali la spesa per acquistare il bond Mediaset sarebbe di 50.500 euro circa. Il titolo è considerato uno dei migliori investimenti nel settore delle obbligazioni corporate italiane del settore media, anche perché l’emittente gode di buona visibilità a livello internazionale anche se non gode di alcun rating. Così alcuni analisti come Exane, Kepler ed Equita, oltre ad alzare le raccomandazioni a tenere in portafoglio il titolo azionario, ritengono le obbligazioni a sconto rispetto ai corsi attuali. Vero che il clima congiunturale in Italia è ancora pessimo e l’outlook permane negativo a livello generale, ma l’azienda di Cologno Monzese sembra avere tutte le carte in regola per cogliere la timida ripresa economica europea. Questo fattore sembra già essere stato scontato nel prezzo del titolo azionario – dice Laurie Davison di Deutsche Bank – che solitamente anticipa di sei mesi gli utili attesi, mentre non è stato ancora recepito dal titolo obbligazionario, che offre un rendimento ancora a sconto rispetto alle altre obbligazioni corporate di pari durata. La qualità del credito – fa notare Davison – è ulteriormente sostenuta dal fatto che Mediaset potrebbe lanciare a breve un nuovo prestito obbligazionario fino a 500 milioni di euro sfruttando il buon momento dei tassi di mercato. Il Cda ha infatti autorizzato la nuova emissione entro dicembre 2014, ma probabilmente, prima di procedere, si attenderà che il rendimento offerto dalle attuali obbligazioni quotate scenda ancora un po’, intorno al 4%.

 

Raccolta pubblicitaria in aumento sulle reti Mediaset

 

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Nonostante permangano problemi strutturali per Mediaset (il gruppo ha perso quote significative rispetto agli altri media dal 2010 e potrebbe continuare a perdere share sulla tv digitale e sull’Online), per gli analisti di Morgan Stanley il biscione ha un buon potenziale di crescita per il futuro. Gli esperti della banca d’investimenti americana hanno alzato le stime di Eps del 4,4% sul 2014, del 3,2% sul 2015, dell’11,5% sul 2016, del 18,6% sul 2017, del 30,5% sul 2018, del 33,8% sul 2019 e del 43,3% sul 2020.

Una progressione che si spiega sostanzialmente col fatto che la pubblicità televisiva italiana è oltre il 30% al di sotto dei livelli medi, pertanto Mediaset presenta un alto recupero potenziale dei risultati. Ciò potrebbe ulteriormente essere potenziato dalla riduzione del debito, grazie al programma di riduzione dei costi potrebbe aumentare la leva operativa in caso di consistente ripresa macroeconomica. Nel primo semestre del 2013 già si sono ravvisati importanti segnali di stabilizzazione del mercato pubblicitario. Non solo. L’andamento della raccolta pubblicitaria del mese di luglio – sottolinea Mediaset – evidenzia sia in Italia che in Spagna un leggero miglioramento rispetto al trend negativo del primo semestre. In Italia, la raccolta pubblicitaria del mese di luglio ha registrato per la prima volta dopo quasi due anni un segno positivo rispetto allo stesso periodo 2012, attestandosi intorno al +4%. [fumettoforumright]E anche agosto, sulla base della visibilità attuale, dovrebbe far registrare un andamento positivo rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Questi primi importanti segnali di maggiore dinamicità rafforzano le aspettative di una stabilizzazione del mercato per la seconda parte dell’anno. Tuttavia, nell’incertezza del quadro macroeconomico, il gruppo rimane focalizzato nell’implementazione del previsto piano triennale (2012- 2014) di riduzione della spesa. Sotto questo profilo, i risultati conseguiti nello scorso esercizio e nel primo semestre del 2013 confermano l’aspettativa di raggiungere la riduzione strutturale annunciata in anticipo sulla tabella di marcia triennale, garantendo nell’esercizio in corso l’ulteriore conseguimento di un importante livello di generazione di cassa

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