OBBLIGAZIONI HIGH YIELD

Manutencoop: migliorano i conti, ma il bond high yield non piace

Le obbligazioni Manutencoop 9% 2022 (XS1642816554) scambiano sotto la pari nonostante l’incremento degli utili

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di Mirco Galbusera, publicato il
Le obbligazioni Manutencoop 9% 2022 (XS1642816554) scambiano sotto la pari nonostante l’incremento degli utili

Manutencoop Facility Management, capofila del principale gruppo italiano attivo nell’integrated facility management, ha archiviato il primo semestre con un utile netto consolidato pari a 15,7 milioni di euro, in crescita del 21,5%, rispetto ai 13 milioni di euro del primo semestre 2016.

 

Nei primi sei mesi dell’esercizio 2017, informa una nota di Manutencoop, è in miglioramento anche l’Ebitda (+5,2%) e l’Ebit (+16,5%). L’indebitamento finanziario netto del gruppo cala toccando i 159,2 milioni di euro, in deciso miglioramento sia rispetto ai 198,3 milioni di euro al 30 giugno 2016, sia rispetto ai 180,9 milioni di euro al 31 dicembre 2016 grazie, principalmente, a una migliore gestione dei processi di incasso e pagamento. Al 30 giugno il gruppo ha registrato ricavi pari a 455,3 milioni di euro, in leggera diminuzione del 3,4% rispetto ai 471,5 milioni di euro del primo semestre dell’esercizio 2016, principalmente a causa delle persistenti difficoltà a livello macroeconomico e di mercato.

 

Obbligazioni Manutencoop 9% 2022

 

Le obbligazioni CMF 9% 2022 (isin XS1642816554) collocate per 360 milioni prezzano 97,71, poco sotto il prezzo di collocamento (98) avvenuto lo scorso mese di luglio. Il bond è negoziabile alla borsa del Lussemburgo e sul mercato ExtraMot di Borsa Italiana per importi di 100.000 euro per un rendimento che supera il 10% a scadenza. Il bond corrisponde una cedola fissa su base semestrale del  9% che viene staccata il 29 giugno e 29 dicembre di ogni anno. Il titolo è callable e può essere richiamato anticipatamente dall’emittente a partire dal 2020. Su Manutencoop, le agenzie di rating si sono espresse con un giudizio “speculative grade”. Standard & Poor’s ha assegnato un rating preliminare B+ con outlook stabile, mentre Moody’s ha emesso un giudizio B2. Secondo gli analisti americani, il rating B2 riflette la visione secondo cui l’azienda riflette la modesta dimensione del gruppo e la limitata diversificazione geografica, la sua esclusiva focalizzazione sul mercato del facility management italiano e il fatto che un contratto chiave dovrà essere rinnovato l’anno prossimo. Tuttavia – sottolineano gli analisti – questi elementi negativi sono parzialmente controbilanciati dalla posizione di leader di mercato dell’azienda nel settore del facility management italiano e dalla tenuta di fatturato ed ebitda negli ultimi tre anni, elemento da rimarcare date le difficili condizioni di mercato.

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Argomenti: Obbligazioni High Yield

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